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La Lega a Bolzano parla (male) in tedesco e vuole dare ''Il Sudtirolo ai sudtirolesi''. Forza Italia replica con le ''pronciali' nel maxi cartellone

Due errori in due manifesti elettorali per le elezioni provinciali del 21 ottobre. Il partito di Salvini famoso per il ''Prima gli italiani'' in Alto Adige ''parla'' in tedesco (male) e ribalta il concetto

Di Luca Pianesi - 11 settembre 2018 - 06:01

BOLZANO. Sempre più piccoli, sempre più sgrammaticati. Paese che vai slogan che trovi, meglio se costruito su misura (anche male, non importa) e chissene se a 50 chilometri di distanza proponi la cosa opposta.

 

E allora il mitico ''Prima gli Italiani'' sventolato anche a Trento per le elezioni nazionali, che si è già trasformato in "Prima i trentini" per le provinciali del 21 ottobre (e che, immaginiamo, si trasformerà in "prima i poèri" o ''prima i gardolotti'' o ''prima quel de Mattarel'' quando si voterà per le circoscrizioni) in Alto Adige è diventato “Südtirol zuerst” (Prima il Sudtirolo) con la chicca dell'errore di ortografia nel tentativo di scrivere in tedesco e strizzare l'occhio a quella fetta di popolazione: “Südtirol zuerst” (appunto Prima il Sudtirolo) e "Südtirol den Südtirolen'' che vorrebbe essere un "Il Sudtirolo ai sudtirolesi".

 

Ma qui casca l'asino, in tutti i sensi, perché alla Lega (che un tempo era Nord ma oggi non lo è più e forse domani cambierà ancora nome per evitare i noti problemi con la giustizia italiana) è saltata una r in SüdtiroleRn" e quindi il manifesto elettorale con faccione di Salvini, in Alto Adige, ha fatto più ridere che proseliti dimostrando, tra l'altro, di non trattare con la dovuta attenzione temi e questioni per le quali negli anni, in quelle terre di confine, si sono fatte vere e proprie battaglie con tanto di morti e bombe. ''Prima gli italiani'' o ''Prima i sudtirolesi'' in Alto Adige non sono frasi da scrivere sulle felpe o sulle T-shirt. Hanno una forza e una complessità evidentemente poco conosciuta da chi è riuscito a infilare in 5 parole un errore.

 

Ma, forse, il colpo da maestro si nasconde proprio nello sbaglio che alla fine sdrammatizza, riporta tutto alle pecorecce scritte sulle felpe e sulle T-shirt. Abbassa il livello quel tanto da far capire che dietro quelle frasi non c'è nessuna riflessione, nessuna complessità di ragionamento, non c'è nemmeno la grammatica, figurarsi il concetto. 

 

 

Ma l'errore non è capitato solo alla Lega. Anche Michaela Biancofiore, sempre a Bolzano, ha sfoggiato il suo maxicartellone con scritto ''Autonomisti sì, con gli italiani protagonisti'' e, sopra, la scritta a caratteri cubitali: "Elezioni pronciali 21 ottobre 2018". Ancora un manifesto che gioca sul senso di appartenenza (qui si parla alla popolazione di lingua italiana, evidentemente) e ancora un refuso. Ma alla fine è il messaggio che conta. Anche questo arriva. La grammatica può restare dentro i libri. E allora ''Prima gli Italiani'', anzi ''Prima l'italiano'', anzi ''Prima l'Itagliano''.

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