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In pochi giorni tre predazioni, da quando c'è il recinto zero. Quattro strutture elettrificate per difendere le mandrie dai lupi

I metodi alternativi all'abbattimento esistono (vi avevamo raccontato la storia di alcuni pastori che si difendono con cani e recinti). La Provincia mentre porta avanti la battaglia normativa ha creato quattro strutture sperimentali con buoni frutti, al momento

Pubblicato il - 10 luglio 2018 - 19:49

TRENTO. Nei primi 10 giorni di alpeggio si erano registrate ben 3 predazioni. Da quando sono state installate le recinzioni i danni sono scesi a zero. L'assessore all'agricoltura Michele Dallapiccola è stato a malga Boldera, a Sega di Ala, per visitare uno dei quattro recinti fissi installati in via sperimentale in Trentino per proteggere le greggi da assalti di lupi e orsi. E i risultati sono stati molto confortanti. 

 

 

Insomma la convivenza tra grandi carnivori e esseri umani, ancora una volta, si dimostra possibile senza tanti stravolgimenti normativi. Richiede impegno e fatica ma è i metodi esistono e se adottati potranno garantire il rispetto di questi straordinari e preziosi animali (lupi e orsi) e, al tempo stesso, tutelare le attività antropiche (agricoltura e allevamento in testa).

 

La Provincia, da parte sua, è risaputo che sta combattendo una battaglia legislativa per arrivare alla gestione autonoma dei grandi carnivori e che ne permetta anche l'abbattimento. Una battaglia che pare strumentale e perdente in partenza visto che norme nazionali ed europee al riguardo parlano chiaro. Come chiaro ha parlato il ministro all'ambiente Costa, in questi giorni, che ha ribadito come non potrà far altro che impugnare i ddl delle province di Trento e Bolzano e proporre le altre 22 soluzioni già approvate anche dall'Ispra e dagli studiosi della materia, per la gestione del fenomeno. Tra queste, ovviamente, ci sono i recinti elettrificati e i cani da guardiana.

 

Soluzioni che si stanno adottando anche in alcune parti del Trentino. Allo scopo di contenere i conflitti con gli allevatori si sta valutando, infatti, la fattibilità di diverse soluzioni per la protezione degli animali al pascolo - con particolare riferimento ai patrimoni zootecnici bovini/equini visto che è accertato che con i recinti mobili e stanziali quelli ovini sono difendibili - che siano tecnicamente ed economicamente sostenibili (in realtà quelle esistenti lo sono praticamente tutte visto che richiedono costi ridotti).

 

Recentemente sono stati realizzati in via sperimentale, grazie anche alla disponibilità manifestata in questo senso da enti diversi (Magnifica Comunità di Fiemme, Agenzia provinciale delle foreste demaniali, Associazione Allevatori di Ala e Comune di Brez), alcuni recinti elettrificati, finalizzati alla protezione delle mandrie dai danni da lupo. I recinti sono stati realizzati secondo criteri che garantiscono un’elevata protezione notturna dal lupo (recinti a 5 fili con aumento a 6/7 nei punti più sensibili) e una durata dei manufatti medio lunga.

 

I recinti sono sostenuti da robusti pali di legno posizionati mediamente a circa 10 metri uno dall’altro, destinati a rimanere fissi e che costituiscono la struttura portante, lungo i quali vengono tesi i fili che sono correttamente distanziati e sostenuti anche da tradizionali paletti in plastica. Quest’ultimi e i fili verranno rimossi alla fine della stagione dell’alpeggio, per essere riposizionati all’inizio della stagione successiva. In tutti i casi si è proceduto in raccordo preventivo e costante non solo con le amministrazioni e gli allevatori interessati ma anche con i pastori che gestiranno direttamente il bestiame. Insomma soluzioni non proprio fantascientifiche ma molto semplici e di facile riproposizione.

 

Le malghe interessate dai nuovi recinti sperimentali sono:

Malga Viezzena di proprietà dalla Magnifica Comunità di Fiemme   (CC di Predazzo) posizionata a monte dell’abitato di Bellamonte;

Malga Campobrun di proprietà demaniale (C.C. di Ala) posizionata nella Riserva Naturale di Campobrun a monte del paese di Giazza;

Malga Boldera  di proprietà del Comune di Ala (C.C. di Ala) posizionata in Lessinia alla Sega di Ala;

Malga Brez di proprietà del Comune di Brez (C.C. di Brez) posizionata a confine con la Provincia di Bolzano nell’area dell’Alpe Scura.

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