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Tensione in città, il Centro sociale Bruno contro Forza Nuova. Il racconto della giornata

Da una parte il gazebo del partito di estrema destra e dall'altra il presidio degli antifascisti. Nel mezzo la Polizia in tenuta anti-sommossa e gli anarchici che fanno capolino. FOTO all'interno

Di Donatello Baldo - 10 March 2018 - 17:05

TRENTO. Quelli del Centro sociale Bruno l'avevano promesso: "Tutte le volte che Forza Nuova si presenterà pubblicamente nelle vie della città noi ci saremo per dire no al fascismo". E sono stati di parola: in occasione del gazebo allestito in via San Pietro dal partito di estrema destra, hanno organizzato un presidio in piazza Battisti.


A dividere le due realtà un furgone della polizia messo di traverso all'interno della galleria dei Legionari. Attorno al gazebo di Forza Nuova camionette dei reparti mobili di Carabinieri e Questura, impossibile avvicinarsi. Sono rimasti letteralmente isolati per tutta la giornata.

 

Hanno comunque distribuito volantini ai pochi passanti, la mattina con il movimento femminile Evita Peron e aiutati nel pomeriggio da alcuni esponenti di Lotta Studentesca, la giovanile di Forza Nuova. Contro la legalizzazione di ogni tipo di droga, contro ogni 'perversione': "Uomo e donna sono la base della società, ogni altra deviazione è pura follia".

 

Le Forze dell'ordine si sono organizzate fin dalla mattina, preoccupate sia per la manifestazione del Centro sociale sia per le scritte apparse nella notte sulla chiesa di San Pietro: "Forza Nuova idiozia di sempre" e  Forza Nuova = Traini (l'uomo che ha sparato a Macerata) = terrorismo fascista". 


Il presidio antifascista, una trentina di militanti del Centro sociale, ha messo in atto una specie di 'incursione sonora' posizionando gli altoparlanti in direzione di via San Pietro, sparando musica partigiana verso il gruppo neofascista. 

 

Una permanenza che si è protratta fino a metà pomeriggio tra musica, slogan, partitelle a frisbee e cartelli scritti a mano tenuti in mano da alcuni giovani attivisti. "Siano qui alla luce del sole cercando di aprire il più possibile alla cittadinanza questa nostra iniziativa".


"Riteniamo inaccettabile che un gruppo che pratica quotidianamente la violenza, che rivendica una tentata strage come quella di Macerata, possa fare un banchetto come nulla fosse. Crediamo sia giusto scendere in piazza ogni volta, ogni giorno se ce ne fosse bisogno, perché non ci si deve abituare alla presenza del fascismo nelle nostre città".

 

Dall'altra parte, quelli di Forza Nuova hanno manifestato tutto il loro disappunto nei confronti della polizia che a loro dire "permetterebbe a chi non ha un'autorizzazione di manifestare contro di loro". Il loro responsabile si è addirittura avvicinato alla dottoressa Anna Schiralli, a capo dell'Ordine pubblico, passandole il telefono: "Il mio superiore vuole parlare con il funzionario in servizio"

 

Una domanda fuori luogo che ha colto di sorpresa la Vice Questore Aggiunta: "E con chi vorrebbe parlare?". Al telefono la dirigente è stata molto dura: "Lei vorrebbe il nome del funzionario dell'Ordine pubblico per denunciarlo? E io il nome non glielo do". 


A metà pomeriggio la tensione si è alzata per la presenza di un gruppo di anarchici che sono stati avvistati nei dintorni. Il timore che potessero ripetere l'aggressione al banchetto di Forza Nuova (come nell'ottobre scorso) ha provocato un irrigidimento del dispositivo di sicurezza che ha 'sigillato' gli ingressi nella zona con il dispiegamento di agenti in tenuta anti-sommossa

 

Dopo il presidio in piazza Battisti, i militanti del Centro sociale si sono spostati in corteo davanti alla sede del Comune di Trento, in via Belenzani: "Avremmo potuto starcene tutti a casa se anche a Trento fosse stata fatta la stessa ordinanza fatta a Riva e Arco che obbliga chiunque voglia spazi pubblici a sottoscrivere una dichiarazione di aderenza ai principi della nostra Costituzione nata dalla Resistenza". 


 

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