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Salvini a Pinzolo con la maglietta degli Alpini. Pinamonti (Ana): ''Noi siamo apartitici''. Bondi: ''Con la politica non c'entriamo''

Sta facendo discutere la maglietta indossata in questi giorni dal ministro dell'interno in Trentino nelle vesti di segretario della Lega pronto a lanciare la campagna elettorale. Il segretario della sezione milanese chiede all'Ana di prendere posizione. Il deputato della Lega Boniardi ne ha già chiesto le dimissioni 

Di Tiziano Grottolo - 24 agosto 2018 - 06:01

PINZOLO. “Ripeto in maniera sobria, tranquilla, pacata, orgogliosamente indossando la maglietta degli alpini che avranno la loro adunata nazionale prossima a Milano, lo dico da ministro, da papà e da italiano, in Italia è finita la pacchia”, questo è uno dei passaggi pronunciati dal leder leghista Matteo Salvini durante la dirette Facebook andata in onda mercoledì dal suo balcone di Pinzolo (http://www.ildolomiti.it/politica/2018/a-pinzolo-salvini-ne-ha-per-tutti...).

 

Queste affermazioni però, dette indossando la maglietta della 92ª adunata nazionale degli alpini che si terrà il prossimo anno a Milano, hanno fatto storcere il naso a parecchie ‘penne nere’ trentine e non. “Quella non è la maglietta dell’associazione - spiega Maurizio Pinamonti, presidente della sezione alpini di Trento - quella è la maglietta dell’adunata di Milano, che evidentemente gli è stata regalata da qualcuno o è stata acquistata, è una maglia che non rappresenta l’associazione”.

 

Una scelta infelice quindi quella di Salvini sempre diviso tra il ruolo di segretario della Lega (in Trentino per fare campagna elettorale) e quello di ministro degli Interni (dunque figura che rappresenta tutti gli italiani) che ha messo in difficoltà l’associazione degli alpini che in un comunicato afferma: “A seguito delle recenti vicende relative all’utilizzo di nostri marchi e simboli da parte di persone esterne all’Associazione Nazionale Alpini e che a volte rivestono ruoli istituzionali, politici o comunque pubblici, l’ANA ribadisce e riafferma quanto è indicato all’art. 2 del nostro Statuto, ossia che l’Associazione è apartitica. Si afferma pertanto che ogni eventuale accostamento dei nostri simboli a situazioni politiche, personaggi politici o altro non è assolutamente promosso né voluto dall’ANA”.

 

Sempre Pinamonti precisa “La nostra identificazione è il cappello da alpino, non una maglietta acquistabile in qualsiasi bancarella” e alla domanda se l’associazione si riconosca in qualche partito politico risponde: “Per carità, questo non è mai successo, la nostra associazione è apartitica e apolitica”.

 

Nel frattempo, come riportato dal quotidiano ‘La Repubblica’, la stessa vicenda è stata fatta rilevare anche da altre sezioni degli alpini. Salvini avrebbe infatti indossato la stessa maglia ad altri eventi politici, il segretario della sezione milanese Luigi Boffi ha chiesto ai vertici dell’associazione nazionale alpini di prendere posizione in merito. Sempre Boffi ha poi aggiunto: “Ne va della nostra credibilità, della nostra autonomia, della nostra serietà. Una volta per tutte diciamolo forte: non siamo noi Associazione Nazionale Alpini a seguire la Lega, ma caso mai è Salvini che furbescamente cavalca il sentire sincero e senza altri falsi scopi di noi Alpini”.

 

La replica della Lega non si è fatta attendere e tramite il deputato Fabio Boniardi ha attaccato l’Ana di Milano, chiedendo le dimissioni di Boffi da presidente della sezione milanese. 

 

Su questa vicenda si espresso anche Mauro Bondi, il consigliere trentino che ha ottenuto il maggior numero di voti nelle ultime elezioni per il rinnovo del Consiglio nazionale degli alpini, che ha affermato: “Noi con la politica c’entriamo meno che niente, per cui di quello che dice un deputato non ci interessa nulla, noi lavoriamo con la gente. Per il resto non entro neanche nel merito delle dichiarazioni di un deputato che non conosco nemmeno, non ho nulla da aggiungere a quanto riportato dal comunicato nazionale. A noi la politica non interessa”.

 

Una polemica che l’ANA considera chiusa quindi, vedremo se anche il ministro degli interni Salvini sarà dello stesso avviso, magari facendo ammenda e chiedendo scusa, oppure se deciderà di rincarare la dose attaccando frontalmente una delle associazioni più conosciute e amate del paese.

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