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Patrizia Pace, la candidata delle Stelle Alpine che mette al centro il volontariato. ''Mi rivolgo alle donne, la campagna elettorale la faccio con loro''

Ha 52 anni, è di Mezzolombardo, autonomista da sempre. Impegnata in politica e nel sociale. Di lavoro si occupa di benessere familiare e di conciliazione vita-lavoro per donne lavoratrici

Di Donatello Baldo - 06 ottobre 2018 - 06:01

TRENTO. Fa politica per passione, volontariato senza mai fermarsi, lavora all'Agenzia per la famiglia dove si occupa di benessere familiare e conciliazione vita lavoro per le donne lavoratrici. Patrizia Pace ha 52 anni, abita a Mezzolombardo e la Rotaliana è il suo territorio. E' consigliera alla Comunità di Valle e segretaria politica del Patt nella sezione locale. Con il Patt è candidata per le prossime elezioni.

 

"Io vorrei un Trentino con le 'co' al potere", dice subito. E spiega: "La co-progettazione, la collaborazione, la cooperazione, la comunità, la comunicazione, il coinvolgimento. Il Trentino delle 'co': questo è il mio slogan". E aggiunge: "Per me la politica è quotidianità".

 

Ce lo spieghi meglio, che cos'è per lei la politica? 

E' tutto, è davvero la quotidianità. E' il nostro modo di vedere la vita, le relazioni, le sfide di ogni giorno. Tutto è politica, anche l'impegno per realizzare una buona amministrazione. 

 

E perché la politica proprio con il Partito Autonomista Trentino Tirolese?

Sono sempre stata autonomista, così la mia famiglia. E ancora di più quella di mio marito, i sui genitori erano addirittura iscritti all'Asar. Del Patt condivido i valori che sono espressi nero su bianco nello Statuto. E poi io sono originaria di Lavis, la seziona storica, quella più vecchia di tutto il Trentino, con settantanni di storia. 

 

Ha detto che si occupa di famiglia, di conciliazione vita-lavoro. Spesso le donne sono escluse dalla politica proprio perché non riescono a compiere questa conciliazione.

La Provincia offre un sacco di possibilità su questo fronte. Ci sono misure diversificate a favore delle donne lavoratrici. Purtroppo sono strumenti e misure che spesso sono poco conosciute, tante donne non sanno nemmeno che hanno diritto di usufruirne.

 

Come mai?

Ribadisco che la Giunta Rossi ha investito tantissimo nelle politiche familiari ma se devo dire la verità è mancata un po' la comunicazione. Questo aspetto deve essere potenziato affinché tutte le donne lavoratrici possano avere le opportunità messe a loro a disposizione. Ma in ogni caso, la donna deve assumersi la responsabilità di fare politica.

 

Spesso però la cura della famiglia non lascia spazio alla politica. C'è altro da fare in casa...

No, aspetti. Non sono d'accordo. Non è che alla donna debba essere 'lasciato spazio'. Non è una concessione. Non c'è bisogno di chiedere permesso. In famiglia si condivide, si collabora, si cogestiscono gli impegni. Ecco che ritorna il 'co'. E per fortuna, perché io ci credo veramente.

 

A proposito di famiglia...

... io direi famiglie, al plurale. Scusi se sono pignola ma le parole hanno un significato. Dietro a una parola c'è un pensiero...

 

Dica pure, era proprio qui che volevo arrivare.

Io sono cattolica, sposata in chiesa. Ma prima di tutto vengono le persone e non credo sia giusto che il modello tradizionale diventi il modello universale. Ci sono tanti tipi di famiglia. 

 

Il ministro leghista è proprio alla famiglia declinata al singolare, maschio e femmina, meglio se con figli.

No, anche una coppia senza figli è famiglia, anche una coppia omosessuale. Tutte sono famiglie, che siano sposati o conviventi. Famiglia è dove c'è amore, dove c'è condivisione...

 

Però sembrava che addirittura Mario Adinolfi con il suo Popolo della famiglia fosse lì lì per appoggiare Ugo Rossi presidente assieme al Patt.

E' vero, ma le svelo un retroscena. Per 24 ore la mia candidatura è stata congelata. Quando ho scoperto dell'intenzione di apparentamento con Adinolfi ho scatenato il putiferio e con le donne del Patt abbiamo scatenato la rivoluzione. Non avrei potuto accettare la candidatura, come donna, per i valori in cui credo. Sono cattolica, ma per l'inclusione. 

 

Lei è attiva anche nel volontariato. Come per la politica, le chiedo che cosa significhi per lei...

Il volontariato è un valore enorme. E' nel mio DNA, come nel DNA di tutti noi trentini. Non c'è paesino senza volontariato, senza uomini e donne pronti a mettersi al servizio del prossimo, pronti a correre come la nostra Protezione Civile, come i nostri Vigili del Fuoco che sono in ogni comunità. Ma è volontariato anche quello degli oratori, delle associazioni sportive. E' qualcosa di insito in noi, la nostra ricchezza. Che anche in questo caso la politica deve valorizzare.

 

Ecco, parliamo ora di politica. Il Patt ha deciso di correre da solo sostenendo Ugo Rossi presidente.

Più che altro questa decisione l'abbiamo subita. Anche se devo dire che la decisione di correre da soli l'ho sostenuta fin da subito, senza alcun dubbio o ripensamento. 

 

Ma secondo lei, perché si è arrivati a questo dopo così tanti anni di centrosinistra autonomista? 

Dopo le elezioni politiche del 4 marzo c'è stata una forte pressione. E' cambiato tutto. C'è stato uno smarrimento e non ci si è impegnati nel capire cosa fosse successo. C'era bisogno di una presa di coscienza e di un segnale forte: abbiamo capito che qualcosa abiamo sbagliato e ora cerchiamo di recuperare. Ma così non è stato. 

 

A dire il vero, il primo a minimizzare è stato proprio Rossi. Diceva che la questione era solo nazionale, che non influiva sul Trentino.

Per carità, le colpe e la mancanza di comunicazione è venuta un po' da tutti. Però sono ormai sei mesi che chiedo a tutti una cosa: datemi una motivazione politica per cui Rossi non doveva essere riconfermato alla guida del centrosinistra. 

 

Qualcuno potrebbe fare la stessa domanda a parti invertite: mi dica una ragione politica per cui il Patt non è più in coalizione.

Noi abbiamo fatto più volte le nostre proposte, abbiamo presentato un programma, abbiamo anche proposto a suo tempo le primarie per la scelta del candidato presidente. Ma non a sei mesi dal voto, non è possibile. Abbiamo visto il Pd dire prima sì a Rossi, poi sì a Ghezzi, poi sì a Tonini. Ogni 15 giorni cambiava tutto. Per quale motivo?  

 

Non lo so. Ma so che ora sarà difficile per Rossi tornare alla presidenza della Giunta. O ancora accarezzate l'idea?

Negli ultimi giorni mi accorgo che ci sono sempre più persone che condividono il nostro impegno e la nostra idea. Persone che dicono apertamente 'Avete fatto bene, siete stati coerenti'. Gente che ha votato Lega che ora decide di votare per noi, lamentandosi che sul simbolo c'è scritto il nome di Salvini, non quello di Fugatti...

 

Quindi porterete via voti alla Lega?

Non solo, sono tanti gli elettori di Forza Italia che un centrodestra con il candidato presidente della Lega non lo votano. Ma anche elettori del Pd delusi dai tanti balletti fatti in questi mesi per poi far salire uno da Roma come Tonini per rappresentarli. E pure tanti civici che hanno visto sfumare l'ipotesi Valduga, l'ipotesi Daldoss....

 

Senta, se sarà eletta, mi dica l'argomento del suo primo impegno in Consiglio provinciale.

Mi occuperei subito per una politica di inclusione per i lavoratori disabili. Attraverso il lavoro si acquista dignità e autonomia. E il ritorno in termini sociali sarebbe enorme. Conosco tante situazioni che con politiche attente di inclusione lavorativa potrebbero essere davvero avvantaggiate.

 

Come sta portando avanti la sua campagna elettorale?

Non sono una che fa campagna elettorale in caneva, al bar. La faccio parlando soprattutto con le donne, cercando il loro consenso e il loro voto. La donna difficilmente vota donna, ma se con loro parli dei problemi di noi donne, ti ascoltano e condividono il tuo punto di vista. In questa campagna elettorale ho parlato con tantissime donne. Io dico sempre: metti su la moka che io porto i biscotti.

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