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Paolo Ghezzi candidato presidente: ''Ci sono solo se il mio nome è condiviso''

Il giornalista era stato indicato come candidato presidente per il centrosinistra da Primavera Trentina, Verdi, 'autoconvocati' e Mdp. La prossima settimana incontrerà i suoi sostenitori: "Preoccupato che il Trentino possa essere risucchiato dentro quest'onda italiana di populismo e sovranismo"

Di Donatello Baldo - 06 luglio 2018 - 19:48

TRENTO. Giornalista, scrittore, editore, ex direttore de L'Adige: Paolo Ghezzi è il nome proposto ufficialmente da alcuni componenti del tavolo della coalizione per guidare il centrosinistra alle prossime elezioni provinciali. Di lui, come alternativa a Ugo Rossi, si parla ormai da qualche settimana.

 

L'ipotesi della sua candidatura era stata avanzata per la prima volta da Lucia Coppola, senza successo. Panizza si era anche arrabbiato: "Ma come, vogliamo mettere nelle mani di un intellettuale 9 miliardi di bilancio provinciale?". 

Ma il suo nome è stata poi la bandiera del cambiamento invocato soprattutto da "Primavera Trentina", dagli 'autoconvocati' di Paolo Zanella e Claudia Merighi ma anche da Verdi e Mdp, che anche ieri lo hanno ribadito, portando tutte le forze del centrosinistra a fare i conti con questa proposta.

 

In questi giorni, in cui la politica trentina 'sondava' anche il suo profilo, lui nemmeno si trovava a Trento: "Sono in vacanza ma sto rientrando". E da lunedì, proprio perché il suo nome ormai è stato speso e non si tratta più della 'suggestione' di qualcuno, ha intenzione di incontrare i suoi sostenitori.

 

"Non dico che sia stato fatto tutto a mia insaputa, non sarebbe vero - afferma Ghezzi - ma è stato fatto tutto senza che mi fossero spiegate le ragioni, le strategie, la ratio e la filosofia di tutto ciò. Quindi è ovvio che la prossima settimana incontrerò coloro che hanno puntato sul mio nome". 

 

Ghezzi era informato, "mi sono aggiornato leggendo quello che scrivevate", ma non ha gestito e orchestrato da lontano la sua candidatura a presidente della Provincia. "Non mi sono fatto avanti io - chiarisce - altri mi hanno proposto".

 

Per questo vuole capire bene cosa si stia muovendo, come sia stata gestita la questione. "Voglio capire se c'è qualcosa di concreto - spiega - capire se questo è stato un esercizio estivo che mi ha visto sulla giostra per qualche giro. Devo capire - dice - se è solo una giostra o se è qualcosa di più".

 

Come premessa a tutto quello che potrebbe accadere la settimana prossima sottolinea questo: "Ribadisco che non voglio essere divisivo in nessun modo. La mia è una disponibilità potenziale e teorica e ancora molto lontana dall'affrontare i nodi veri: nessuno mi ha ancora parlato di programmi e coalizioni". 

 

"Se il mio nome diventa un cuneo per spaccare non mi interessa. Che poi - ammette - non ho nulla da rimproverare a Rossi, né di personale né di politico". Se decidesse di mettersi a disposizione lo farebbe in un'ottica di unitarietà e condivisione. Con spirito di servizio, insomma, senza la volontà di ingaggiare battaglie di sorta per 'vincere' sull'uno o sull'altro. 

 

"Il centrosinistra non mi sembra che sia messo tanto bene - osserva Ghezzi - e se il mio nome diventa motivo di condivisione e allargamento può avere un senso, altrimenti no. Se qualcuno mi dice che c'è bisogno di una mia disponibilità per un ragionamento di questo tipo, per un Trentino che non si arrende, allora dico va bene, li sto di sicuro ad ascoltare". 

  

L'eventuale sì di Paolo Ghezzi, anche solo ad ascoltare una proposta unitaria e condivisa, è dovuto "alla preoccupazione per un'Italia che si è spinta verso una deriva sovranista-populista". La paura di Ghezzi, sincera, è che "il Trentino possa essere risucchiato dentro quest'onda italiana". 

Il suo nome, lo abbiamo ricordato prima, era stato accolto dal segretario delle Stelle Alpine con perplessità. "Faccio presente che avendo una laurea in economia politica saprei di sicuro leggere un bilancio della Provincia".

 

Per fare il presidente serve però saperlo fare: "Sarò anche un intellettuale ma con la laurea presa nella prestigiosa università di Trento credo di avere le competenze anche per predisporne uno. Sempre a livello teorico - chiude Ghezzi - perché sinceramente non credo che mi accadrà di doverlo fare".

 

 

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