Un terzo dei danni del lupo in Bassa Valsugana ma nel 70% dei casi non c'erano misure di protezione, la Provincia invita i sindaci a fare di più sulla prevenzione
L’assessore Roberto Failoni e i vertici delle strutture faunistiche hanno incontrato gli amministratori della Bassa Valsugana e Tesino sulla questione lupo. "Un dialogo franco e diretto, basato sulla volontà di gestire con sempre maggiore attenzione e sensibilità la presenza dei grandi carnivori. Solo attraverso un utilizzo corretto e costante di queste misure sarà possibile contenere i danni e migliorare la coesistenza tra comunità locali e fauna selvatica"

TRENTO. "Il nostro obiettivo è di applicare tutte le misure necessarie per la tutela della sicurezza pubblica e il sostegno all'attività zootecnica, fondamentale per la cura e il presidio del nostro Trentino". Queste le parole dell'assessore Roberto Failoni nell'incontro sui lupi nell'area della Valsugana e del Tesino. La Provincia ha invitato con forza i sindaci a sollecitare gli allevatori, e in particolare gli hobbisti a dotarsi di strumenti di prevenzione efficaci, soprattutto delle recinzioni elettrificate messe a disposizione gratuitamente. "Il 37% delle predazioni da parte di lupi avvenute nel 2025 in Trentino riguarda la Bassa Valsugana, un terzo sul totale provinciale. Ma nel 70% dei casi non c’erano misure di protezione per questi animali".
Prima ancora di ottenere l'autorizzazione sulla Lessinia - provvedimento che ha resistito ai ricorsi delle associazioni avanti a Tar e Consiglio di Stato (Qui articolo), ci si era mossi in piazza Dante per la Valsugana. Il parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale è stato negativo per quanto riguarda la rimozione degli esemplari del branco "Campelle-Calamento" (più sotto alcuni dati). In sostanza non sono state rispettate le tre condizioni previste dalla legge provinciale e dalla direttiva Habitat (Qui articolo).
Le recinzioni, se installate e mantenute correttamente, rappresentano il metodo più efficace per proteggere il bestiame. Agli amministratori locali è stato inoltre spiegato come la Provincia come le valutazioni di Ispra abbiano infatti evidenziato come le opere di difesa finora adottate non siano state sufficientemente diffuse. "Pur incassando il parere negativo rispetto all’abbattimento - dice la Provincia - il Servizio faunistico ha risposto con diverse puntualizzazioni di natura tecnica per sottolineare la correttezza procedurale della richiesta".
Nel corso del confronto è stata sottolineata l’importanza di una corretta comunicazione sul tema e l’adozione di comportamenti adeguati da parte della popolazione. Infine l’invito ai sindaci, da estendere ai cittadini, di segnalare la presenza di lupi nelle aree antropizzate contattando la Stazione forestale del territorio.
Un vertice di martedì 16 settembre per affrontare la questione della gestione dei grandi carnivori e dei contenimento dei danni. L'assessore Failoni ha incontrato, il presidente della Comunità Bassa Valsugana e Tesino, Claudio Ceppinati e i sindaci del territorio. Presenti, tra gli altri, anche il dirigente generale del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna Stefano Fait, il dirigente del Servizio faunistico Alessandro Brugnoli e il coordinatore del Settore grandi carnivori Claudio Groff.
“Con gli amministratori abbiamo avuto un dialogo franco e diretto, basato sulla volontà di gestire con sempre maggiore attenzione e sensibilità la presenza dei lupi nella Valsugana Orientale", ancora Failoni. "Solo attraverso un utilizzo corretto e costante di queste misure sarà possibile contenere i danni e migliorare la coesistenza tra comunità locali e fauna selvatica".
La Provincia ha inoltre proposto di far partire subito interventi formativi e informativi rivolti prima di tutto agli allevatori e in una seconda fase a tutta la comunità, oltre a un piano di controllo. Un'intenzione accolta favorevolmente dai primi cittadini che anzi hanno chiesto di iniziare quanto prima con queste azioni.
Sono stati forniti anche alcuni dati. Quest'anno la Bassa Valsugana è stata interessata da una significativa serie di predazioni attribuite al branco “Campelle-Calamento”, stabilmente presente nella zona. Nel solo 2025 sono stati registrati 53 eventi di danno – il 37% del totale provinciale – per un indennizzo complessivo di 28 mila euro.
Le predazioni si sono verificate in larga parte nelle ore notturne o crepuscolari - aggiunge piazza Dante - spesso a pochi metri dalle abitazioni (tra 3 e 110 metri di distanza). A tal proposito, va detto che su un totale di 53 predazioni avvenute da inizio anno in Bassa Valsugana, solo in 17 casi (il 32%) erano presenti misure di prevenzione. Dal 2018 a oggi sono state distribuite oltre 70 opere di prevenzione in Bassa Valsugana, tra cui recinzioni elettrificate.












