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Paolo Ghezzi: ''La gente è stanca di furbizie e tatticismi''. Ma 'fiducia e speranza' in Pd e Upt che dovranno decidere sul candidato presidente

I dem si riuniranno il 16 agosto. Paolo Ghezzi, in corsa per la 'nomination': "Vogliamo credere che vincerà un soprassalto di consapevolezza politica vera, adeguata ai tempi difficili che viviamo. Pd e Upt, qualunque strada scelgano, la decidano con la libertà e la speranza che sono delle persone e dei partiti liberi e forti"

Di Donatello Baldo - 11 agosto 2018 - 12:36

TRENTO. Lunedì la coalizione si confronterà con il governatore Ugo Rossi, nell'incontro che il Patt ha 'imposto' durante la riunione dell'ultimo tavolo del centrosinistra autonomista. Quel giorno non sarà deciso niente, toccherà infatti a Pd e Upt convocarsi nei prossimi giorni per esprimersi sui nomi. 

 

Il ballottaggio è tra Rossi e Ghezzi, un terzo nome sembra difficile che possa emergere. A metà agosto, le assemblee dei due partiti si dovranno convocare per contarsi: chi è con l'uno e chi è con l'altro. Molti sono in vacanza, è a rischio anche il numero legale, forse nemmeno la metà de delegati potrà essere presente. 

 

Ma arrivati a questo punto altre strade non ce ne sono. Basta con le primarie, nessun voto ponderato, nessun consenso su base dialogica, come era stato proposto nell'ultima versione del 'metodo'. Si vince anche per un solo voto dentro alle assemblee.

 

La parte di Ghezzi sostiene ovviamente Ghezzi, il Patt sostiene ovviamente Rossi. Dicano Pd e Upt con chi stanno e poi si vede da che parte pende l'ago della bilancia nel tavolo del centrosinistra autonomista. Ma è chiaro, tutti guardano all'Assemblea provinciale del Pd. Sarà il 16 agosto.

 

"Può anche darsi che abbia vinto la furbizia partitica, giovedì sera al tavolo della coalizione del centro-sinistra autonomista", scrive su Facebook Paolo Ghezzi. "Certo è che - sottolinea - per la prima volta il Patt ha firmato un documento che, pur mirando tutta la procedura alla riconferma del presidente uscente, non esclude una candidatura alternativa".

 

"Ma il problema non è chi ha vinto e chi ha perso, in questa nuova tappa del tormentato percorso della coalizione, in cui i sostenitori della discontinuità restano per correttezza, lealtà e senso del bene comune, lontani da ogni ultimatum e da ogni particolarismo 'ad personam'". 

 

"Il problema drammatico è che il tatticismo e l'astuzia maturati in trent'anni di abitazione dei palazzi - osserva Ghezzi - non consentono a chi li pratica di capire che la gente è stanca delle furbizie e delle tattiche. Che ogni nuovo espediente scaltro allontana un po' di più le persone brave e competenti dall'idea di potersi impegnare in una politica bella, trasparente, giocata alla luce del sole".

 

"Questo è il vero dramma di oggi - osserva - anche in Trentino: il distacco profondo tra i vecchi riti consumati e la vita quotidiana delle cittadine e dei cittadini, i problemi e le speranze di ogni giorno".

 

"Noi però, a costo di essere smentiti, continuiamo a credere che le furbizie e i tatticismi non prevarranno: che vincerà un soprassalto di consapevolezza politica vera, adeguata ai tempi difficili che viviamo. Che i due partiti che devono pronunciarsi la prossima settimana, Pd e Upt, qualunque strada scelgano, la decidano con la libertà e la speranza che sono delle persone e dei partiti liberi e forti".

 

"Hanno due nomi bellissimi, quei due partiti - afferma Ghezzi -: democratico (l'aggettivo più bello che ci sia, in politica) e Unione (per il Trentino), e l'unione è il bello della politica, è l'antidoto alla frammentazione, alla dispersione, all'insignificanza".

 

E Paolo Ghezzi, in corsa per la 'nomination', conclude così il su post: "Io ho fiducia e speranza in due partiti che si chiamano così. Fiducia e speranza, davvero".

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