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La Lega vuole prendersi anche la presidenza del Consiglio provinciale

Nelle intenzioni di Fugatti dovrebbe andare a uno dei partiti minori non rappresentanti in giunta, con Kaswalder favorito. Ma il segretario del Carroccio Mirko Bisesti punta al controllo totale dei posti disponibili

Pubblicato il - 15 novembre 2018 - 10:17

TRENTO. Accusata di 'bulimia' per aver voluto 'presidiare' la giunta con ben quattro assessori, la Lega vuole ora anche la presidenza del Consiglio provinciale, cercando di occupare tutti i posti di rilievo disponibili. "Abbiamo vinto noi queste elezioni", fanno sapere quelli dei Carroccio.

 

Fosse stato per loro, e il segretario Mirko Bisesti lo aveva detto esplicitamente, in giunta di leghisti ne avrebbero voluti cinque. Tonina mica lo volevano, il posto ai 'nani', ai 'cespugli' della coalizione, sono stati dati da Fugatti in autonomia, con la contrarietà del suo partito.

 

Ora la disputa sullo scranno più alto dell'Assemblea legislativa. In corsa per aggiudicarsi la poltrona che fu di Bruno Dorigatti c'è Walter Kaswalder: escluso dalla giunta vorrebbe essere valorizzato in questo modo. Di voti alla maggioranza ne ha portati anche lui, e in forza di questo vorrebbe in posto in prima fila. 

 

Esclusi anche Agire e Forza Italia, Claudio Cia e Giorgio Leonardi. Il governatore, presentando la squadra di governo, aveva detto che le nomine erano state fatte anche nell'intenzione di rispettare il volere degli elettori e la composizione della coalizione, affermando che le forze che non esprimevano assessori avrebbero trovato soddisfazione nei successivi incarichi.

 

Intendeva, Fugatti, la presidenza del consiglio provinciale, la presidenza di quello regionale e gli assessorati 'trentini' della giunta regionale. Ma come abbiamo detto, la Lega vorrebbe tutto per sé, compresa la carica tanto ambita della presidenza di palazzo Trentini.

 

Kaswalder spera che il braccio di ferro tra Fugatti e il segretario della Lega finisca in favore del governatore. Sarà il primo punto all'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio provinciale fissata per il 20 novembre, vedremo cosa succederà.

 

Intanto il malumore, in maggioranza, serpeggia sempre più e nel loro piccolo, anche i piccoli si arrabbiano

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