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| 25 nov 2018 | 13:36

Politica e movimenti contro la 'svolta' sulla sicurezza di Fugatti. Futura: "Vigilantes davanti alla chiesa come se fosse una banca''

Nel pomeriggio di lunedì 26 presidio in piazza Pasi dell'Assemblea antirazzista. Nella sede di Futura un confronto sempre lunedì 26 alle 20.30: "Un momento aperto a tutti per parlare delle decisioni prese dal nuovo governatore su migranti e Santa Maria"

di Redazione

TRENTO. La 'svolta' sulla sicurezza impressa alla provincia dal nuovo governatore Fugatti muove reazioni contrarie, sia sul fronte politico che su quello dei movimenti sociali che già iniziano a mobilitarsi. Futura condanna l'allontanamento dei profughi e il presidio dei vigilantes davanti alle chiese, organizzando una serata di approfondimento lunedì, mentre l'Assemblea antirazzista organizza un presidio, sempre per lunedì, in piazza Pasi. 

 

"L'incontro è aperto a tutti gli interessati - scrive una nota della formazione di Paolo Ghezzi - interverranno esperti, consulenti e testimoni. L'appuntamento è nella sede di via Veneto 20, alle 20.30". 

 

La posizione contraria di Futura 2018 è già stata espressa insieme alle altre forze dell'Alleanza democratica e popolare. "Oggi ribadiamo la nostra resistenza, socioculturale oltre che politica, al decisionismo muscolare della nuova giunta provinciale, che continua la campagna elettorale con delibere giuridicamente discutibili e politicamente inaccettabili, come quella sull'appalto a vigilanza privata della sorveglianza della basilica di Santa Maria Maggiore a Trento".

 

"Il presidente della Provincia - spiega Futura - non ha consultato neppure il sindaco di Trento (che infatti fortemente dissente) prima di decidere di reclutare i vigilantes per il "simbolo della cristianità" (parole sue) Santa Maria Maggiore. Appalto da 50 mila euro per avere delle guardie davanti alla basilica "durante le funzioni" (peraltro piuttosto rare nell'arco della settimana)".

 

"Spaccio e degrado vanno combattuti, anche con le forze dell'ordine: gli autori di reato vanno arrestati o segnalati, a seconda dei casi. Ma senza un'interposizione civica e civile, delle forze sociali, di operatori adeguatamente formati per recuperare le persone border-line - continua la nota - non di agenti armati per certificarle definitivamente come criminali orinatori, la città diventa uno spazio militarizzato". E conclude: "Triste la politica che appalta con soldi pubblici ai vigilantes privati una chiesa, la basilica del Concilio di Trento, come fosse una banca".

 

Sul fronte dei movimenti sociali, è l'Assemblea antirazzista di Trento che inizia la mobilitazione. Ufficialmente il presidio è per esprimere la contrarietà al Decreto sicurezza e immigrazione - "una bomba sociale pronta ad esplodere", scrivono - ma la concentrazione degli attivisti sarà anche sulle decisioni locali in tema di sicurezza. L'allontanamento dei profughi e la decisione di disporre guardie giurate davanti alla chiesa di Santa Maria sarà argomento centrale nelle parole di chi si alternerà al microfono lunedì pomeriggio in piazza Pasi. 

 

Una bomba sociale pronta a esplodere il Decreto Sicurezza, "e abbiamo poco tempo per disinnescarla", affermano gli attivisti. "Un decreto che costringe migliaia di persone alla precarietà giuridica ed esistenziale, rendendole carne da cannone per mafie e caporali, che intende spazzare via tutte le esperienze di riappropriazione di spazi e di rigenerazione urbana presenti nei nostri territori,  che potenzia la repressione contro chiunque tenti di manifestare il proprio dissenso".

Il presidio è convocato per lunedì 26 novembre dalle 17 in poi e si svolgerà in contemporanea alla discussione parlamentare della Camera sul Decreto sicurezza, per chiedere che non venga approvato. L'incontro nella sede di Futura si terrà sempre lunedì ma alle 20.30 in via Veneto 20

 

 

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