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''Liberiamo il Trentino dal clientelismo la sinistra si è resa ridicola tra questioni di genere e famiglia'' Cia ribadisce la sua lealtà a Fugatti

Il leader di Agire in consiglio provinciale ha attaccato le opposizioni ribadendo che i trentini sono con la maggioranza. La replica del presidente di Futura Cattani: "Una comunità che esclude non è un valore. Noi pronti a dare voce a chi non si sente rappresentato da loro"

Foto tratte da Facebook
Pubblicato il - 11 dicembre 2018 - 13:22

TRENTO. Il consiglio provinciale come “una puntata del Grande Fratello”. Il paragone è di Claudio Cia, consigliere di Agire per il Trentino, che è intervenuto in Aula in risposta al discorso del presidente della Provincia Maurizio Fugatti. E che lancia una freccia avvelenata in direzione della minoranza: “Avete perso le elezioni perché siete distanti dalla normalità vissuta dalla gente trentina”. Piergiorgio Cattani (Futura 2018) su Facebook: “Per voi sono questi i veri valori dei Trentini, un presepe non cristiano e una comunità che esclude i diversi”.

 

Cia ha definito quello del presidente “un discorso estremamente umano”, dal quale a suo parere “sono spariti certi toni auto-referenziali e la falsa positività con la quale avevamo imparato a convivere”. Di qui le stoccate nei confronti dell'opposizione, descritta come a “enorme distanza dalla normalità vissuta dalla gente trentina”: “Per questo – ha detto in Aula Cia – il centrosinistra è stato bocciato dai cittadini trentini alle elezioni provinciali e prima ancora alle elezioni nazionali, ma nonostante ciò insiste a ergersi come entità giudicante, trascinato da una presunta superiorità culturale che lo porta a snobbare, bocciare e giudicare negativamente qualunque pensiero che non sia il proprio”. E ancora: “Il centrosinistra da tempo ha perso la capacità di rappresentare la politica come l'arte di decifrare e interpretare le preoccupazioni e i bisogni della gente perché questo presuppone umiltà e capacità di stare in mezzo alla gente, cosa di cui evidentemente è privo”.
 

Il discorso di Fugatti, secondo il consigliere di Agire, ha invece “proposto una direzione”, “un modello di società diverso da quello che in questi anni ci è stato imposto dall'alto da una sinistra che ha rinunciato al buon senso, arrivando ad apparire pure ridicola su certi temi, tra i quali le questioni sulla famiglia, sul genere e altro ancora”. “A proposito di famiglia e genere – ha proseguito Cia - essi, piaccia o meno, traggono origine dalla natura, quella natura a cui la sinistra vorrebbe sostituirsi con strampalate teorie. Signori e signore fatevene una ragione, due padri non fanno una madre e i figli nascono per essere accolti in una famiglia e non messi in vendita”.

 

Secondo il consigliere di minoranza, poi, la visione proposta per il nuovo governo provinciale porterà la Provincia “da matrigna a tornare a essere madre”, il Trentino ad avere “una personalità più definita”. “Per anni – è stata la critica rivolta all'esecutivo precedente – abbiamo cercato di copiare dai nostri vicini dell’Alto Adige, per una sorta di sindrome che ci porta a vedere l’erba del vicino sempre più verde, ma come spesso accade le cose copiate e non nate maturando un proprio percorso spesso non raggiungono lo stesso livello dell’originale, e così ci siamo ritrovati nell'ultimo periodo sempre a rincorrere”.

 

Il consigliere Cia ha poi fatto riferimento agli interventi dell'opposizione: “Abbiamo sentito in questi giorni esponenti della sinistra rilasciare numerose interviste che hanno provato a distrarre l’attenzione concentrandosi su due sole parole pronunciate dal presidente: presepe e crocifisso. Sono bastati questi due simboli, richiamati con delicatezza nel discorso del Presidente, per mandarli in delirio e vederli sperticare in curiose esegesi bibliche. "Amerai il prossimo tuo come te stesso": qualcuno si è anche scomodato con le citazioni evangeliche, pensando che magari il “prossimo” significhi semplicemente “avanti il prossimo!”; senza ricordare che in italiano il prossimo è il tuo vicino”.

 

È seguito un cambio di tono. “Conti sulla mia lealtà” – si è rivolto Cia a Fugatti e gli ha chiesto un cambiamento che “restituisca credibilità alla pubblica amministrazione spesso tenuta in ostaggio da politici e, qualche volta, anche da dirigenti che non hanno a cuore la giustizia e il bene comune” e di “spezzare il cerchio magico costruito negli anni dal centrosinistra per liberare il Trentino dal clientelismo, una vera piaga al freno del nostro territorio”.

 

Risposta netta del presidente di Futura 2018, che ha affidato in diretta il suo pensiero a Facebook: “Credo che il consigliere Cia si senta ancora all'opposizione visto che si rivolge quasi sempre al centrosinistra. Cia, forse per i suoi antichi studi, diventa esegeta della Bibbia, spiegandoci che cosa significhi la parola “prossimo”. Cia è anche filosofo parlando di “natura” intesa come regola oggettiva a cui uniformarsi: ovviamente gli omosessuali sono “contro natura” e quindi contro le regole, fuori dalla nuova idea di società da loro propugnata. Sono questi i veri valori dei trentini. Un presepe non cristiano e una comunità che esclude i diversi. Questa però, secondo Cia, è “umiltà”, atteggiamento condiviso “dalla maggior parte dei trentini”. Ma si sa, è colpa della sinistra che non è capace di parlare con il territorio. Caro Cia, siete al governo della Provincia, siete stati votati e siete i rappresentanti istituzionali di chi non vi ha votato. Però mi sbaglio, a voi la parola “istituzionale” non piace... saremo quindi noi a dare voce a questa maggioranza dei trentini che non ha votato Fugatti, a partire da quella minoranza relativa che ci ha votato”.

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