Contenuto sponsorizzato

Sicurezza, immigrazione, accoglienza dei richiedenti asilo e campi nomadi. Ecco cosa pensano i candidati

Abbiamo chiesto ai rappresentanti delle liste in corsa per le prossime elezioni la loro opinione sui temi caldi legati al tema della sicurezza. Ecco le loro risposte

Di Donatello Baldo - 14 ottobre 2018 - 06:01

TRENTO. In questa campagna elettorale si è parlato tanto di sicurezza, di immigrazione, di accoglienza. Si proposto addirittura di chiudere il Cinformi. Temi 'caldi' che difficilmente potevano rimanere fuori dal dibattito politico. Ai candidati abbiamo chiesto di esprimere in proposito le loro opinioni, spiegando il punto di vista dei partiti che rappresentano.

 

Le posizioni sono tante e variegate, anche all'interno dello stesso schieramento. Sfumature ma anche opinioni contrastanti, soprattutto sulla chiusura del Cinformi e sul modello dell'accoglienza dei richiedenti asilo in Trentino. Posizioni diversificate anche sulla questione dei campi nomadi, tra chi vorrebbe integrazione anche di rom e sinti e chine  vorrebbe invece la chiusura immediata.

 

Ecco le posizioni, divise per candidato:

 

Lorenzo Osanna, Partito Autonomista Trentino Tirolese

Forse non tutti sanno che il Cinformi è nato per aiutare a livello burocratico le badanti, i dipendenti stranieri, in sostanza anche per aiutare le famiglie e le imprese trentine. Poi con l'arrivo dei profughi si è trovato a dover gestire l'emergenza dei richiedenti asilo. L'idea di partenza era buona, ora si tratta di rivedere la situazione e sui profughi farsi di lato, lasciando la gestione a livello nazionale. Sul tema dell'accolgienza: espulsioni per chi delinque, risposte celeri per la definizione dello status di rifugiato e chi ne ha diritto rimane e viene integrato, mentre gli altri non possono rimanere sul territorio. Per quanto riguarda i campi nomadi, anche lì la questione è di legalità: chi viola le leggi deve essere allontanato, gli altri devono integrarsi. 

 

Devid Moranduzzo, Lega 

Noi siamo contrari al Cinformi, siamo per la chiusura. Ora è tempo di aiutare i trentini, poi se si può anche gli altri. E sul tema dell'insicurezza c'è da dire che non è affatto una percezione ma una realtà. Le persone che girano per le vie delle città possono vedere con i loro occhi quello che succede, e non solo di notte. Il tema della sicurezza è stato affrontato male sia dal Comune che dalla Provincia e se vinciamo noi metteremo subito in pratica tutte le misure che possano difendere i cittadini e tutelarli. Campi nomadi, noi siamo per la chiusura, e vale lo stesso ragionamento di prima, prima i trentini: queste persone non vogliono integrarsi.

 

Vera Rossi, Partito Democratico

Chiudere il Cinformi significa delegare ad altri l'accolgienza e non credo sia una scelta intelligente. La politica attuata dalla Provincia è valida e prevede la distribuzione sul territorio dei richiedenti asilo, per favorire l'integrazione e di conseguenza la sicurezza. E sulla sicurezza, è un bisogno che deve essere garantito alla popolazione ma è compito della polizia: bisognerebbe chiedere all'ex questore, ora capolista di Fratelli d'Italia cosa ha fatto in questi ultimi anni. Campi sinti e rom, sono due le opzioni: tollerare le situazioni esistenti oppure attuare la legge sulle microaree che però si è bloccata dalla mancata condivisione soprattutto con le amministrazioni locali. 

 

Luigi Masato, Forza Italia

La sicurezza è una questione che riguarda innanzitutto le Forze dell'ordine alle quali va tutto il mio supporto. Vanno aumentati il numero delle unità su tutto il territorio trentino: solo così si garantisce il controllo delle nostre città. Sull'accoglienza, credo che non sia possible in tutte le realtà del Trentino, soprattutto in quelle turistiche. Il modello trentino della distribuzione in tutti i Comuni deve essere rivisto. Espulsioni per chi non ha diritto a rimanere qui, e aiuti all'Africa come fa la Cina. Campi nomadi: contrario perché non è giusto creare ghetti. 

 

Vittorio Fravezzi, Unione per il Trentino

La sicurezza è un tema sensibile di cui la politica deve farsi carico, anche in sinergia con lo Stato, ad esempio attraverso il Tavolo sicurezza da attuarsi con il commissario del Governo. La delegazione parlamentare, nella scorsa legislatura, aveva avviato un confronto per una nuova norma di attuazione proprio sul tema sicurezza, per dare al Trentino gli strumenti utili per intervenire. Il Cinformi è una realtà di fondamentale importanza che permette la gestione diretta del fenomeno dell'immigrazione, che unisce controllo e integrazione. Sulle microaree per sinti e rom, è necessaria anche qui una collaborazione tra Provincia, Commissariato del Governo e amministrazioni comunali. 

 

Esmail Blal Adem , Futura

Sul Cinformi  c'è tanta disinformazione, tanti nemmeno sanno di cosa si occupa. Cinformi nasce per dare servizio ai cittadini ma anche per facilitare il lavoro della questura stessa. E un ente assolutamente necessario. Sull'accoglienza, in Trentino è buona perché fa parte della cultura trentina. Per quanto riguarda la sicurezza, questa è una percezione che è giusto considerare, ma che dev'essere confrontata con i numeri che riferiscono di una diminuzione dei reati. Più che di sicurezza si dovrebbe parlare della qualità dei luoghi che devono essere accessibili a tutti, dal bambino all'anziano. Campi rom, la ruspa non è la soluzione, credo ancora nei professionisti che sanno indicarci come promuovere l'integrazione.

 

Dario Chilovi, Autonomisti Popolari

Nessuno dei nostri interventi sarà drastico e immediato, nemmeno la chiusura del Cinformi. Ma c'è da metterci mano perché è difficile spiegare che per gli immigrati c'è una struttura ad hoc e non c'è invece per i trentini.  Il tema della sicurezza: è sia un fenomeno reale che un fenomeno di percezione, e noi lavoreremo su tutti i fronti. Per prima cosa elimineremo lo spaccio da piazza Dante, anche per intervenire sull'aspetto simbolico. Sul tema campi nomadi le nostre posizioni sono rigide: non si può essere tolleranti con i non trentini e intolleranti con i trentini. Dobbiamo aiutare chi lavora, senza nessuna differenza tra italiani e stranieri, ma solo chi lavora, non quelli che vivono di espedienti e illegalità.  

 

Cristiano Zanella, Movimento 5 Stelle

Sulla sicurezza, il decreto Salvini migliora alcuni aspetti che erano lacunosi, considerata anche la situazione emergenziale in tema di immigrazione.E' giustamente prevista l’estensione della lista dei reati che comportano la revoca dello status di rifugiato. Per quanto riguarda l'accoglienza, questo è un valore a cui il Trentino non si è mai sottratto. Bisogna però migliorare l’efficienza delle strutture preposte alla gestione di chi ne usufruisce, che costano tanti soldi ai contribuenti. La gestione dell’immigrazione deve essere gestita direttamente dalla Provincia, non tramite sovrastrutture o appalti assegnati a privati. Campi nomadi, Si devono attuare le indicazioni provinciali sulle microaree che però i comuni non hanno attuato per le solite beghe politiche interne. Dobbiamo combattere le situazioni di illegalità tenendo controllati i numeri di chi vi risiede, facendo pagare le utenze e i servizi pubblici.

 

Filippo Castaldini, CasaPound

Ribadiamo il concetto che il Cinformi va chiuso e che si deve ripensare ai modi e ai costi dell’accoglienza. Tagliamo i fondi provinciali che servono ad esempio a pagare il biglietto del treno o dare tirocini ai profughi quando abbiamo molti trentini disoccupati. Ci vuole trasparenza e maggiore rendicontazione per le cooperative che se ne occupano, pena il blocco dei contributi e la radiazione dall’albo. Vogliamo la competenza provinciale per espellere i profughi che delinquono dal territorio trentini. Maggiori controlli nelle città e nella stazioni. Divieto di bivacco e accattonaggio su tutto il territorio provinciale e istituzione di un Assessorato alla Sicurezza che possa occuparsi concretamente del problema. Campi nomadi: quello delle microaree è un progetto fallimentare che ha visto impiegati milioni di euro di risorse pubbliche senza ottenere i risultati richiesti sulla scolarizzazione dei ragazzi sinti. Basta assistenzialismo e sprechi per i campi nomadi, i fondi vengano utilizzati per i trentini in difficoltà.

 

Silvia Zantti, Civica Trentina

Accoglienza gestita dal Cinformi: se chiamati a governare, la struttura e la sua mission andranno sottoposte ad una revisione in linea con mutate necessità e le nuove normative nazionali. Sicurezza: controllo capillare del territorio, più attenzione alle zone a rischio spaccio con utilizzo maggiore e costante di unità cinofile. Microaree rom: va mantenuto livello di attenzione costante, si ad una disponibilità per etnie che vogliono mantenere proprie tradizioni, ma chi vuole trasferirsi in zona deve assicurarsi abitazione in linea con attuali leggi urbanistiche. Controllo del territorio per evitare accampamenti irregolari.

 

Nicola Mezzetti, Progetto Trentino

Per quento riguarda il tema della sicurezza in termini generali, per Progetto Trentino il cittadino, italiano o straniero, che opera nel rispetto delle regole deve trovare tutela dall'attore pubblico. Sull'immigrazione, il concetto di accoglienza deve rigorosamente includere processi di inclusione sociale. Per quanto riguarda i campi nomadi: chi vuole mantenere le proprie culture e tradizioni deve comunque osservare le regole comuni di convivenza. Sul Cinformi, mantenerlo ma estenderlo a tutte le categorie a rischio di esclusione sociale.

 

Vanessa Valtorta, Agire per il Trentino

Sulla sicurezza serve un'azione decisa: criminali e clandestini non sono né immigrati né cittadini. Sono questi ultimi che meritano sicurezza e serenità. Non basta il decreto Salvini, ma è un punto di partenza necessario. Per quanto riguarda l'accoglienza, è giusto accogliere, ma serve più trasparenza, rispetto ed equità. Non possiamo dare tutto a pochi e poco a molti. Nel nostro territorio le persone dichiarate povere sono molte e mi sembrano da rivedere certi criteri di sostegno. Si ad un'integrazione seria e controllata. Cinformi da migliorare molo. Sui campi nomadi, dire "via tutto" non è possibile da un giorno all'altro e non faccio mai di tutta un'erba un fascio. Vanno fatte rispettare le leggi a tutti, comprese le norme igienico sanitarie o in merito all'istruzione latente e dico basta ai privilegi illogici.

 

Maria Antonietta Panico, Unione di Centro

Il Cinformi funziona bene per gli stranieri ma c'è da intervenire per modificare alcune criticità. Per quanto riguarda la sicurezza, questa non c'è più in Trentino perché sono poche le forze dell'ordine. Continuando così, la situazione non può che degenerare. Sui campi nomadi, la politica non può tollerarli. Vanno trovate risposte per intervenire sia dal punto di vista della legalità che da quello umanitario. Queste persone vanno identificate e dev'essere verificata la presenza e la situazione dei minori, che nemmeno si conosce se frequentano la scuola. Questo a tutela dei nomadi stessi.  

 

Luca Spagnolli, L'Altro Trentino a Sinistra

Contrario alla chiusura del Cinformi e dell'accoglienza devono farsi carico tutti. Alcuni Comuni hanno fatto orecchie da mercante ma una distribuzione sul territorio è un principio giusto. Il tema della sicurezza è strumentalizzato dalle forze politiche che sulle sensazioni fanno campagna elettorale. I reati sono diminuiti e non c'è nessuna emergenza sicurezza. Sui campi sinti e rom, credo che la politica debba occuparsene perché è un vantaggio per tutti che queste persone siano maggiormente integrate. 

 

Jacopo Zannini, Liberi e Uguali

Il Cinformi va ripensato e potenziato per attuare un modello di accoglienza più diffusa sul territorio. Sulla sicurezza c è molta demagogia perché la vera sicurezza è sociale: meno precarietà e più presidio sociale degli spazi. Campi nomadi, è necessario lo sblocco della legge sulle microaree che non è mai stata attuata.

 

Roberto De Laurentis, Tre

Cinformi va di sicuro preso in mano, rivisto, perché su questo argomento bisogna fare chiarezza. Così non va, e vanno sistemate delle cose. La Provincia deve applicare le regole e fare in modo che tutti le rispettino, migranti, richiedenti asilo ma anche delinquenza locale. Sulla sicurezza,. c'è bisogno di recuperare legalità. Anche se la percezione di insicurezza è esagerata rispetto alla realtà, ma solo perché il Trentino non era pronto a questo melting-pot. Campi nomadi, la politica non deve tollerarli: tutti devono rispettare le regole, anche rom e sinti. 

 

Mauro Ottobre, Autonomia Dinamica

Il Cinformi deve rimanere, non ha alcun senso chiuderlo. Sul tema dell'accolgienza si possono portare miglioramenti, si possono modificare alcune regole, ma spetta al legislatore nazionale. Sul piano della sicurezza, alcune zone più sensibili devono essere maggiormente presidiate dalle forze dell'ordine ma non bisogna nemmeno cavalcare la sicurezza percepita che spesso è distante dalla realtà. Sui campi nomadi, in termini generali penso che la dedizione al furto di certi gruppi vada sanzionata anche con l'esclusione dalla percezione di sussidi pubblici. 

 

Claudia Mattarei, Popoli Liberi

Per la sicurezza basterebbe applicare le leggi già presenti. In Trentino ci sono 100 deliquiìenti veri che riuniscono in piazza dante e che sono sempre gli stessi che delinquono, già conosciuti alle forze dell'ordine ma restano impuniti. Predi portati dentro e saubito rilasciati. Il problema è che i magistrati non rispondono a nessuno e i cittadini sono obbligati ad arrangiarsi. Chiunque di no è stato derubato o conosce qualcuno che è stato derubato o aggredito. Per quanto riguarda il Cinformi, credo sia una buona cosa ma dovrebbe esistere anche un Cinformi per i trentini. Campi nomadi, non è una grossa problematica ma c'è da dire che ogni progetto di integrazione e scolarizzazione è fallito. 

 

Francesca Gerosa, Fratelli d'Italia

Dobbiamo rivedere l’organizzazione di Cinformi per renderlo utile per i trentini. Conversione delle professionalità (compreso il direttore): le forze del Cinformi oggi sono impegnate al 90 per cento ad occuparsi di migranti e solo al 10 per cento dei trentini indigenti. Dobbiamo invertire completamente il trend, impegnando risorse e professionalità al 90 per cento per i trentini e al 10 per quei migranti che vogliono vivere nella legalità e si vogliono veramente integrare. Dobbiamo mantenere le professionalità di coloro che credono in questa inversione e che hanno purtroppo seguito in questi anni solo gli indirizzi politici di una sinistra che ha voluto mettere i trentini all’ultimo posto!

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 18 aprile 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

19 aprile - 06:01

Mirko (nome di fantasia) sta terminando la quinta elementare. Ha passato cinque anni infernali con due compagni che lo hanno deriso e picchiato. ''Tutto è iniziato in prima elementare – ci racconta la madre – quando per dei problemi posturali ha iniziato ad indossare delle scarpe ortopediche, non così differenti a livello estetico da quelle degli altri ma è bastato a farlo prendere di mira”.

19 aprile - 09:24

Sono state trovate cento tonnellate di materiale illecitamente stoccato, tra cui rifiuti molto pericolosi sparsi e in balia delle intemperie . Un trentino di 59 anni, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria 

19 aprile - 09:45

Un'auto che viaggiava in direzione di Riva del Garda ha invaso la corsia opposta e si è scontrata con un altro mezzo. Dalle prime informazioni ci sarebbe un ferito grave

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato