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Muore nei boschi e il corpo viene spostato per depistare i sospetti. Ianeselli: ''Si parla di presepi e gente che orina mentre qui si tace. Le istituzioni dicano qualcosa''

Monito del segretario della Cgil dopo la tragedia di Sagron Mis: ''Ricordiamo che il lavoro deve essere sicuro e non in nero. Se di fronte a una barbarie del genere non c'è alcun commento di chi ci governa significa che siamo andati oltre a una data soglia''

Foto tratta da Facebook
Pubblicato il - 16 dicembre 2018 - 05:01

TRENTO. "Una tragedia che ha tutte le caratteristiche della disumanità". Così il segretario della Cgil Franco Ianeselli interviene in seguito agli sviluppi sulla morte del giovane boscaiolo morto sul lavoro a Sagron Mis lo scorso 19 novembre. E auspica una presa di posizione delle istituzioni.

 

Franco Ianeselli, è di ieri la notizia di nuovi elementi nelle indagini sulla triste vicenda che ha visto morire un lavoratore in nero di un'azienda del Primiero. Dopo l'incidente il titolare dell'attività avrebbe deciso di spostare il corpo vicino a una scarpata per evitare problemi. Cosa ne pensa?
È una tragedia che ha tutte le caratteristiche della disumanità. È una notizia che non può che produrre sgomento e indignazione per quello che siamo diventati. Accanto alla solidarietà alla famiglia della vittima. E invece si fa come se fosse normale.

 

Cosa intende?
La sequenza è questa: un datore di lavoro assume una persona in nero come se fosse una cosa normale. Poi c'è un infortunio sul lavoro, che è sempre più frequente, e sembra normale pure questo. Ancora: la disumanità di chi pensa che sia lecito occultare un cadavere. È inoltre lecito ipotizzare una connivenza nella comunità.

 

Chi crede si comporti come se fosse "una cosa normale"?
Rimango sgomento, in un contesto politico in cui si twitta su tutto o si affida a Facebook ogni pensiero, nel vedere che si interviene con provvedimenti straordinari se una persona orina sulla chiesa di Santa Maria e che si discute delle iniziative di una parrocchia (il riferimento è al presepe davanti alla chiesa del Santissimo), ma che di fronte a una barbarie del genere non c'è alcun commento delle istituzioni. Ciò significa che siamo andati oltre a una data soglia.
 

Quale?
Se sono coinvolti lavoratori e stranieri una barbarie diventa una non-notizia. Credo che su ciò dovremmo risvegliarci. Parlo della sicurezza sul lavoro, del lavoro regolare. Bisogna agire, in una società che rischia di scivolare nell'indifferenza di fronte alla barbarie. Ciò che ha scritto il professor Michele Tiraboschi su Twitter è importante: "Una morte tremenda. Un operaio moldavo di 28 anni. "Assunto" in nero. Colpito da un cavo di acciaio. Il titolare getta il corpo nel dirupo. Vuole dissimulare l'accaduto. Cosa volete che sia dare lavoro "in nero", avrà pensato. L'ha capito tardi. E non è più riuscito a essere uomo".

 

Quello del 19 novembre non è purtroppo l'unico infortunio mortale nei boschi di Sagron Mis.
Ce ne è stato un altro, è vero. Nel lavoro di ricostruzione dei boschi dopo il maltempo di ottobre si pone la questione della sicurezza del lavoro e sul lavoro. Il ripristino ambientale non si può trasformare in un'ecatombe. Bisogna fare prevenzione, sarebbe barbaro rassegnarci al fatto che si lascino dei morti sulla strada.

Crede che la società trentina manchi di anticorpi che la aiutino a reagire?
Nella comunità trentina sono nate tantissime azioni verso un risveglio delle coscienze. Parlo ad esempio dei corsi di italiani per stranieri. Ma c'è pure una classe dirigente fatta da politici e da imprenditori. Io con difficoltà esprimo ogni mia opinione su Facebook, ma come è possibile che per chi continua a pubblicare la propria opinione sui social quella di Sagron Mis sia diventata una non-notizia? Assistiamo a una rimozione a livello mentale e psichico.
 

Si riferisce a qualcuno in particolare?
Come è possibile che non parli nessuno? Non l'assessore al Lavoro, Achille Spinelli, non l'assessore alla Sanità, Stefania Segnana, che è competente per la sicurezza sul lavoro. Non sono persone parche nelle comunicazioni. In una fila di esternazioni non possono mancare una comunicazione ufficiale e un'azione istituzionale. Parlo di un plauso ai carabinieri, una presa di atto di quello che di grave è successo al tavolo di coordinamento competente.

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