L'Europa boccia la manovra, Fraccaro: ''E' colpa del Pd. La Commissione Ue rispetti il cambiamento''
Mentre tutta Europa boccia le proposte del Governo gialloverde, compresi gli stati sovranisti ''amici'' di Salvini, per il ministro eletto in Trentino Alto Adige le colpe non sono di chi propone ma del Partito democratico

TRENTO. ''E' colpa del Pd''. Il ministro dei rapporti con il parlamento e democrazia diretta Riccardo Fraccaro se la gioca così, su Twitter, la partita persa con l'Europa che ieri ha bocciato la manovra del suo Governo. ''La possibile procedura di infrazione è la conseguenza del debito accumulato dagli ultimi due Governi - scrive -. L’Italia paga le colpe del Pd, noi invertiamo la rotta con la crescita: la Commissione Ue rispetti il cambiamento, noi facciamo gli interessi dell'Italia''.
In realtà il cambiamento, espresso nella manovra finanziaria proposta dal governo giallo verde spaventa tutta Europa, compresi i Paesi sovranisti che sarebbero dovuti essere contro Bruxelles a prescindere. La consapevolezza che le scelte dell'Italia potrebbero affondare tutto il vecchio continente spaventano tutti e così anche Ungheria, Austria e Slovacchia si sono schierate contro la manovra del governo Conte. Budapest ha ricordato che "si può rilanciare l'economia e ridurre la disoccupazione rispettando il patto di stabilità", Vienna che, riferendosi al governo giallo-verde, "stanno tenendo in ostaggio il loro popolo". Bratislava ha aggiunto che "la commissione ha il nostro pieno sostegno".
D'altronde l'Italia non è la Grecia: nessuno può permettersi che la terza economia europea finisca gambe all'aria, spinta da politiche recessive e assistenzialiste già bocciate dai mercati e da ogni istituto di controllo della crescita (per tutti il Paese rallenterà rispetto agli anni precedenti). E poi c'è il modo di rapportarsi con gli altri Paesi che lascia allibiti all'estero. Salvini che dice che oltre alla lettera dall'Europa aspetta anche quella di Babbo Natale, Di Maio che ribadisce ''fate fate, tanto noi la manovra non la cambiamo'' (solo per stare alle dichiarazioni di ieri) raccontano di un Governo in forte difficoltà costretto a fare il ''bullo'' perché ormai isolato e poco considerato da tutti gli altri partner europei. Un mostrare i muscoli che chiude ad ogni possibilità di trattativa.














