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Botta e risposta sulle interrogazioni. Degasperi: ''Su 143 abbiamo ricevuto solo 21 risposte''. Bisesti ironico: ''Saranno tutte lodevolissime''

Il consigliere dei Cinque stelle lamenta scarsa attenzione da parte della giunta: ''Soncertante". L'assessore risponde: ''Le interrogazioni sono uno strumento importante, ma c'è chi ne abusa''

Foto tratte da Facebook
Pubblicato il - 08 marzo 2019 - 20:28

TRENTO. "Evidentemente la politica e l'amministrazione sono più complicate e più serie rispetto ai selfie e alle scampagnate nelle scuole trentine con ufficio stampa e fotografo al seguito. Verrebbe da citare Robert de Niro per contrassegnare una gestione che per ora ha mostrato solo chiacchiere e distintivo". L'affondo è diretto e penetrante: le parole sono del consigliere Cinque Stelle Filippo Degasperi che lamenta la mancata risposta da parte della giunta provinciale a diverse sue interrogazioni. La replica che arriva dall'esecutivo è sarcastica: "Le sue 143 interrogazioni? Saranno tutte lodevolissime", afferma l'assessore Mirko Bisesti.

 

Ma ricostruiamo il botta e risposta. Tutto inizia con una nota di Degasperi, a cui il consigliere Cinque Stelle allega un elenco di "16 interrogazioni rimaste inevase". Ma sono molte di più quelle che non hanno visto una risposta, fa sapere: "La legislatura - si legge - è partita ormai da quattro mesi, un periodo da cui si possono già trarre alcuni spunti. Fin dal 20 novembre 2018, abbiamo avviato l'attività politica confluita in una serie di atti e in particolare in 143 interrogazioni. Di queste, solo 21 hanno finora ottenuto risposta, ma tra i tanti ambiti di verifica, ce n'è uno da cui dopo 108 giorni non è arrivata ancora una risposta che sia una, eccezion fatta per l'incredibile rifiuto di rispondere in merito alla vicenda della biblioteca del Primiero".

 

"Si tratta dell’ambito della scuola e della cultura - afferma Degasperi - quello in cui l’assessore Bisesti aveva provato a mostrare i muscoli attraverso ispezioni e ingerenze con cui si sono messe in discussione il rispetto delle regole da parte degli insegnanti e l’autonomia delle scuole. Evidentemente però, quando tocca all'assessore rispettare i regolamenti e i trenta giorni previsti per rispondere alle interrogazioni, il piglio e la determinazione svaniscono".

 

Ancora: "Tra le interrogazioni senza risposta, che riguardano la scuola e la cultura, ce ne sono alcune per le quali la mancata risposta è sconcertante. C’è per esempio quella sulla scuola privata Steam di Rovereto (numero 55) , autorizzata a tempo di record dal Dipartimento della conoscenza, al quale tuttavia non sono bastati 106 giorni per rispondere alle domande da noi avanzate".

 

Poi: "C’è quella sulla situazione delle scuole musicali (numero 104), ormai trasformate, in spregio alla volontà del Consiglio provinciale, in orticelli coltivati privatamente. C’è quella relativa ai finanziamenti agli enti di formazione professionale privati (numero 90) e soprattutto ci sono quelle relative alle iniziative adottate per altalene e corsi sulla parità di genere (numeri 129 e 153) dall'assessore-ispettore, rimaste clamorosamente inevase nonostante le certezze sbandierate a parole".

 

Critiche alle quali l'assessore Bisesti risponde anzitutto ricordando che "anche la Lega è stata all'opposizione". Ma è vero che diverse interrogazioni sono rimaste lettera morta? "Qualsiasi consigliere e giornalista - risponde il componente dell'esecutivo - vede i tempi. L'ufficio cercherà di dare risposta a tutto, ma ovviamente non è predisposto solo a questo".

 

Quindi il no comment di Bisesti: "Le polemiche di Degasperi non le commento. Perché, non solo da assessore, ma anche da segretario di partito, non vorrei che si usasse la faccenda delle interrogazioni per fare polemica. Se Degasperi la cerca, io invece non la cerco. Alle interrogazioni risponderemo".

 

Una stoccata, a cui ne segue un'altra. A parlare è sempre l'assessore: "Me lo hanno insegnato anche gli ultimi otto anni che ho trascorso a Bruxelles: c'è chi usa le interrogazioni con un giusto fine ed è per questo che bisogna salvaguardarle, sono uno strumento importante. Ma, viste dal punto di vista del funzionario, dico che c'è anche chi abusa dello strumento per fare numeri, statistiche e altro. Delle interrogazioni ci sono insomma quelle che vanno bene e quelle strumentali".

 

Bisesti si riferisce poi, ironico, al lavoro dei Cinque Stelle: "143 interrogazioni? Saranno tutte lodevolissime". Poi entra velocemente nel merito: "Ho risposto anche in Aula. Ho detto che le scuole musicali erano nel nostro programma e ce lo hanno riconosciuto. Ora poi partirà il tavolo per la musica". Quindi torna al metodo di lavoro e assicura: "Degasperi comunque riceverà le sue risposte in Aula".

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