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5 Stelle e Futura interrogano Kaswalder sull'invaso dell'Alpe di Pampeago

Bacino artificiale di 'Buse di Tresca', opposizioni all'attacco. Marini e Degasperi, 5 Stelle: "Con simili progetti difficile credere che si voglia tutelare l'ambiente". Coppola, Futura: "L'offerta turistica invernale va ripensata, servono più coerenza e maggiore sensibilità"

Di Tiziano Grottolo - 19 giugno 2019 - 19:11

PREDAZZO. Le immagine del cantiere per la costruzione del bacino artificiale per l'innevamento delle piste da sci, in fase di costruzione sull'Alpe di Pampeago in località 'Buse de Tresca', stanno facendo molto discutere. Come spiegato qui l'invaso, che avrà un'estensione di 15mila metri quadrati per una capienza di 60mila metri cubi d'acqua, servirà per l'innevamento delle adiacenti piste da sci (Qui articolo).

 

Adesso anche il mondo della politica ha iniziato ad interessarsi della questione, è di questo pomeriggio la notizia che i consiglieri provinciali del movimento 5 Stelle, Alex Marini e Filippo Degasperi, hanno presentato un'interrogazione scritta al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder.

 

"La zona – evidenziano i consiglieri pentastellati – è nota per il pregio ambientale e paesaggistico tanto da fare da sfondo a numerose e suggestive manifestazioni, purtroppo le immagini del cantiere lasciano perplessi e fanno sorgere parecchi dubbi in merito alla compatibilità ambientale dell’opera". Secondo i 5 Stelle è difficile credere che simili progetti puntino a valorizzare il paesaggio e la biodiversità, preservando al contempo un ambiente di pregio. Per questo Marini e Degasperi chiedono un approfondimento d'indagine sul progetto e chiedono di conoscere gli esiti dell'eventuale 'valutazione di impatto ambientale' procedura che dovrebbe essere la norma di fronte a opere così impattanti.

 

Anche Lucia Coppola, di Futura attacca il progetto dell'invaso definendolo "Uno scempio – per poi rincarare la dose puntando il dito sull'esborso economico sostenuto dalla Pat – un milione e seicento mila euro pagati con le tasche dei contribuenti trentini, sicuramente non tutti d’accordo su questo ecomostro che deturperà il paesaggio delle Buse di Tresca".

 

La costruzione dell'invaso secondo quanto riportato dai committenti si sarebbe resa necessaria per via delle scarse nevicate registrate nelle ultime stagioni, collegate al fenomeno dei cambiamenti climatici: "Lo scenario che si prefigura per il futuro impone un ripensamento a 360° dell’offerta turistica invernale – afferma Coppola – sostenendo e sviluppando una nuova concezione di turismo in montagna, più coerente sia con i cambiamenti climatici in atto che con stili di vita più sostenibili".

 

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