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Riccardo Fraccaro: ''Una sfida personale, far tornare a credere le persone in una nuova politica''

Il deputato tenta la rielezione nel collegio più incerto del Trentino, quello della Valsugana. "Fugatti e Dellai sono percepiti come uguali, parti della stessa politica che ha prodotto lo scandalo più grande degli ultimi tempi, quello dei vitalizi"

Di Donatello Baldo - 27 febbraio 2018 - 19:41

TRENTO. La Valsugana è come l'Ohio, lo Stato americano da sempre in bilico in ogni elezione presidenziale negli Stati Uniti. Il collegio di Pergine è ballerino e non ci sono certezze sull'attribuzione. Al centrodestra? Al centrosinistra? Maurizio Fugatti o Lorenzo Dellai? Ma ci sono anche i 5 Stelle che schierano il big Riccardo Fraccaro. Che oggi intervistiamo.

 

Una campagna sul territorio, giorno dopo giorno su e giù per la Valsugana. Cosa le rimarrà di questa esperienza, al di là del risultato elettorale?

L'incontro diretto con la popolazione è sempre positivo, anche come crescita personale. Ascolti storie, senti le esigenze reali, comprendi la stanchezza nei confronti della politiche che purtroppo è crescente. Tristezza e delusione che molti hanno perché si sono sentiti traditi.

 

Traditi da chi? Immagino dalle forze politiche che hanno governato fino ad ora. Ma in Trentino la Lega è stata all'opposizione.

Sono uguali, sono percepiti così, e lo dimostro con un esempio, quello dello scandalo più grande degli ultimi anni, quello dei vitalizi. Nel 2012 sono stati approvati in Regione, erano presenti tutti i partiti ma nessuno ha parlato, nessuno ha gridato allo scandalo.

 

Poi però lo scandalo è emerso.

Grazie ai 5 Stelle che nella successiva legislatura hanno messo le carte sul tavolo raccontando la verità. E allora, che differenza c'è tra Fugatti e Dellai se entrambi hanno taciuto? Anche l'omertà è responsabilità. Sono uguali nella gestione del potere: prima i loro interessi e se avanza qualcosa anche per il bene collettivo. 

 

Ambiente e viabilità, queste le sfide che più sono state al centro del dibattito in Valsugana. Che ci dice sulla Valdastico?

La Valdastico arma di distrazione di massa. Stiamo parlando di un progetto che non esiste, di cui non c'è nulla di scritto nero su bianco. Non sappiamo dove passerà, dove sarà realizzata, quanto costerà. Ce lo dicano, poi valuteremo, anche se crediamo che non risolverà i problemi viabilistici esistenti.

 

Nemmeno quello del traffico sulla Statale 47?

Lo ripeto, questa è un'arma di distrazione di massa perché mentre ne stiamo parlando la Valsugana è stata dimenticata. Nessun investimento, nessun intervento in attesa di un progetto che nessuno ha mai potuto vedere. I problemi di viabilità della Valsugana sono enormi, hanno a che fare con le morti sulla strada e con l'ambiente. Ma nessuno interviene, si aspetta la Valdastico. 

 

Ambiente. Su tutti il tema delle acciaierie. 

L'autonomia, che è una potenzialità eccezionale, è in realtà utilizzata per i privilegi di pochi e non per l'interesse di tutti. E il riferimento è proprio alla vicenda dell'acciaieria. La scoperta e la denuncia dell'inquinamento è stata fatta dai cittadini, mentre le autorità della Pat preposte alla tutela dei cittadini lo negavano. Questo è gravissimo.

 

Qualcuno anche qui ha taciuto, insomma.

Peggio, qualcuno ha nascosto la polvere sotto il tappeto, e in questo caso si tratta di polvere inquinata. Ora, tornando all'autonomia e alle sue potenzialità tradite, pensare che la Valsugana potesse essere nella testa di qualcuno un polo siderurgico è pura follia, una concezione antiquata e poco lungimirante.

 

Qual è la strategia lungimirante?

L'ambiente. E serve un progetto di rilancio del territorio che si muova sul turismo. Abitiamo in un'epoca in cui non si deve più scegliere tra lavoro, sviluppo e ambiente, le cose possono stare in armonia. Il turismo legato all'ambiente, la stessa tutela del territorio, possono produrre posti di lavoro, ricchezza per il territorio, sviluppo.

 

Qualcosa però si muove anche senza l'aiuto della politica, autonomamente. 

E questa è la forza più viva che ho incontrato, idee di rilancio, esperienze bellissime. C'è voglia di costruire, di sviluppare idee e attività per la promozione sociale e territoriale. Pensi che proprio dalla Valsugana nasce un progetto per favorire il passaggio generazionale nel mondo del lavoro, anziani e giovani uniti per garantire una continuità, per fronteggiare il pericolo della dispersione del know how.

 

Lei ci è stato veramente sul territorio, non solo nel fine settimana. La campagna politica nazionale l'ha vista dalla periferia.

Sì, e ho visto tutti contro il MoVimento 5 Stelle. Ho visto un sistema che si sta auto-difendendo per paura. Ho visto le tv in mano al Govrno screditare i 5 Stelle e le tv in mano a Berluscioni fare lo stesso, come lo stesso fanno i giornali di proprietà di De Benedetti, tessera numero uno del Pd.

 

Lei dice che le altre forze politiche hanno paura, ma di cosa?

Di essere spazzate via. E fanno bene ad avere paura. Sarà epocale il risultato.

 

E se sarete primi proporrete voi un governo? 

E' arrivato il momento di assumerci la responsabilità di guidare il Paese. Nel 2013 abbiamo promesso che non avremmo fatto accordi. Oggi diciamo lo stesso: nessun accordo di poltrone ma ci assumeremo la responsabilità di governare sulla base delle idee e delle proposte del programma elettorale.

 

Senta deputato, che idea si è fatto dei suoi elettori della Valsugana?

E' stato importante percepire in loro la voglia di cambiamento. La gente è stanca di questa politica ma anche disponibile al cambiamento. C'è un'energia nascosta, appena qualcuno riesce a scorgere la possibilità di qualcosa di nuovo e di diverso gli si illuminano gli occhi. Abbiamo cercato di infondere speranza, la voglia di credere in un progetto di futuro di questi territori e di questo Paese.

 

Un grande impegno...

L'ho vissuta anche come sfida personale, far tornare a credere le persone in una nuova politica. 

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