No alla Valdastico, associazioni e cittadini alle forze politiche: ''Abbandonate il progetto e guardate alle alternative sostenibili"
L'invito a ritrovarsi sabato 6 ottobre 2018 alle 14 sulla sponda sud del Lago di Caldonazzo per "Gridare forte il dissenso a questa opera inutile, uniti in un grande presidio di società civile e cittadini che null’altro hanno a cuore se non gli interessi di tutti: salute, ambiente, bene comune”

TRENTO. Informare la popolazione per renderla consapevole delle conseguenze di un'opera come la Valdastico “usata da diverse forze politiche per fini che non sono nell'interesse dei cittadini e del nostro territorio”. La Valdastico entra nel dibattito elettorale con un documento e una manifestazione promossa da numerose associazioni. Un modo per riflettere e allo stesso tempo puntare il dito contro “un’opera prodotta da una concezione dei trasporti obsoleta frutto di null’altro se non di una politica di rapina del territorio e delle risorse”.
Le alternative esistono e sono praticabili, hanno spiegato i promotori. “Nessuna di queste prevede la costruzione di un’opera dannosa e inutile. Invitiamo le forze politiche ad abbandonare definitivamente il progetto di costruzione del tratto autostradale per guardare invece a alternative di mobilità più sostenibile, allo sviluppo delle vocazioni dei territori e alla tutela della salute”
I firmare dell'appello sono moltissimi, si parte da Salviamo la Val d’Astico – NO A31, No Valdastico Nord – Gruppo Valsugana, WWF Italia, Associazione per il WWF Trentino, Legambiente, Italia Nostra – Sezione di Trento, Mountain Wilderness Italia, Amici della Terra – Club Alto Garda e Ledro, No Tav “Mamme Marco”, Gruppo Italiano Amici della Natura Italia & Sez. Ledro Inselberg, YAKU – Sezione di Trento, Associazione Marcolina Tutela Territorio, SOS Anfibi, SOS Anfibi – Sez. Vicenza, LAV - Lega Anti Vivisezione, LAC - Lega Abolizione Caccia Onlus - Sezione Trentino Alto Adige – Sudtirol, Cipra Italia, Enpa – Ente Nazionale Protezione Animali, Sez. Trentino, Lipu – Sezione di Trento, Isde – Medici per l’Ambiente, gruppo Valsugana, Medicina Democratica, Trentino Agricoltura Comune di Besenello, Comune Altopiano della Vigolana, Comune di Nomi, Comune di Villa Lagarina, Comune di Caldonazzo, Comune di Volano e Comune di Calliano.

L'approccio economico viene giudicato insufficiente e le valutazioni di carattere sociale e ambientale vanno dunque prese in seria considerazione prima di prendere una decisione. Da un lato ci sono i motivi di chi è favorevole alla Valdastico legati soprattutto a questioni economiche e dall'ipotesi di un forte aumento degli spostamenti di persone e merci nei prossimi anni.
Sono invece 8 i punti contenuti nel documento firmato dalle associazioni per spiegare la contrarietà di quest'opera. “I dati a disposizione – viene spiegato - e gli approfondimenti svolti dalle associazioni ambientaliste e dai comitati di lotta trentini e veneti, dalle istituzioni, dai comuni e in passato dalla stessa Provincia Autonoma di Trento hanno fatto emergere molti motivi per essere contrari all'opera”.
Il primo elemento di contrarietà riguarda gli aspetti riferiti alla costruzione dell'infrastruttura che porteranno ad un incremento dei costi. “Siamo contrari – spiegano i promotori - perché si tratta di un’infrastruttura che dovrà affrontare problemi costruttivi enormi: viadotti e gallerie costruiti in zone geologicamente instabili che comporteranno sicuramente un aumento dei costi oggi preventivati e saranno costantemente a rischio”.
Un costo, spiegano le associazione, anche sociale, non valutabile, per le valli che saranno trasformate in veri e propri cantieri. “L’opera consumerà il suolo, deturperà il paesaggio e causerà danni ambientali enormi, non compensabili, agli ecosistemi e alle falde acquifere: il rischio di compromettere l’idrogeologia delle zone attraversate è altissimo”.
Ci sono poi i flussi di traffico che produrranno inquinamento atmosferico, acustico e incidentalità incompatibili con la qualità della vita. “La mobilità delle merci e delle persone è strettamente correlata al modello di sviluppo: dato che tale sviluppo, se vorrà continuare a esistere, non potrà che essere sostenibile, dovranno essere ridotti i volumi delle merci scambiate, con conseguente minor bisogno di infrastrutture di questo genere” sottolineano le associazioni che si dichiarano contrarie alla Valdastico.
Altro elemento di contrarietà è riferito al fatto che le infrastrutture stradali e ferroviarie esistenti, opportunamente potenziate con l'introduzione di tecnologie innovative, sono in grado, secondo i firmatari, di sostenere i flussi di traffico di merci e di persone attuali e futuri. Vi è poi la Convenzione delle Alpi e il protocollo dei trasporti da essa sottoscritto che prevede la seria valutazione di possibili alternative rispetto alla costruzione di una qualsiasi infrastruttura trasportistica. “Una nuova autostrada danneggerebbe il modello di spostamento intra-alpino che si sta faticosamente cercando di impostare” viene concluso.
La descrizione delle alternative alla Valdastico, ovviamente, non manca. Per la Valsugana si parla di elettrificazione di tutta la linea; raddoppio dei binari in alcuni tratti in modo da consentire gli incroci in linea; rifacimento di tutte le gallerie in modo da rendere possibile il trasporto merci combinato; adeguamento dei viadotti e dell’armamento ferroviario. Per la Verona-Brennero, invece, inserire sin d’ora in orario altri 30 treni. Dal punto di vista della logistica e delle politiche tariffarie, invece, occorrerebbe puntare sul miglioramento dell'efficienza carico e scarico dei Tir per la Ro.La; riduzione dei pedaggi che vengono adottati per ferrovia, più alti rispetto a quelli praticati sulle autostrade e cadenzamento orario nelle ore notturne garantendo treni a lunga percorrenza.
Queste posizioni, condivise da tutte le associazioni che hanno sottoscritto il documento, saranno ribadite sabato 6 ottobre 2018 alle 14 sulla sponda sud del Lago di Caldonazzo dove i promotori hanno invitato i cittadini per “gridare forte il dissenso a questa opera inutile, uniti in un grande presidio di società civile e cittadini che null’altro hanno a cuore se non gli interessi di tutti: salute, ambiente, bene comune”.












