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Rossi e la Giunta nominano il nuovo presidente dell'Università ma l'assessora non vota e se ne va

Il gesto di Sara Ferrari è dovuto al mancato coinvolgimento nella decisione. Daniele Finocchiaro dovrà ora passare il vaglio della commissione consiliare ma le opposizioni sono già sul piede di guerra

Di Donatello Baldo - 06 ottobre 2018 - 11:24

TRENTO. Al momento del voto, l'assessora Sara Ferrari si è alzata e se n'è andata. La delibera della Giunta che nomina Daniele Finocchiaro al vertice dell'Università trentina lei non l'ha votata. Il nome del manager, che sostituisce Innocenzo Cipolletta alla presidenza, non ha avuto il suo avvallo. 

 

Sara Ferrari è assessora con la delega all'Università e la sua decisione, proprio per questo, è decisamente molto rilevante. Non ha votato contro, anche perché non ha mai messo in discussione la competenza del nuovo presidente indicato da Ugo Rossi, ma un segnale l'ha voluto dare.

 

Già nei giorni scorsi, subito dopo aver appreso della decisione di Rossi, Sara Ferrari aveva fatto trapelare il suo disappunto per non essere stata coinvolta nella decisione. "Ne prendo atto", aveva detto laconica, evidenziando il fatto che il governatore aveva parlato prima che con lei, con i giornali.

 

Sara Ferrari aveva proposto un altro nome, che non pretendeva di imporre ma che sperava fosse almeno presi in considerazione. Un nome di donna, con un curriculum all'altezza. "Dopo le dimissioni della rettrice Daria De Pretis - aveva affermato l'assessora - in una università che è tra le meno virtuose per il numero di presenze femminili ai vertici, la presidenza a una donna sarebbe stata apprezzata". 

 

Ma, come abbiamo detto, sembra che la sua proposta non sia nemmeno mai stata considerata come praticabile. Ora, dopo la delibera di giunta, votata da tutti gli altri componenti dell'Amministrazione Rossi, e dopo il placet dei saggi sul nome di Finocchiaro, dovrà essere convocata la commissione consiliare

 

A Mattia Civico, che la presiede, è già stata richiesta dal presidente Dorigatti la convocazione, pur se a legislatura ormai terminata. Il passaggio non sarà indolore perché c'è da scommettere che le opposizioni saranno sul piede di guerra: la nomina del nuovo presidente dell'Ateneo trentino la vorrebbero lasciare al nuovo esecutivo, non alla Giunta Rossi ormai in scadenza.

 

Se tutto va liscio, l'ufficialità della nomina, dopo il via libera della commissione, dovrebbe arrivare prima del 21 ottobre, giorno delle elezioni provinciali.

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