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Punto nascita, il Governo non c'è ancora, ma la Lega trentina già si muove a Roma e 'interroga' il Ministero

Dopo le richieste di dimissioni di Rossi, Zeni e Bordon caldeggiate dall'associazione Parto per Fiemme e delle minoranze in consiglio provinciale, la Lega prova a muoversi nella Capitale e si rivolge al Ministero della Sanità. Anche Elena Testor di Forza Italia interviene: "Riaprire in aprile"

Di Luca Andreazza - 23 marzo 2018 - 20:33

TRENTO. Al giorno zero dell'insediamento, tra le votazioni per le presidenze di Camera e Senato, arriva il primo atto parlamentare della nutrita truppa trentina di marca Lega in quel di Roma. A questo si aggiunge anche quello di Forza Italia. Dopo le richieste di dimissioni di Rossi, Zeni e Bordon caldeggiate dall'associazione Parto per Fiemme e delle minoranze in consiglio provinciale (Qui articolo), sulla scrivania del Ministero della Sanità arriva un'interrogazione targata carroccio.

 

Gli onorevoli chiedono "se il Ministro, a conoscenza della situazione, intende predisporre tutti gli atti al fine di prevedere una deroga alla temporanea assenza delle sale operatorie richieste per il mantenimento in attività del punto nascita di Cavalese. Questo per tutelare il bene primario della salute dei cittadini e i medici che erano stati assunti in prospettiva di una riapertura della struttura previsto per il aprile". 

 

Un fulmine a ciel sereno sulle comunità della valle di Fiemme, Fassa e Cembra. Le criticità sono note, ma la speranza di veder riaperto in tempi brevi il punto nascita di Cavalese è naufragata nella lettera giunta da Roma. 

 

Prima la deroga del Ministero che ha riconosciuto la specificità del territorio, nonostante la soglia dei 500 parti annui, poi mancava il numero minimo di professionisti per garantire il funzionamento 24 ore su 24 del reparto, quindi si è provveduto a ottemperare alle richieste, ma poi il brusco stop alla riapertura perché servono da un lato una seconda sala parto sempre pronta e disponibile H24 per le emergenze ostetriche del blocco travaglio/parto e dall'altro una sala operatoria sempre pronta e disponibile per le emergenze H24 nel blocco travaglio/parto.

 

"Una vicenda tribolata - spiegano Fugatti, Binelli, Cattoi, Segnana e Zanotelli - vittima di vincoli burocratici diversi, sorti a ogni tentativo di procedere a una riapertura, che a questo punto risulta impossibile nell'immediato, come invece promesso dalla Provincia".

L'assessore Zeni si è difeso (Qui articolo), ma sotto la lente di ingrandimento della Lega finisce il ritardo di comunicazione tra la data di protocollo in Provincia (28 febbraio) e le informazioni al territorio del 22 marzo scorso.

 

"E' insolito - aggiungono i parlamentari - che assessorato e dipartimenti non abbiano comunicato con trasparenza e tempestività a operatori e cittadinanza la reale situazione relativa alle strutture decentrate della sanità provinciale. Questo ha destato sorpresa nei cittadini nell’apprendere che le comunicazioni del Ministero fossero giunte in Trentino già da diverse settimane. Difficile comprendere quali siano le reali intenzioni della Provincia per l’Ospedale di Cavalese, visto il mancato rispetto degli impegni presi con i cittadini per la pronta riattivazione del servizio a settembre 2017 e aprile 2018".

 

Un ultimo punto è quello invece relativo al fatto di non aver 'ammodernato' la struttura per ottenere gli standard minimi per un'ulteriore deroga. "Appare incomprensibile - concludono Fugatti, Binelli, Cattoi, Segnana e Zanotelli - per quale motivo non si sia già in tempi precedenti provveduto a iniziare le progettazioni per la sala operatoria necessaria per garantire il punto nascita di Cavalese. Appare oscura la mancanza di atti dell’assessorato provinciale al fine di attivarsi per la costruzione di tale sala operatoria nei mesi scorsi ben sapendo che tale struttura sarebbe stata necessaria per l’ottenimento della deroga".

 

Anche Forza Italia lancia un appello pro Cavalese. "Il ministro Beatrice Lorenzin - chiede nella sua interrogazione Elena Testor - autorizzi una deroga temporanea alla soglia dei 500 parti annui per il punto nascita di Cavalese al fine di tutelare il bene primario della salute dei cittadini del territorio interessato: auspico la riapertura per il prossimo aprile".

 

 

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