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La relazione di Fugatti fatta a pezzettini dall'opposizione: "Presidente, pensi di più al Trentino e meno a Salvini''

Durante il dibattito sulle linee programmatiche del governatore l'accusa dell'opposizione: "Nessuna visione, nessun accenno ai temi importanti per lo sviluppo del Trentino". Rossi: "Manca il riferimento all'autonomia". Ghezzi: "Politiche neo-clericali e conservatrici" 

Di Donatello Baldo - 04 dicembre 2018 - 19:07

TRENTO. Le linee programmatiche della nuova giunta, declinate da Fugatti la scorsa settimana davanti al nuovo Consiglio provinciale, sono state fatte abilmente a pezzettini dagli interventi della prima giornata di dibattito. Una radiografia particolareggiata del contenuto, una vivisezione che non ha risparmiato nulla, che ha voluto evidenziare le incongruenze, le mancanze, le contraddizioni del programma di legislatura. 

 

I consiglieri intervenuti sono stati (quasi) tutti della minoranza, del Pd, del Patt, di Futura e dei 5Stelle. L'unica difesa d'ufficio affidata alla capogruppo della Lega Mara Dalzocchio che ha cercato di spiegare la bontà dei punti programmatici, senza però riuscire nell'intento. Il fuoco incrociato della minoranza ha colpito nel segno smontando pezzo a pezzo l'impianto del discorso del presidente. "La sintesi è questa - ha concluso il suo intervento Paolo Ghezzi - Valdastico e presepi. Un binomio che non mi sembra degno di questa nostra autonomia". 

 

Tutte le opposizioni hanno messo in evidenza quello che non c'è, "il vuoto di idee e di proposte, l'assenza di strategie per lo sviluppo, la mancanza di una prospettiva". Ancora Ghezzi: "Un quadro politico davvero nebbioso - ha osservato - perché colpisce l'assenza di un riferimento al tunnel del Brennero, manca una visione euroregionale, manca la difesa dell'autonomia di fronte a una esigenza normalizzatrice e accentratrice del governo nazionale". 

 

E l'accusa: "Nella sua relazione ha usato in modo spregiudicato i simboli religiosi, per quanto riguarda la sicurezza si è riferito soltanto all'immigrazione. Il quadro che ne esce è una politica neo-clericale, restauratrice, eccentrica, con accenti conservatori". Una relazione definita "vaga", tanto vaga che è quasi difficile poterla giudicare. 

 

Alessandro Olivi, che si è concentrato sugli aspetti dello sviluppo economico, anche per lui del tutto assenti dalla relazione programmatica, ha però puntato il dito anche sull'autonomia di Fugatti rispetto al leader Matteo Salvini. Accusato di replicare in salsa locale le tesi della Lega nazionale, ha rivolto al governatore un appello: "Fugatti, pensi di più al Trentino e meno a Salvini"

 

L'ex assessore allo Sviluppo economico evidenzia la mancanza di un riferimento nelle linee programmatiche del tema del lavoro. "Il lavoro è stato menzionato troppo poco, voglio pensare che sia stata la fretta: non esiste un modello di crescita che prescinda dalle questioni dell’occupazione". Per poi aggiungere: "Il dialogo sociale va coltivato nella progettazione delle politiche pubbliche, perché il lavoro non può essere una semplice conseguenza dell’impresa".

 

Duro anche Ugo Rossi, che di Fugatti è il predecessore sulla poltrona di presidente della Provincia. "Spero che il cambiamento di cui tanto si è parlato in campagna elettorale non sia come il cambiamento messo in atto a livello nazionale - ha esordito l'ex governatore - perché dovevano fare la flat-tax ma ora non la fanno più, dovevano eliminare la Fornero ma è ancora lì, dovevano togliere le accise della benzina ma poi niente, nemmeno questo è stato fatto".

 

Dopo l'affondo sul governo nazionale, l'affondo sulle linee programmatiche di Maurizio Fugatti: "Dalla sua relazione è sparita la parola autonomia, il rapporto tra la Provincia e lo Stato non esiste. Niente sull'ambiente, niente su orso e lupo che tanto hanno occupato la campagna elettorale. Nemmeno un accenno. E poi l'attualità - ha osservato Rossi - il bilancio provinciale che si sta prosciugando per far fronte all'emergenza senza una reale strategia per correre ai ripari. E le infrastrutture con scelte sbagliate con una Valdastico che porterà più traffico in Valsugana. Francamente - ha chiuso Rossi - qui mi sembra che si troni indietro". 

 

Si torna indietro anche per Filippo Degasperi dei 5Stelle: "Moriremo democristiani", riferendosi alle continue citazioni nel testo di Fugatti di Bruno Kessler e di Alcide De Gasperi. "Una relazione scarna, che ritengo intelligentemente scarna per non offrire appigli alle minoranza per la valutazione successiva sui risultati raggiunti". E il consigliere pentastellato parla di aspetti dubbi, altri discutibili: "Sulla sanità non si fa parola del Not, della medicina territoriale. I pochi aspetti positivi contenuti non sono però declinati". E conclude: "Questa relazione non presenta ai trentini il futuro del Trentino". 

 

Critiche al 'citazionismo' contenuto nella relazione arrivano anche da Luca Zeni: "I padri dell'Autonomia tirati per la giacchetta, De Gasperi utilizzato in modo improprio, attribuendo allo statista una frase di chiusura quando invece la sua storia politica è stata incentrata sull'apertura e sulla relazione con l'esterno". Per l'ex assessore "il modello di sviluppo presentato dal governatore è vecchio, con i riferimenti a Bruno Kessler del 1971. Ma il mondo è cambiato". 

 

Non potevano mancare gli accenni alle prime decisioni e alle prime esternazioni del nuovo presidente Fugatti, quelle sui profughi allontanati, sui presepi e sui crocifissi, sui vigilantes davanti alle chiese e sulla concezione di famiglia esclusivamente nella formula uomo-donna. E' la consigliera di Futura Lucia Coppola a stigmatizzare quello che giudica uno sconfinamento dalla Costituzione per quanti riguarda la laicità dello Stato e della scuola pubblica e uno sconfinamento dall'umanità per quanto riguarda la questione dei migranti. 

 

Sui migranti anche Ugo Rossi è intervenuto. "Il posto in cui sono stati mandati quei venti richiedenti asilo è un posto piuttosto infame", e il riferimento è alle baraccopoli di Settimo Torinese in cui sono stati sistemati i profughi allontanati dal Trentino. "Avrei preferito che rimanessero qui in un posto più caldo, piuttosto che mandati in un posto più freddo". E, oltre ai migranti, l'accusa di non considerare nemmeno i bisogni dei trentini indigenti: "Si è detto prima i Trentini per tutta la campagna elettorale ma per i trentini in stato di bisogno nemmeno un accenno nella relazione di Fugatti".  

 

In questa seduta gli interventi sono stati per lo più della minoranza, che dall'opposizione ha contestato le linee programmatiche del governatore Fugatti, che non si è mosso dalla sua postazione rimanendo in aula ad ascoltare ogni consigliere che lo criticava. La prossima settimana, nelle sedute già convocate dell'11 e del 12 dicembre, la parola andrà alla maggioranza e ai consiglieri che sostengono la giunta. 

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