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La prima interrogazione di Futura è sui 20 richiedenti asilo cacciati da Fugatti: ''Perché si è agito così?''

Paolo Ghezzi e Lucia Coppola firmano il loro primo atto ispettivo e chiedono al governatore di rispondere alle loro domande: "Quindici domande su un gruppo di richiedenti asilo allontanati e già dimenticati"

Pubblicato il - 04 dicembre 2018 - 19:51

TRENTO. "Con Lucia Coppola abbiamo presentato la nostra prima interrogazione in consiglio provinciale", scrive il consigliere provinciale Paolo Ghezzi, e il tema non poteva essere che quello dei richiedenti asilo allontanati da Fugatti "e già dimenticati". Una decisione, quella dell'espulsione dal territorio provinciale dei 20 profughi, che ha mobilitato Futura fin da subito.  

Nel testo viene ripercorsa la storia di questi richiedenti asilo, per poi sottoporre alla giunta 15 domande puntuali a cui si chiede risposta scritta. "Era in atto nella nostra Provincia un progetto di accoglienza per alcune decine di persone straniere, richiedenti protezione internazionale, presso la Residenza Fersina a Trento, in un settore gestito dalla Croce Rossa".

 

"Queste persone - scrivono gli esponenti di Futura - erano in attesa della risposta alla domanda di protezione internazionale presentata alla Questura di Trento", quindi era stato "documentato il fatto che 'clandestini' non erano, in quanto facenti parte di un progetto di assistenza coordinato dal Comune di Trento".

 

"Una ventina di loro, si ricorda nel testo dell'interrogazione, sono stati trasferiti dopo un veloce appello, con le loro poche cose, su un pulmino che li ha condotti a Settimo Torinese, dove sono attualmente alloggiati in condizioni precarie, nel Centro Teobaldo Fenoglio gestito dalla Croce Rossa Italiana".

 

I consiglieri ribadiscono che "era in atto un piano concordato con il Comune di Trento, il Commissario del Governo e il Questore, che la giunta provinciale ha deciso di interrompere, anche se il Comune di Trento si era accollato il pagamento delle spese (utenze, pasti, sorveglianza)". Con queste premesse parte l'interrogazione che a Fugatti chiede conto della sua decisione.

 

"Qual è stato il motivo d’urgenza che ha indotto ad agire il presidente della Provincia, visto che non era in atto alcuna emergenza legata alla presenza dei richiedenti protezione internazionale? Quante sono state le persone dislocate in Piemonte e in base a quali criteri sono state scelte? Quali le loro nazionalità e le loro età? Perché si è inteso chiudere il comparto della Residenza Fersina dove erano alloggiati i richiedenti protezione internazionale, nell’ambito di un progetto sostenuto dal Comune di Trento?"

 

"Perché si è agito in tal senso, secondo le stesse dichiarazioni del presidente della Provincia, prima ancora di conoscere l’esatta situazione delle persone accolte in quel progetto, prima ancora di ottenere le informazioni precise sul loro status e sui loro diritti? Perché non si è interpellato il Comune di Trento prima di interrompere il progetto? Perché non si è consentito a quelle persone di attendere restando alla Residenza Fersina di Trento, dove avevano eletto domicilio, l’esito delle domande di protezione presentate alla Questura di Trento?"

 

Ghezzi e Coppola chiedono anche "come sia stata individuata la struttura di destinazione, se la Provincia di Trento abbia valutato le condizioni d’accoglienza nel centro di destinazione a Settimo Torinese, quali procedure abbia seguito per ottenere dal ministero dell’interno la dislocazione dei richiedenti protezione internazionale in un’altra regione, se la Provincia di Trento abbia accettato, in cambio della dislocazione dei richiedenti protezione internazionale, di essere a sua volta destinazione, in futuro, di gruppi di richiedenti mandati da altre regioni".

 

Ma non solo, le domande chiedono lumi anche sulle intenzioni'politiche' del governatore: "E' vero che, come il presidente della Provincia ha dichiarato ai mezzi di informazione, si è trattato di 'un segnale'? Che cosa significa tale espressione in relazione all’entrata in vigore del cosiddetto 'decreto sicurezza' che toglie la protezione umanitaria e non riconosce eguale dignità ai richiedenti asilo?"

 

"Nel suo intervento programmatico del 27 novembre in consiglio provinciale - scrivono ancora i due esponenti di Futura - il presidente della Provincia ha dedicato solo due righe al tema dell’immigrazione, affermando 'Di sicuro l’eccesso di assistenzialismo e integrazione forzata ricercato negli anni passati verrà a finire'. Da qui l'ulteriore domanda rivolta a Fugatti: "Può specificare che cosa significa 'eccesso di assistenzialismo' e fare degli esempi concreti?" E ancora: "Che cosa intende esattamente per 'integrazione forzata'? Non risultando dalle cronache o da atti ufficiali alcun episodio di 'integrazione forzata', può farne un esempio?

 

L'ultima domanda è sull'idea di accoglienza di Fugatti: "Quando afferma che il sistema trentino per l’inclusione degli immigrati (ritenuto un modello a livello nazionale) 'deve finire', a che cosa si riferisce? Quale parte del welfare di inclusione e coesione sociale finirà? In che modo? Con quali tempi? Con quali conseguenze per la convivenza sociale, per la dignità dei richiedenti protezione internazionale e per il lavoro degli operatori sociali attualmente addetti a questi servizi?"

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