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Apertura punto nascite di Arco, Fugatti prima (VIDEO): ''Vergogna, gli autonomisti cedono a Roma''. Fugatti oggi: ''Se non cambiano i criteri nazionali nessun via libera''

Mentre diventano virali le locandine dei quotidiani che titolavano: "Punti nascite, Fugatti: 'In 15 giorno risolvo tutto''' e un'intervista dove si lamentava con la giunta Rossi sulla chiusura del centro di Arco Degasperi attacca: ''Fugatti non dice il vero, si possono valutare deroghe se ci si prende la responsabilità''

Di Luca Andreazza - 30 maggio 2019 - 19:05

TRENTO. "E' falso che non sia possibile ottenere deroghe per i punti nascite di Arco, Borgo e Tione", queste le parole di Filippo Degasperi, consigliere provinciale del Movimento 5 stelle, sulle affermazioni rilasciate in aula dal presidente Maurizio Fugatti sulle difficoltà ritenute oggettive e le promesse in campagna elettorale di riaprire i centri chiusi.

 

"Non abbiamo mai detto - aveva spiegato il presidente incalzato dalle opposizioni e da una risoluzione di Degasperi - che avremmo certamente promesso di riaprire i punti nascite di Tione e Borgo, mentre per Arco abbiamo chiesto uno studio sulla potenziale natalità nell'area per capire se ci sono gli estremi per ipotizzare una deroga. Detto questo dovrebbero comunque cambiare i criteri a livello nazionale, altrimenti è difficile ottenere il via libera, la normativa vigente non consente deroghe. C'è poi il dato di fatto della carenza di medici, pediatri e anestesisti. E parla un presidente della Provincia che da sottosegretario ha riaperto il punto nascite di Cavalese".

 

E se il governatore prova a spostare l'attenzione e mettere il "cappello" sulla riapertura in quel di Cavalese, le opposizioni hanno rivendicato il proprio ruolo tra De Godenz per l'Upt, l'ex presidente Ugo Rossi ("L'unica richiesta di riapertura è firmata da Zeni e Rossi") e il Movimento 5 stelle, tutti comunque a sottolineare anche il grande impegno delle associazioni territoriali (Qui articolo). 

 

"Le affermazioni del presidente non corrispondono al vero - dice Degasperi - come si può leggere nella risposta ministeriale all'interrogazione di Vanessa Cattoi della Lega". Un documento che potrebbe aprire qualche margine di manovra in sede di Comitato nazionale.

 

"[...] Possono optare - si legge nella risposta - anche per scelte programmatorie relative alla riorganizzazione dei punti nascita che non tengano conto di quanto dettato dall'accordo del 16 dicembre 2010 e del conseguente parere espresso dal Comitato percorso nascita nazionale. In tal caso, dovranno assumersi la responsabilità di garantire, presso punti nascita non in linea con quanto dettato dalle norme in vigore, non solo efficienza, efficacia ed economicità dell'assistenza, ma soprattutto qualità e sicurezza per la madre e il neonato".

 

E' una questione di responsabilità. Insomma, se si vuole riaprire servono standard minimi di qualità e sicurezza. La decisione per Cavalese è stata tecnica: nella commissione nazionale del Comitato nazionale percorso nascite non siede né la ministra Grillo e non sedeva nemmeno il sottosegretario Fugatti

 

Lì non siedono politici ma medici. La decisione viene in caso presa dopo un lungo e articolato confronto tra la Commissione e l'Azienda sanitaria che, su mandato della giunta, un'indicazione politica, collabora all'iter previsto per la verifica della possibilità della riapertura, tradotto in professionisti in servizio ventiquattro ore su ventiquattro e sale idonee.

 

(Video tratto dalla pagina Facebook Lista Cinica Trentina)

 

E se Fugatti ha smentito alle opposizioni la promessa di riaprire sicuramente i punti nascite, ma anche le dichiarazioni in Aula dell'assessora Stefania Segnana ("L’intenzione della giunta è di riportare i punti nascita sul territorio - aveva risposto a Rossi in Quarta commissione in gennaio - creando prima le condizioni perché questo sia possibile"), ritornano virali le locandine dei quotidiani che titolavano "Punti nasciteFugatti: "In 15 giorni risolvo tutto" e un'intervista datata 2016 nella quale l'attuale presidente così dichiarava: "Sul punto nascite di Arco il Trentino deve soccombere a davanti a decisioni tecniche e scientifiche davanti a una commissione romana. Speravamo che una Provincia guidata da un partito autonomista sapesse prendere altre scelte. Credo che a questo punto ci debba essere una forte protesta da parte dei sindaci e amministrazioni comunali della zona, complici politicamente della giunta. Devono con forza manifestare la loro contrarietà per fare retromarcia su questa decisione". 

 

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