''Il femminicidio non è un'emergenza, i problemi sono altri''. Bufera sul candidato di sinistra
L'ha scritto nero su bianco sulla sua pagina Facebook. Ma il post di Claudio Della Volpe, candidato per L'Altro Trentino a Sinistra, è stato poi rimosso

TRENTO. Alla fine il post su Facebook è stato cancellato, forse dopo le sollecitazioni dei vertici dei partiti che assieme sostengono Antonella Valer, unica donna candidata presidente alle prossime elezioni provinciali. Liberi e Uguali, ma anche l'Altro Trentino a Sinistra, sono da sempre impegnati nella difesa delle donne e nel contrasto al femminicidio, proprio per questo il post di Claudio Della Volpe non è passato inosservato.
Il candidato de L'altro Trentino a Sinistra ha scritto i crudi numeri delle donne ammazzate in Italia, a dimostrazione che non esiste nessuna emergenza. "Quando mi si dice che in Italia c'è una crisi di femminicidi mi girano le palle", ha scritto papale papale, usando pure il riferimento alle gonadi - ovviamente maschili - per sottolineare ancor di più la sua rabbia. "E' falso", sostiene lui. E a sostegno della sua tesi porta pure i dati Istat.
Ammette che le donne sono uccise maggiormente da uomini che da altre donne, e ammette pure che spesso si tratta del marito, del fidanzato. Ma il risultato dell'evidenza degli omicidi di donne - spiega Della Volpe - è conseguenza del diminuire maggiore degli omicidi di uomini. E afferma, a ragione, che anche il cosiddetto femminicidio è in lenta discesa negli ultimi anni.
"Con tutto il rispetto per le donne - afferma alla fine del post - smettetela di travisare i dati e imparatevi la statistica". Allega le tabelle con i grafici che mostrano le linee in costante decrescita e afferma: "Ditemi voi se non ho ragione". Il post, nemmeno dirlo, è stato immediatamente commentato da decine e decine di persone.
Alcuni che scrivevano: "Che peccato, avrei voluto votarvi ma se queste sono le posizioni dei vostri candidati...". Altri che invitavano i partiti della coalizione che esprime Antonella Valer a prendere una posizione. Tra i commenti le prese di distanza degli altri candidati, alcuni che esprimevano l'imbarazzo per le considerazioni del collega in lista.
Ma Claudio Della Volpe è uomo di scienza, ha letto la cruda realtà dei numeri che dicono che le donne ammazzate sono meno del'anno prima, e meno dell'anno prima ancora. Quindi nessun problema, "i problemi sono altri". Nei numeri però non è stato capace di vedere che le coltellate, che spesso sono tante, tantissime su ogni donna uccisa, sono soltanto la punta dell'iceberg. L'epilogo, il tremendo apice che per fortuna si tocca solo di rado.
La donna straziata in una pozza di sangue entra nelle statistiche per forza. Entrano meno le le umiliazioni, gli insulti, gli schiaffi assestati in pieno volto e spesso i pugni che fanno male, che lasciano l'ematoma che poi si nasconde quando il mattino dopo si va al lavoro. Qualche statistica c'è pure sui maltrattamenti se Della Volpe volesse approfondire: capirebbe che tutto è collegato.
Capirebbe che la tragedia vera è la negazione dell'insopprimibile desiderio di essere trattate come persone e non come cose. Quel desiderio che è smorzato dalla sberla in pieno viso assestata sotto lo sguardo ferito dei figli e dai soloni che per spiegare i fenomeni sociali si limitano all'aridità dei numeri.
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