"Un silenzio surreale", la lettera di Alex Marini sulla modifica dello Statuto speciale: "Non c'è dibattito ma si vota a breve"
Dalla garanzia del pluralismo politico ai tempi certi per la formazione della Giunta regionale, dalla semplificazione per la raccolta firme per i referendum alle leggi, diversi i punti toccati nella lettera di Marini

TRENTO. "Un silenzio surreale", così Alex Marini, ex consigliere provinciale del Movimento 5 stelle e presidente di Più democrazia in Trentino sulla modifica dello Statuto speciale del Trentino Alto Adige. "Eppure il prossimo 10 settembre la Commissione affari costituzionali della Camera voterà il disegno di legge del Governo Meloni: un passaggio che riguarda non solo l’assetto delle competenze, ma soprattutto la qualità democratica della nostra autonomia".
Dalla garanzia del pluralismo politico ai tempi certi per la formazione della Giunta regionale, dalla semplificazione per la raccolta firme per i referendum alle leggi, diversi i punti toccati nella lettera (sotto in forma integrale) di Marini.
"Il dibattito pubblico però è assente", dice il presidente di Più democrazia in Trentino. "Ma le proposte disegnano un filo rosso: più democrazia, più trasparenza, più contrappesi. Non si tratta di frenare l’autonomia, ma di renderla più solida e credibile, rafforzandola contro derive di potere e interessi particolari".
La vera sfida per la politica, oggi, è "dimostrare che la riforma dello Statuto non è soltanto una partita di competenze, ma una grande occasione per consegnare ai cittadini un’autonomia più moderna, aperta e partecipata", conclude Marini.
LA LETTERADI ALEX MARINI - PRESIDENTE DI PIU' DEMOCRAZIA IN TRENTINO
Caro Direttore,
sull’iter parlamentare di modifica dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol è calato un silenzio surreale. Eppure il prossimo 10 settembre la Commissione affari costituzionali della Camera voterà il disegno di legge del Governo Meloni: un passaggio che riguarda non solo l’assetto delle competenze, ma soprattutto la qualità democratica della nostra autonomia.
Il dibattito pubblico, però, è assente. Si parla poco e male di un intervento che, se condotto senza adeguate garanzie, rischia di concentrare poteri senza rafforzare i necessari contrappesi democratici. Per questo credo che la riforma dello Statuto debba essere vista anche come un’occasione: non solo per acquisire nuove competenze, ma per introdurre regole che rendano l’autonomia più trasparente, partecipata e solida.
Come Più Democrazia in Trentino, lo scorso agosto abbiamo presentato alcune proposte che, con nostra sorpresa, sono state accolte sotto forma di emendamenti parlamentari. Esse vanno tutte nella stessa direzione: dare più peso alla voce dei cittadini e rafforzare i meccanismi di equilibrio e controllo.
Si tratta, ad esempio, di garantire il pluralismo politico nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, di obbligare il Parlamento a rispondere sulle sorti dei voti approvati dalle nostre assemblee, e di stabilire tempi certi per la formazione della Giunta regionale. Ma anche di semplificare la raccolta firme per i referendum, di introdurre un referendum confermativo automatico sulle leggi in materia di forma di governo e di ridurre le soglie per quelli relativi a leggi elettorali e referendarie.
Altri emendamenti intervengono per colmare vuoti normativi: la riformulazione organica dell’articolo 60 sul funzionamento degli strumenti di democrazia diretta, l’inserimento di principi di trasparenza nelle concertazioni tra Regione e Governo, la difesa del ruolo del Consiglio rispetto alla possibilità di impugnare leggi statali.
Di grande rilievo sono anche la proposta di rendere vincolanti e sostanziose le intese tra i Consigli provinciali di Trento e Bolzano, l’introduzione di un referendum popolare confermativo su ogni modifica statutaria, e la riforma delle Commissioni paritetiche, troppo spesso percepite come organi opachi e poco rappresentativi.
In sintesi, queste proposte disegnano un filo rosso: più democrazia, più trasparenza, più contrappesi. Non si tratta di frenare l’autonomia, ma di renderla più solida e credibile, rafforzandola contro derive di potere e interessi particolari.
La vera sfida per la politica, oggi, è dimostrare che la riforma dello Statuto non è soltanto una partita di competenze, ma una grande occasione per consegnare ai cittadini un’autonomia più moderna, aperta e partecipata.
Alex Marini - Presidente di Più Democrazia in Trentino












