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''Il Ddl sulla democrazia diretta si può ancora fare'', arriva in Consiglio provinciale l'appello del comitato: ''C'è tempo fino il 5 agosto''

La decisione dei capigruppo aveva portato al rinvio del ddl alla prossima legislatura. Il comitato "Più democrazia" e i proponenti del ddl lanciano un appello

Pubblicato il - 31 luglio 2018 - 19:22

TRENTO. Il disegno di legge sulla democrazia diretta “si può ancora fare” e a crederlo sono Alex Marini e Stefano Longano, primo firmatario e relatore del Ddl di iniziativa popolare assieme a Daniela Filbier, presidente di Più Democrazia in Trentino.

 

Loro le firme di un ultimo appello rivolto al presidente del Consiglio Bruno Dorigatti, ai capigruppo provinciali e per conoscenza al presidente Ugo Rossi e Mattia Civico in qualità di presidente della Prima commissione permanente.

 

Il disegno di legge sulla democrazia diretta che viene rimbalzato da ormai cinque anni ha, secondo i proponenti, l'obiettivo di disciplinare il referendum e altri strumenti di partecipazione popolare, dando vera attuazione ai principi di democrazia diretta che sono contenuti nelle Carte fondamentali che costituiscono il nostro ordinamento.

 

Qualche giorno fa, però, la brutta sorpresa con la decisione da parte dei capigruppo di rimandare il testo alla prossima legislatura e quindi la necessità di ripartire da capo gettando nel cestino cinque anni di incontri e audizioni.

 

Questo l'appello scritto dai proponenti:

 

 

Appello al Presidente del Consiglio e ai Capigruppo:
si porti alla discussione in aula il DDL sulla democrazia diretta

 

 

Si può ancora fare. Volendo. C’è tempo fino al 5 agosto per decidere di dare dignità a questa iniziativa popolare, confinata per 6 anni fuori dall’aula del Consiglio.
Dipende da voi. Solo da voi, a questo punto.

 

Dipende dal Presidente del Consiglio che, volendo, ha facoltà di convocare una seduta del Consiglio pur in assenza di unanimità da parte della Capigruppo - che è organo di consulenza. Una decisione che ricade nella sfera di discrezionalità del Presidente del Consiglio, che in questo caso riteniamo sarebbe più che opportuno occupare.

La discussione negata dalla Capigruppo di giovedì scorso riguarda un’iniziativa popolare, non un atto politico o amministrativo. Riguarda la facoltà dei cittadini di partecipare alla vita politica della Comunità sancita nel nostro statuto di Autonomia. Riguarda un diritto politico che merita di essere tutelato da chi svolge un delicato ruolo di garanzia nell’assemblea dei Rappresentanti. Un diritto politico che ha precedenza sulle liturgie d’aula. Un diritto politico che conferisce prestigio a quella Istituzione, che rappresenta i cittadini.
Difficile sostenere la rappresentanza se nei fatti le proposte popolari sono regolarmente rigettate.

Faccia un passo avanti Presidente Dorigatti, si faccia garante della dignità dei cittadini che quell’Assemblea rappresenta (o dovrebbe rappresentare).

Fissi la seduta in tempo utile e affidi ai Consiglieri il compito che loro compete.

 

In aula poi dipenderà dai Consiglieri, e solo da loro.

Ciascuno si assumerà la propria responsabilità, politica e personale. Chi ne avrà volontà e capacità, saprà andare oltre l’appartenenza partitica e le convenienze personali, consapevole che la democrazia è di tutti e non appartiene a nessuno.

Chi rifiuterà o saboterà la discussione e il voto mancherà di rispetto non solo ai promotori e ai sostenitori dell’iniziativa, ma a tutti i cittadini della provincia di Trento. Non c’è patto di solidarietà tra le minoranze che tenga in questa situazione: dall’altra “parte” non c’è la maggioranza da cui distinguersi o difendersi, c’è un’iniziativa popolare!

Compito dei Rappresentanti eletti è dare modo a chi è rappresentato di sapere cosa ciascuno pensa e come ciascuno vota sui temi che arrivano in Assemblea legislativa. In un sistema rappresentativo qual è il nostro, questa trasparenza è atto qualificante. In aula ciascuno entra con il proprio legittimo convincimento, si confronta con gli altri Consiglieri, e poi decide - votando. È la democrazia.

Rinunciare a questo basilare esercizio democratico facendosi preda di bizantini meccanismi d’aula indebolisce la credibilità dell’Assemblea tutta e aumenta la distanza tra le Istituzioni e i Cittadini.

 

Cari Consiglieri, decidete di votare, qualunque cosa riteniate di voler votare. Fatelo nel luogo deputato, l’aula del Consiglio, esprimete pubblicamente la vostra opinione di merito. Non impedite l’esercizio di voto all’aula ricorrendo a tecniche ostruzionistiche. Vagliate gli emendamenti, discuteteli uno per uno, votateli uno per uno, portate a termine l’esame della proposta e decidete. È la democrazia.

Sottrarsi a questo compito sarebbe una sconfitta. Una vostra tragica sconfitta.

Dipende da voi, solo da voi a questo punto.

 

 

Alex Marini - Primo firmatario DDL di iniziativa popolare

Stefano Longano - Relatore del DDL di iniziativa popolare

Daniela Filbier - Comitato promotore e Presidente Più Democrazia in Trentino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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