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Roberto De Laurentis: ''Gli altri? Senza idee, coalizioni solo per raccogliere voti. Ghezzi nulla di nuovo''

Il numero uno di Tre analizza la situazione politica a due mesi dal voto: "I Civici? Non li capisco. Il centrosinistra ha liberato risorse solo ora per fare campagna elettorale con i soldi della Provincia e le minoranze vorrebbero fare altrettanto, ma non è rispettoso verso i cittadini e la politica. Noi esprimiamo persone valide e di valore"

Di Luca Andreazza - 03 settembre 2018 - 19:17

TRENTO. "Il programma ruota intorno al nome della forza politica, quindi territorialità, responsabilità e economia", queste le parole di Roberto De Laurentis, leader di Tre, che aggiunge: "I programmi si assomiglieranno tutti in quanto viviamo il Trentino, ma ciò che cambia sono le soluzioni, la voglia di applicare e portare avanti scelte e decisioni. Governare vuol dire anche fare delle scelte che spesso dividono".

 

Il centrosinistra sembra aver trovato la quadra, porta chiusa da parte dell'ex assessore Carlo Daldoss ai simboli di Pd Upt. Le Stelle alpine defilate e le altre due sigle che strizzano l'occhio verso Paolo Ghezzi.

 

"Come nel film di Pieraccioni - prosegue - 'la sinistra c’è...', ma non vedo grosse novità, anche nel gergo tra slogan fatti come partecipazione e solidarietà. Prima è stato usato per far fuori Rossi, poi cerca soltanto di costruire un fronte per vincere, non governare. Ora aggiusta il tiro per stringere le fila almeno con Partito democratico e Upt: si cerca un nome nuovo di coalizione, ma senza programmi e idee, solo un nemico comune, cioè la Lega".

 

Una situazione fluida e giochi piuttosto aperti. "Noi ci proponiamo per un buongoverno - aggiunge De Laurentis - che non si è visto in questa legislatura e non è quanto avviene in questi mesi. Il centrosinistra ha sbloccato solo ora risorse per stabilizzare i precari, sistemare le ciclabili e tante altre misure. Fa campagna elettorale con i soldi della Provincia, cosa che gradirebbe fare anche la minoranza. Questo non è rispetto per i cittadini e nemmeno per la politica".

 

Sul palcoscenico ci sono anche i Civici, "un'entità che non si capisce. La confusione è tanta, tantissima - evidenzia il numero uno di Tre - ma le biglie prima o poi si devono fermare: un bene per tutti, soprattutto l'elettorato".  

 

Scricchiola, ma non tanto, anche il centrodestra, i mal di pancia vedono come protagonista Claudio Civettini. Un veto che potrebbe portare Civica Trentina, ultima a essere entrata a far parte della coalizione, a scendere già dalla barca. "L'approdo della Civica - dice l'ex presidente degli artigiani - nel centrodestra è naturale. Certo, sono diversi i fuoriusciti per diversi motivi da Lega e Civica, quindi la convivenza non sempre può essere facile".

 

Se la Civica esce dal centrodestra, si può ipotizzare un asse con Tre? "Siamo certamente simili - commenta De Laurentis - a suo tempo si era intavolato un discorso con loro e Geremia Gios, ma tutto si è fermato. Preferiamo correre da soli e siamo contenti di questa scelta".

 

Come detto, a due mesi scarsi dalla chiamata alle urne, non ci sono ancora certezze, punti definitivi. "Un disastro - dice il leader di Tre - questo significa che ormai i candidati non hanno più peso, contano solo i capolista e i candidati presidenti. Si cerca di costruire qualcosa solo per vincere e così nascono coalizioni eterogenee solo per racimolare più voti possibili".

 

Ormai ci siamo abituati alle pillole sui social, ma come si muove Tre nei territori? "Ho una piccola rete - conclude De Laurentis - ma oggi non so dire quanto può pesare. Dalle categorie economiche ai cittadini, sono in contatto con tanti. Se a qualcuno interessano validità e valore delle persone che sono parte della nostra forza politica, allora Tre è una scelta naturale. Sono tanti i volti, anche nuovi, che si mettono a disposizione, nuova linfa per la politica, che è una cosa seria, anche se le altre forze politiche non sembrano volerlo dimostrare, impegnati a litigare per le poltrone".

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