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''Bisesti vuole inserire nei programmi didattico educativi l’insegnamento del “capannismo venatorio”? Che ci fa con Paccher nella sala dei cacciatori?''

Dopo le inchieste de ilDolomiti (riprese ieri anche sulla stampa nazionale) sullo strano caso del presidente del consiglio regionale che da un lato va dal questore a perorare la causa per il rilascio dei porto d'armi e dall'altra pubblicizza la sua azienda che fa anche questo, e dopo l'interrogazione di Filippo Degasperi, ora arriva anche quella di Dallapiccola sulla foto che ritrae l'assessore all'istruzione a una riunione dei cacciatori ''capannisti'' (associazione presieduta proprio da Paccher)

Di Luca Pianesi - 04 maggio 2019 - 13:12

TRENTO. ''Vi è l'intenzione dal parte dell’Assessore Mirko Bisesti di inserire nei programmi didattico educativi l’insegnamento del “capannismo venatorio”, come materia di studio? Se si eventualmente, si chiede a partire da quale ordine e grado?''. La domanda, ovviamente retorica e ironica, è inserita in un'interrogazione depositata in aula ieri mattina dall'ex assessore al turismo Michele Dallapiccola.

 

Un'interrogazione che fa seguito alla foto che il Dolomiti ha pubblicato due giorni fa e che si collega ad altre due domande, ben più serie e politicamente impattanti, sempre rivolte all'assessore Bisesti: ''Non ritiene sconveniente che una figura istituzionale per nulla attinente al mondo venatorio, legata semplicemente da appartenenza di partito, partecipi a riunioni di questo tipo?'' e ''Se il Presidente dei Capannisti, al di là della sconvenienza di rivestire il doppio ruolo anche di Presidente del Consiglio Regionale, abbia esteso l’invito ad altri rappresentanti politici''.

 

Gli intrecci tra il mondo venatorio, e in particolare tra l'associazione presieduta dall'attuale presidente del consiglio regionale, Roberto Paccher, quella dei ''capannisti trentini'' e la Lega stanno diventando sempre più ingombranti (ieri anche il Fatto Quotidiano ha ripreso le inchieste de ilDolomiti sul tema) anche per la stessa maggioranza che forse sarebbe meglio prendesse qualche distanza. Due giorni fa l'interrogazione di Filippo Degasperi (QUI ARTICOLO) su quanto abbiamo pubblicato il 29 aprile e quindi sul fatto che lo stesso Paccher postava sulla pagina Facebook dell'associazione capannisti trentini la pubblicità della sua azienda che recita ''Grande novità, da noi visite per il rinnovo porto d'arma di qualsiasi tipo'' mentre qualche tempo prima si recava, in qualità di presidente del consiglio regionale, con un altro consigliere provinciale leghista appassionato cacciatore, Job, dal questore per discutere proprio dei rinnovi dei porto d'armi anche per i condannati per delitti non colposi (quindi perorando l'interpretazione estensiva della nuova norma QUI ARTICOLO).

 

 

E all'interno dell'articolo sull'interrogazione di Filippo Degasperi abbiamo pubblicato la foto (visibile a tutti perché si trova sempre su Facebook sulla pagina dello stesso Paccher datata 12 aprile) di Mirko Bisesti, assessore alla cultura e all'istruzione, a ''comizio'' nella sala dei cacciatori del Casteller affiancato proprio dal presidente del consiglio regionale e dai ''suoi'' cacciatori ''capannisti''. Una serie di situazioni non proprio perfette sul piano istituzionale e così ecco spiegata l'interrogazione dell'attuale consigliere provinciale Michele Dallapiccola dal titolo ''quale tipo di cultura vuole promuovere l'assessore Bisesti?''

 

''Premesso che: l’Assessore all'Istruzione e alla Cultura Mirko Bisesti nei giorni scorsi, come si è potuto leggere attraverso la stampa, è intervenuto ad una riunione dei “Capannisti Trentini” nella sala della Federazione Cacciatori Trentini al Casteller assieme al Presidente del Consiglio Regionale Paccher - scrive Dallapiccola -. Si interroga il Presidente della Provincia autonoma di Trento per sapere: se vi sia intenzione dal parte dell’Assessore Bisesti di inserire nei programmi didattico educativi l’insegnamento del “capannismo venatario”, come materia di studio. Se si eventualmente, si chiede a partire da quale ordine e grado; se non ritenga sconveniente che una figura istituzionale per nulla attinente al mondo venatorio, legata semplicemente da appartenenza di partito, partecipi a riunioni di questo tipo; se il Presidente dei Capannisti, al di là della sconvenienza di rivestire il doppio ruolo anche di Presidente del Consiglio Regionale, abbia esteso l’invito ad altri rappresentanti politici''. 

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