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L'Svp pronta al dialogo con il centrodestra: ''Non ci sentiamo legati al Pd''. E a Trento Rossi cosa farà?

Per la senatrice Unterberger "il partito di Berlusconi è pieno di persone ragionevoli" e sarà possibile collaborare. Se cambia l'alleanza a Roma cambia anche a Bolzano? E in quel caso cosa farà il Patt?

Di Donatello Baldo - 31 marzo 2018 - 19:24

TRENTO. A quello che succede oltre Salorno forse non si presta grande attenzione, ma è un errore. Tra Pd e Svp si sta consumando uno strappo non da poco che potrebbe coinvolgere anche le sorti della politica trentina. E che potrebbe anche spiegare le posizioni equivoche del governatore Rossi in questi ultimi giorni.

 

I giornali sudtirolesi sono giorni che ne parlano. Il tema è quello della formazione del nuovo governo nazionale e a Bolzano ci si chiede cosa intenda fare il partito che ha eletto quasi tutti i deputati e i senatori in Alto Adige. Farà come il Pd che deciso di rimanerne fuori e di fare opposizione? No, ovviamente. 

 

In un'intervista al quotidiano Alto Adige  l'obmann della Svp Philipp Achammer ha ricordato al Partito democratico che loro hanno le mani libere, che non sono "ammanettati al Pd", che il risultato negativo alle elezioni azzera ogni accordo e che prevale il pragmatismo sui patti elettorali

 

Il partito di raccolta sudtirolese guarda unicamente alla difesa dell'autonomia e gli accordi li fa con chi conviene: il principio del 'block-frei' è ben piantato nella tradizione politica e non sarà di certo il Pd ridotto a meno del 20% a far cambiare idea all'Svp.

 

Per la senatrice Unterberger, intervistata dal Corriere dell'Alto Adige, un dialogo con il centrodestra è possibile. "Il partito di Berlusconi è pieno di persone ragionevoli - ha spiegato l'esponente svp - possiamo collaborare". Inutile il richiamo al "patto siglato con il Pd" che Gianclaudio Bressa ricorda dalle colonne dell'Alto Adige

 

Insomma, sembra che il partito di Arno Kompatscher si senta svincolato, pronto a guardare anche al di là di quella barricata che il centrosinistra ha posto tra sé e il centrodestra. Una questione soltanto romana? C'è però chi ha il dubbio che si riesca a tenere assieme un'alleanza Pd-Svp a livello provinciale se a livello nazionale la coalizione fosse un'altra. 

 

E che succede qui in Trentino se l'Svp va a destra, annusando il clima, e se lo farà anche alle elezioni dell'autunno prossimo? Cosa farà il Patt? Cosa farà Ugo Rossi con il Pd trentino che sempre più spesso tratta a pesci in faccia?

 

Negli ultimi giorni il governatore ha strizzato l'occhio verso destra, e non per un tic impossibile da dominare. Sui lupi, sugli ospedali periferici, sui punti nascita, addirittura a proposito della legge sulla legittima difesa "che forse il nuovo Parlamento riuscirà a fare lì dove non è stato capace la scorsa legislatura". 

 

E non da ultimo, come virata a destra, c'è da annoverare il secco no messo per iscritto al patrocinio per il Dolomiti Pride. Non è che anche qui in Trentino gli autonomisti vogliano tenersi pronti per stracciare l'alleanza con il centrosinistra? 

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