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Ma la politica dov'è? Lettera di un lettore dopo il caso della nonnina di Arco e del candidato consigliere dell'M5S

Ci uniamo all'appello di Maurizio che scrive "La stampa qualcosa riporta, ma la politica? Senza qualcuno che apra gli occhi e li faccia aprire alla gente, non andremo da nessuna parte, o meglio, andremo dritti verso una triste catastrofe di valori, di cultura, di libertà concussa oltre che disastro economico"

Di Luca Pianesi - 06 agosto 2018 - 20:24

TRENTO. Pubblichiamo una lettera, inviata anche a Repubblica, all'Adige e al Trentino da, evidentemente, un lettore de ilDolomiti perché fa riferimento sia all'articolo della signora anziana di Arco che la scorsa settimana era scesa in strada per dire ''sono cristiana e sto con i migranti'' che quello sui 5 Stelle e sul più votato dei candidati consiglieri provinciali alle ''regionarie'' Mario D'alterio che ha scritto che''Dovremmo individuare chi l'ha votato perché sono persone contro il M5s e dovrebbero star fuori dal movimento'' riferendosi al candidato rivale del vincitore Degasperi.

 

Lui si augura che queste notizie vengano riprese anche dalla stampa nazionale. E in questo senso possiamo rassicurarlo: la signora di Arco, dopo il nostro articolo, ha fatto il giro del web e la notizia è stata ripresa da tantissime testate nazionali (dando il via a episodi di emulazione in tutto il Trentino, l'ultimo lunedì in Piazza Duomo). Per quanto riguarda il caso D'alterio noi non possiamo che dare la notizia e, come chiede Maurizio, approfondirla (l'abbiamo fatto il giorno stesso).

 

Condividiamo in pieno, Maurizio, invece, che la politica è assente. Molte volte ci siamo interrogati su dove fossero i rappresentanti del Pd, del Patt, del centrosinistra autonomista in queste situazioni. Ieri abbiamo riportato anche le dichiarazioni del consigliere comunale di Casa Pound su Maria Elena Boschi ma dal Pd, anche qui in Trentino, c'è stato il silenzio assoluto. In questo i rappresentanti del centrosinistra hanno tanto da imparare sia dai leghisti che dai rappresentanti del centrodestra locale molto più capaci a livello comunicativo e presenti sulla rete e sui social (oltre che in strada e in piazza e non per niente poi vincono le elezioni). 

 

Buona lettura:

 

 

L’appello di Massimo Cacciari apparso su Repubblica venerdì 3 agosto scorso è interessante e condivisibile totalmente, parola per parola. E’ rivolto a chi nella società civile ha o potrebbe avere qualche influenza nell’arginare, ciascuno nel suo piccolo o meno piccolo, la deriva fascista che sta attanagliando ogni giorno di più l’Italia e l’Europa. Bene. Leggendo i commenti all’appello apparso anche sull’edizione online REP: colpisce che molti si chiedano: sì, tutto ok, ma come si fa? Cosa posso fare io?

 

Per fortuna non ci sono i capziosi distinguo, le cavillose puntualizzazioni che hanno caratterizzato le reazioni, sostanzialmente negative o neutre, all’analogo appello di Saviano qualche settimana fa, ma comunque la sensazione di impotenza è palpabile. Un’altra cosa che colpisce è che l’appello sia stato rivolto, sia da Cacciari che da Saviano, agli intellettuali, alle professioni, a chi può avere una qualche influenza nella vita di tutti i giorni, ma non ai politici. Che si guardano bene dall’intervenire e prendere posizione. Dunque che fare? Io non sono nessuno, non  posso fare niente se non prendere la tastiera e scrivere qualcosa (questa lettera) a qualche giornale. Per dire cosa? Per dire che in effetti in realtà qualcosa sta succedendo, da parte di gente anonima.  

 

Ad esempio  due domeniche fa, ad Arco di Trento, una “vecchietta” di 83 anni si è seduta per due ore sulla porta della chiesa con un  cartello “Sono cristiana e sto con i migranti”. Oltre ad aver generato la solita pletora di commenti social negativi (“Prenditeli a casa tua!...” uno per tutti) che peraltro sono stati ignorati dalla signora che non usa internet, la cosa ha suscitato un certo clamore, interesse e ha innescato un processo di imitazione in decine di altri cittadini che si sono seduti in piazza a Trento per più giorni con cartelli “Io sono XXX  e sto con i migranti”, e ieri davanti alla chiesa, ad Arco, i quotidiani locali riportano che i presenti erano trenta, non una sola anziana signora.

 

Ecco questa è un’azione concreta su cui  la stampa, i media dovrebbero prestare attenzione, far diventare “virale” come si dice in gergo, non ignorandola o riportandola tra le curiosità, ma facendone una caso di specie su cui innestare inchieste e discussioni (tra politici, tra operatori sociali, intellettuali, associazioni etc), a livello locale ma anche nazionale. E non solo la stampa, ma anche la politica. Mi domando: dove sono i politici “progressisti” ? Silenzio totale, quelli locali troppo impegnati a litigarsi il nome del prossimo candidato alle provinciali/regionali di ottobre (che, temo, pochi voteranno), quelli nazionali non sanno che esiste “il territorio” , la gente (“il popolo” è termine, oggi,  secondo me culturalmente razzista) .

 

Mentre Lega e 5S hanno buon gioco (e tanta ormai consumata tecnica) nel denigrare e imbonire con razzismo e qualunquismo di bassa lega, appunto. Altro esempio: si sono appena svolte le “Regionarie”  del M5S dove gli elettori “certificati” sulla loro piattaforma (numeri da riunione condominiale, 288 (duecentoottantotto!) ) hanno “eletto” , per le elezioni di ottobre, i candidati consiglieri loro rappresentanti e il candidato Presidente del Consiglio Provinciale, carica per la quale erano due i nomi in lizza. Bene. Subito dopo uno dei candidati espressi si è affrettato  a dire che si doveva subito cercare di capire chi aveva votato contro il candidato suggerito dal loro segretario provinciale!

 

Per espellerlo, denunciarlo, fucilarlo, impalarlo? Questo è il livello culturale e democratico della forza di maggior seguito elettorale in Italia. Ma anche questa è una notizia che andrebbe approfondita, verificata ed eventualmente ben ben spiegata agli italiani di buona volontà. La stampa qualcosa riporta, ma la politica?

 

Senza qualcuno che apra gli occhi e li faccia aprire alla gente, non andremo da nessuna parte, o meglio, andremo dritti verso una triste catastrofe di valori, di cultura, di libertà concussa oltre che disastro economico. Ben vengano dunque gli appelli di Cacciari, Saviano e di chi altri voglia esprimersi, e poi che ciascuno, nel suo piccolo, provi a fare o  dire qualcosa, anche se apparentemente insignificante.

 

Maurizio Coppi - Trento

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