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Bassano dà la cittadinanza onoraria a Segre ma vuol darla anche a Haffner. La sindaca: “Storie di persecuzione”. L'esule istriana rifiuta: “Vicende diverse”

Tutta Italia è percorsa dal desiderio di concedere la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, come gesto valoriale e umano verso la senatrice vittima della Shoah e colpita da messaggi d'odio. Ma tra chi si rifiuta (Biella) e che ci riesce (Nomi), c'è anche chi propone di "bilanciare le memorie" offrendola ai testimoni dell'esodo istriano-dalmata (Bassano del Grappa). L'operazione è sempre la stessa: fare del passato un grande ed insipido minestrone

Di Davide Leveghi - 02 dicembre 2019 - 19:44

TRENTO. Concedere la cittadinanza onoraria a Liliana Segre? Solo se la si concede anche a una vittima delle foibe. È questo il nuovo canovaccio che si recita nel Bel Paese, da nord a sud, dalla Bassano medaglia d'oro al valor militare nella guerra di liberazione ai paesi dell'aretino, provincia che nondimeno si fregia di questo glorioso titolo.

 

Lo schema cambia solo a seconda degli equilibri consiliari. Centrodestra e centrosinistra si contendono la rappresentazione del passato, presentando chi la proposta di dare la cittadinanza onoraria alla più rappresentativa vittima italiana dell'Olocausto, Liliana Segre appunto, chi l'emendamento per concederla a quella più rappresentativa dell'esodo istriano-dalmata, “la bimba con la valigia”, ormai roveretana d'adozione, Egea Haffner. Sulla scia del famoso discorso di Luciano Violante sui "ragazzi di Salò", passando per l'istituzione del Giorno del Ricordo, la memoria trionfa sulla Storia - trascinando nel buco nero pure chi proviene dalla tradizione comunista, in una bancarotta valoriale desolante, molto tabula rasa acritica e molto poco analisi di coscienza problematica (vedasi la presidenza Napolitano).

 

Il risultato? La bilancia delle memorie è equilibrata, il “minestrone del passato” servito. È il trionfo della “Repubblica del dolore” di cui parla magistralmente lo storico Giovanni De Luna, una repubblica in cui il valore fondante dell'antifascismo ha lasciato spazio alla valenza ecumenica della vittima. Che sia vittima del nazifascismo, della lotta di liberazione, della guerra civile, del terrorismo o di uno dei tanti disastri seminati sul percorso della recente storia nazionale, poco importa. La vittima è innocente sempre, per definizione, mentre i carnefici si perdono nella nebbia della Storia – per riproporsi spesso, sotto (nemmeno troppo) mentite spoglie nel presente.

 

La città del vicentino ha offerto a riguardo uno spettacolo esemplare. Sabato 28 novembre in Consiglio comunale la minoranza di centrosinistra propone la cittadinanza onoraria alla senatrice Segre. L'annuncio è una sfida lanciata in conferenza stampa alla maggioranza di centrodestra. “Cerchiamo di elevare una riflessione sul senso d'identità di una città che si deve ritrovare attorno a dei valori fondamentali – annuncia il capogruppo di Bassano Passione Comune Angelo Vernillosperiamo di non avere la stessa risposta di supponenza e di rifiuto che abbiamo avuto in occasione della mozione presentata sui cambiamenti climatici”.

 

Di contro, la sfida valoriale lanciata alla maggioranza si trasforma in un boomerang. La Giunta propone un emendamento con cui si estende l'onorificenza ad Egea Haffner. “Segre e Haffner rappresentano tutti i perseguitati del mondo, sia del passato che del presente, di ogni razza, cultura, religione, ideologia e pensiero – si leggerà in un post amareggiato della sindaca Elena Pavan, a seguito dell'approvazione della mozione - mai ci saremmo aspettati che l'opposizione, di fronte a temi e valori che dovrebbero solo unire, non votasse questa mozione. Era doveroso un voto unanime e invece sono usciti dall'aula. Lo trovo vergognoso”.

 

L'opposizione, infatti, decide di lasciare l'aula consiliare proprio alla proposta di conferire la cittadinanza ad Haffner. In una lettera aperta pubblicata dal Partito democratico bassanese si legge: “Siamo convinti che la storia non vada confusa, non vada generalizzata. E, soprattutto, che non debba essere usata una 'bilancia' a scopo di convenienza, come se Lei e la senatrice Segre foste i due campioni di una giostra medievale da far scontrare nell'arena politica”. Le accuse di strumentalizzazione politica rimbalzano da una parte all'altra: l'uso pubblico della storia trova in Bassano l'arena del momento, in cui il passato è usato come clava, dove lo spazio per il rigore scientifico della Storia, della sua complessità e problematicità, è sacrificato sull'altare di una “memoria condivisa” in cui i morti, le sofferenze e le vittime sono tutti uguali.

 

“Come maggioranza abbiamo colto favorevolmente la mozione per il conferimento della cittadinanza a Liliana Segre – spiega la sindaca di Bassano Elena Pavan (#Pavan sindaco) – pensando che si elevavano temi importanti abbiamo così deciso di coinvolgere un'altra persona viva che potesse raccontare una storia di persecuzione. Al tempo stesso abbiamo aperto un percorso per l'intitolazione di un luogo pubblico a queste figure. Abbiamo addolcito il testo della minoranza, inserito anche la signora Haffner e di risposta la minoranza se n'è andata”.

 

“Così facendo abbiamo smascherato la strumentalità della loro iniziativa – continua – non se lo aspettavano e per questo sono rimasti con in mano un giocattolo rotto. La loro è una scelta vergognosa perché stabilisce l'esistenza di vittime di serie A e di vittime di serie B. Il criterio con cui abbiamo proposto di dare la cittadinanza ad Haffner risiede nel suo essere vittima di una persecuzione. La nostra Costituzione condanna l'odio e la discriminazione”.

 

A rompere lo schema, tuttavia, ci pensa proprio la “bimba con la valigia”. Egea Haffner rifiuta la cittadinanza. Il motivo?La mia e quella di Liliana Segre sono due storie diverse. Lei è stata internata nei campi di concentramento, mentre io ho avuto tutt'altre peripezie. Certo, anche la mia è una storia di sofferenza. Ma sono due cose diverse. E che non vanno strumentalizzate. Altrimenti si genera confusione e si rischia di essere irrispettosi nei confronti degli stessi protagonisti”.

 

L'ecumenismo vittimario è rotto da una delle stesse preziose testimoni che dovrebbero sigillarlo. Il contesto in cui avvennero le persecuzioni in questione sono diversi, diverse le proporzioni di quelle sofferenze collettive – non individuali – complessa e problematica la vicenda dell'esodo istriano-dalmata, con il suo portato di colpevoli rimozioni, barriere ideologiche ed omissioni.

 

“La signora Haffner ha capito la bontà del nostro emendamento – conclude la sindaca – ma con nobiltà e umiltà ha detto che le basta il riconoscimento conferitole dal presidente Ciampi – con cui l'allora presidente della Repubblica le consegnò la medaglia commemorativa del Sacrificio offerto alla Patria conferita al padre Kurt (ndA) – e che verrà volentieri a Bassano a raccontare la sua testimonianza. Nelle ricorrenze della Giornata della memoria e del Giorno del ricordo inviteremo e valorizzeremo le storie diverse di queste due testimoni”.

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