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L'ipotesi di Paolo Ghezzi candidato presidente fa breccia nel Pd e nell'Upt: ''Non possiamo non considerarla''

Salta il tentativo di Muzio e Panizza per chiudere velocemente sul Rossi bis. Manica: "Al Pd interessa approfondre la nuova proposta". Fravezzi: "Impossibile ignorare un profilo di qualità"

Di Donatello Baldo - 08 July 2018 - 06:01

TRENTO. Il segretario del Pd Giuliano Muzio ha cercato di chiudere la partita della presidenza di Ugo Rossi prima di volare in Grecia per le vacanze estive, ma il rischio è al suo ritorno il candidato dell'intera coalizione non sia più Rossi ma Paolo Ghezzi.

 

I suo tentativo di forzare la mano e stringere con il Patt l'accordo sull'attuale governatore è saltato perché il nome del giornalista è stato messo sul tavolo da una parte larga di forze politiche: i Verdi, gli 'autoconvocati' di area dem Paolo Zanella e Claudia Merighi, Mdp di Fabiano Lorandi, Primavera Trentina di Piergiorgio Cattani e Renzo De Stefani.

 

I 'nani', i 'cespugli', le componenti più piccole del centrosinistra, è vero, ma dopo le dichiarazioni che Paolo Ghezzi ha rilasciato ieri al nostro giornale anche nel Pd le cose sono un po' cambiate. Un po' tanto se si considera che la maggioranza dei consiglieri provinciali ritiene che sia necessario il vaglio della sua candidatura.

 

Non è cosa da poco: ora tutto cambia e la 'linea' Muzio viene di fatto messa in discussione. Donata Borgonovo Re, che oltre che sedere in Consiglio provinciale è presidente del Pd, afferma questo: "Quella di Paolo Ghezzi è una bella proposta e va considerata con la giusta attenzione e serietà".

 

A sostegno di questo, del fatto che sia doveroso prenderla in considerazione, spiega che proprio l'assemblea del Pd che lei presiede ha dato questa indicazione "nei 2 documenti approvati l'uno all'unanimità e l'altro quasi". Documenti che davano al segretario Muzio il mandato per proporre altre candidature da valutare all'interno della coalizione.

 

"Quella di Paolo Ghezzi è ora una proposta sul tavolo - osserva il capogruppo dei democratici in Consiglio - e quindi al Pd interessa approfondirla. È un profilo di qualità e rientra nella indicazione di discontinuità che ci eravamo dati. È un’opportunità", conclude Alessio Manica.

 

Altri consiglieri del Pd preferiscono non intervenire in questo delicato momento delle trattative, ma più della maggioranza degli eletti è per procedere con la valutazione della nuova candidatura proposta, e molti la caldeggiano come alternativa a Rossi.

 

Anche la base del partito guarda con molto interessa a questa novità, perché la riconferma di Rossi è sempre stata vissuta come (purtroppo) inevitabile, obbligata in mancanza di un nome valido che riuscisse a far convergere tutta la coalizione.

 

Ora invece la candidatura che 'unisce' potrebbe esserci. Perché non è soltanto tra le fila del Partito Democratico che emergono i sostenitori di questa prospettiva. Anche tra l'Upt sembrano disposti, almeno alcuni, a valutare la proposta. Fravezzi, ad esempio, dice che "il nome del giornalista dev'essere vagliato".

 

"Non ci sono mai stati veti nei confronti di nessuno - chiarisce subito l'ex senatore -  e men che meno ce ne sono nei confronti di persone di alto profilo come Paolo Ghezzi, anzi. Ha anche avuto un approccio ineccepibile - osserva - perché si è messo a disposizione in un'ottica unitaria di tutta la coalizione. Questo è da apprezzare".

 

"Nel momento in cui arriva una candidatura che rientra nei profili che la coalizione si era proposta di considerare - afferma l'esponente dell'Upt - mi sembra che non si possa certo ignorare. Avevamo stabilito di considerare anche altre proposte, per allargare, per rigenerare, per dare forza alla coalizione. La proposta Ghezzi la dobbiamo valutare per forza di cose".

 

Dopo queste considerazioni, dopo che la novità di Paolo Ghezzi ha fatto breccia anche all'interno dei partiti 'storici' del centrosinistra, anche nel Pd e nell'Upt, ogni accelerazione sul Rossi bis sarebbe letta come una forzatura, un'imposizione, un colpo di mano irrispettoso.

 

A questo punto con la proposta Ghezzi devono fare i conti tutti. Il Pd, l'Upt, il Patt. E anche Ugo Rossi che lunedì prossimo, all'incontro del tavolo della coalizione, si dovrà presentare come uno dei candidati alla presidenza, sapendo che potrebbe non essere più il solo.

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