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Salta il governo, dall'"utile idiota" di Cia alla "marcia su Roma" invocata da Moranduzzo, le reazioni trentine ai tempi dei social

Un "No" secco e deciso al professore Paolo Savona come Ministro dell'economia. Sul campo resta dopo appena quattro giorni Giuseppe Conte, premier incaricato, e si apre una crisi senza precedenti. La rabbia e i complimenti affidati dai nostri politici ai social

Di Luca Andreazza - 28 maggio 2018 - 06:01

TRENTO. Il governo del cambiamento deve già cambiare piano. Mediazioni e attacchi, lettere e pressione non sono serviti. Una settimana a alta tensione, ma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è rimasto sulla sua posizione, irremovibile.

 

Un "No" secco e deciso al professore Paolo Savona come Ministro dell'economia. Sul campo resta dopo appena quattro giorni Giuseppe Conte, premier incaricato, che lascia dopo una brevissima parentesi.

 

Un nuovo stallo che vede saltare la nomina del cinquestelle Riccardo Fraccaro, che commenta: "Chiederemo ai cittadini un mandato ancor più forte".

Insomma, tutto da rifare e l'Italia registra la più grave crisi istituzionale della storia repubblicana (Qui articolo). Non sono bastate le minacce dei leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini, la spallata non è riuscita: il presidente della Repubblica è rimasto deciso e nella breve conferenza è stato chiaro sulle motivazioni, anche costituzionali, che l'hanno spinto a non firmare l'elenco dei Ministri: vanno bene tutti, tranne Savona.

 

Una situazione che dopo le 20 ieri sera, il colloquio finale tra il premier e Mattarella, preso atto dei fronti irremovibili, è precipitata. Tutto è in subbuglio e la richiesta è quella dell'impeachment.

 

Una crisi che si trasforma in scontro istituzionale tra Movimento 5 stelle e Lega contro il Colle, mentre Partito democratico e Forza Italia difendono l'operato del presidente della Repubblica, il quale avrebbe convocato per oggi Carlo Cottarelli, ma intende consultare il parlamento e decidere come procedere. Tra le ipotesi anche quella del voto anticipato in ottobre, quindi insieme alle provinciali.

 

E l'ira arriva anche alle nostre latitudini. I nostri politici si affidano a Facebook e Twitter per lanciare il proprio messaggio. I pentastellati trentini per il momento non commentano, aspettano e cercano di capire. 

 

Il più duro a caldo, durissimo, è invece Devid Moranduzzo della Lega che invoca una marcia su Roma di fascista memoria e scrive: "Marciamo tutti verso la capitale! Uniti si vince!". L'ultima azione di questo tipo aveva aperto la strada al ventennio e alla successiva entrata in guerra.

A proposito di dopoguerra, duro anche Giacomo Bezzi: "Comunque finirà la Repubblica parlamentare con pesi e contropesi creati nel 1946 in costituzione per tenere in equilibrio un paese uscito dal fascismo e dalla guerra ha da stasera esaurito la sua funzione democratica".

Apparentemente più moderata Giulia Zanotelli, deputata della Lega, un colpo al governo, ma questo non impedirà di portare a termine "la rivoluzione del buonsenso e la volontà di mettere al centro gli interessi dei cittadini italiani".

"C'è in gioco il principio democratico sancito dalla costituzione. Dovremo fare un ulteriore sforzo per tutelare tutti noi da poteri che, spesso, non sono nemmeno nazionali", un passaggio del pensiero di Diego Binelli, parlamentare del carroccio.

Sempre nel centrodestra tuona all'impeachment anche Andrea de Bertoldi di Fratelli d'Italia in quanto "Mattarella vuole incaricare l'uomo del Fondo monetario internazionale, amico di Renzi".

Decisamente più morbida Donatella Conzatti, senatrice targata Forza Italia, che rivolge il suo pensiero a lavoratori e imprese. A questo aggiunge che chiedere "l'impeachment è irresponsabile".

Amaro anche il commento del consigliere provinciale Claudio Cia, che scrive: "Da tempo ormai siamo una colonia di Bruxelles e della finanza che in Italia trova utili idioti pronti ad obbedire calpestando la sovranità di un popolo".

Ovviamente diversi i commenti nel centrosinistra. "Grazie presidente, della tua sofferta e al tempo stesso serena fermezza", conciso Giorgio Tonini del Pd.

Sempre tra i democratici, anche la consigliera provinciale Lucia Maestri elogia l'operato di Mattarella quale "Garanzia per gli italiani".

Ripone "Massima fiducia nel presidente della Repubblica Mattarella che ha fatto scelte a difesa della costituzione e dell'interesse nazionale secondo le prerogative assegnate dalle costituzione" invece Michele Brugnara, consigliere comunale di Trento. 

Rabbrividisce invece Elisa Filippi "gli attacchi violentissimi alle nostre istituzioni, un attacco grave alla nostra democrazia".

E forse è appena iniziata l'ora più buia della Repubblica italiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

  

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