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La base del Pd preme per Ghezzi presidente, si raccolgono firme tra gli iscritti. ''Discutiamone apertamente in assemblea''

Lunedì prossimo la convocazione. Rovereto è in fermento ma anche tra i componenti dell'assemblea provinciale sta crescendo il gruppo che chiede di considerare la 'novità' di Paolo Ghezzi. L'obiettivo: "Dare voce ad un’esigenza manifestata con forza da molti elettori e elettrici del partito democratico"

Di Donatello Baldo - 17 luglio 2018 - 18:52

TRENTO. Che le posizioni al vertice del Pd fossero più d'una, questo lo si sapeva già. Il segretario Giuliano Muzio con Olivi, Zeni, Dorigatti da una parte, il capogruppo ManicaBorgonovo Re, Civico, Plotegher, Ferrari dall'altra. Divisi sul candidato presidente: i primi per Rossi e i secondo per Ghezzi

 

Quello che però rimaneva sottotraccia era il sommovimento della base che spinge insistentemente per cercare di portare la discussione sulla presidenza fuori dalle 'sacrestie' della politica, fuori dalle valutazioni imperscrutabili, dalle necessità e dalle opportunità che spesso le segreterie invocano a giustificazione delle scelte anche impopolari.

 

Stanno girando lettere, documenti, petizioni. Stanno arrivando nella casella e-mail del segretario messaggi accorati: "Non chiudere su Rossi, non lasciarti scappare il nome di Paolo Ghezzi". Questo il tono, questa la richiesta. Ma le iniziative non sono solo personali.

 

A Rovereto alcuni iscritti, anche nomi noti, importanti riferimenti per la politica della Vallagarina, hanno scritto un documento. Si chiede di tenere aperto il dibattito sulla scelta del candidato presidente, di considerare l'opportunità che il nome di Paolo Ghezzi darebbe nell'ottica della discontinuità e della novità tanto cercata. 

 

Un documento che è stato scritto, firmato e inviato al segretario Muzio, alla presidente Borgonovo Re e al capogruppo Manica. Vogliono che sia portato in assemblea, che si discuta già alla prossima occasione che sarà appunto lunedì prossimo, subito dopo la riunione del coordinamento

 

Un'assemblea che all'ordine del giorno ha proprio questo, la discussione dei documenti che arriveranno all'attenzione della presidenza: "L'ordine del giorno dei lavori, che sarà aperto dalla Relazione del Segretario, verrà integrato entro mercoledì con l’invio dei documenti pervenuti in questi giorni da parte di iscritti e di componenti l’Assemblea".

 

Del documento di alcuni iscritti abbiamo detto, ma c'è anche un altro testo che sta girando, firmato da chi è stato eletto nell'assemblea: Luca Filosi, Minella Chillà, Alessandro Giovannini, Chiara Serbini, Dennis Gavatta, Selene Sordo, Silvia Franceschini, Alessandro Fedrigotti, Giacomo Pasquazzo, Giancarlo Gallerani, Amedeo Mazzocchi, Franco Giacobbo, Carmen Noldin.

 

"I sottoscritti firmatari e firmatarie chiedono che nella prossima assemblea utile si possa analizzare in modo serio e approfondito la nuova situazione politica locale, valutando anche le note proposte alternative all'attuale schema vigente".

 

Chiedono, insomma, di non dare per scontata la candidatura Ghezzi, la "nota" proposta che non può essere ignorata, proposta "alternativa all'attuale schema", quello che il segretario Giuliano Muzio ha cercato di 'forzare' in un accordo Patt-Pd che, alla luce dei fatti, è ormai defunto.

 

Nelle premesse, i firmatari spiegano che "lo scopo di questa richiesta non vuole creare una spaccatura all’interno del partito o dell’assemblea, ma intende dare voce ad un’esigenza manifestata con forza dai cittadini e cittadine, associazioni, alcuni movimenti e partiti di sinistra e da molti elettori e elettrici del partito democratico". 
 
Spiegano anche che "nelle ultime settimane sono stati ipotizzati scenari e nomi alternativi sui quali potrebbero convergere un ampio spettro di partiti e movimenti politici determinati a contrastare l’ascesa del centro destra".
 
Ora toccherà all'assemblea dire cosa pensa, decidere il mandato da dare al segretario: la decisione su cosa farà il partito più 'forte' dentro la coalizione non la stanno aspettando soltanto gli iscritti del Pd ma tutti i partiti della maggioranza.

 

Lunedì prossimo la situazione potrebbe schiarirsi: Rossi? Ghezzi? Ma i nomi non sono solo questi: qualcuno, anche nel Pd, guarda a Daldoss come piano B

 

 

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