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Pd, stasera l'elezione del nuovo segretario che rischia di nascere già depotenziato. Giuliano Muzio in pole position, ma 'sotto tutela'

L'alternativa era quella di Giorgio Tonini, ex senatore, che i alcuni avrebbero voluto alla guida del Pd. Ma lui non fa parte dell'Assemblea provinciale e per statuto il segretario deve farne parte, altrimenti si va a congresso. Una deroga sarebbe stata sufficiente, ma se n'è fatta una questione di regolamento

Di Donatello Baldo - 06 aprile 2018 - 11:01

TRENTO. Il favorito dovrebbe essere lui, Giuliano Muzio, che dopo le dimissioni di Italo Gilmozzi dovrebbe essere nominato segretario provinciale del Partito democratico. L'assemblea del Pd lo deciderà ufficialmente questa sera ma già nell'incontro di ieri è sembrato questo il nome su cui tutti o quasi sono confluiti. 

 

L'alternativa era quella di Giorgio Tonini, ex senatore, che i alcuni avrebbero voluto alla guida del Pd. Ma lui non fa parte dell'Assemblea provinciale e per statuto il segretario deve farne parte, altrimenti si va a congresso. Una deroga sarebbe stata sufficiente, ma se n'è fatta una questione di regolamento

 

O forse, no: la questione è tutta politica. Perché Tonini ha la stazza e lo spessore, mentre Giuliano Muzio - sconosciuto ai più - ha bisogno di una squadra che lo aiuta, di una segreteria in cui siano presenti tutte le componenti e le correnti. Che lo dovrebbe sostenere ma che rischia invece di schiacciarlo.

 

Dietro la volontà di una segreteria 'plurale', in cui tutte le anime sono rappresentate, si cela infatti la paura della delega in bianco. Tutti vogliono gestire il partito democratico, e un segretario autonomo capace di fare sintesi, non è ben visto, a quanto pare. 

 

Si deciderà quindi per Giuliano Muzio, anche se i dubbi di qualcuno sono tanti. Sarebbe troppo vicino al vicepresidente Olivi, e questo non va bene. E sarebbe troppo debole, dovrà rappresentare il partito negli incontri della coalizione, discutere e forse litigare con Rossi e con il Patt.

 

Ci vuole pelo sullo stomaco, esperienza e autorevolezza: per questo c'è che lo immagina già a mezzo servizio, con le delega a trattare affidata a Tonini e Pinter. Un segretario che parte dimezzato, ingabbiato in una segreteria in cui si scontrano le tante facce di questo Pd che nemmeno dopo il duro colpo dell'elezione scorsa non smette di essere litigarello.

 

E continua a imperversare ilo clima del sospetto. Sembra che siano molti i circoli che vorrebbero Tonini segretario, ma i notabili del partito, i consiglieri provinciali che mirano alla rielezione, preferiscono un segretario 'da affiancare', così da rimanere in gioco. Non ci si fida di nessuno, se non del proprio luogotenente da mettere in segreteria per tenere a freno l'autonomia del segretario. 

 

Giuliano Muzio sembra comunque il nome più probabile, ma i colpi di scena sono dietro l'angolo. Alla fine si farà la conta, e per essere eletto dall'Assemblea del Partito democratico il segretario deve raccogliere la maggioranza assoluta dei consensi. 

 

 

 

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