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Degrado, interrogazione di Moranduzzo: ''Primo passo per chiarezza''. Degasperi: ''Continua a copiarmi. Stesso atto di due anni fa''

Il consigliere leghista saluta con soddisfazione la risposta scritta arrivata da Fugatti che, però, ricalca quella di Daldoss del 2017. Il consigliere dell'M5S: ''Dopo aver ripreso una mia mozione ora tocca anche a un'interrogazione. Peccato far perdere tempo così al Presidente''

Di L.P. - 06 maggio 2019 - 19:07

TRENTO. ''Oltre alle mozioni (si ricorderà quella sull'educazione civica) il consigliere Moranduzzo dimostra di apprezzare anche le mie interrogazioni. Ne ha infatti riproposta una sulla famosa task force antidegrado, già trattata nella XV legislatura in ben due occasioni e le cui risposte erano già disponibile da tempo. Peccato far perdere tempo al presidente Fugatti per farsi raccontare cose note spacciandole per originali. Doppiamente peccato se a far perdere tempo sono quelli 'dei fatti'''. E' ovviamente ironico Filippo Degasperi nell'analizzare l'interrogazione del consigliere leghista Devid Moranduzzo che al momento ha messo a segno, da primo firmatario, una mozione (quella appunto che ricalca la mozione del consigliere dell'M5S approvata ben due anni fa) e quattro interrogazioni.

 

Di queste una è stata salutata dallo stesso consigliere leghista (sul sito ufficiale della Lega) come ''un primo passo per fare chiarezza su come sia stato attuato, dal Comune di Trento, il Piano anti-degrado finanziato con fondi provinciali. Rimango però in attesa che la documentazione richiesta al Comune venga integrata per poter sapere con esattezza come i fondi siano stati effettivamente spesi e, soprattutto, quali siano i  risultati concreti''. Eppure, la chiarezza era già stata fatta in passato (come dimostra la risposta scritta dell'ex assessore Carlo Daldoss) e quanto è stato risposto a Moranduzzo è praticamente un copia incolla di quanto emerso in passato con Degasperi nella scorsa legislatura. In particolare il riferimento  al ''contributo complessivo'' assegnato dalla Provincia al Comune di Trento ''di euro 901.018,96'' e poi quello agli agenti impiegati (12 di polizia locale oltre alla differenza di costo da C base a C evoluto del responsabile dell’unità operativa). 

 

Identica poi la conclusione della risposta di Fugatti a quella data da Carlo Daldoss. Nel primo caso si sottolinea che ''Con riferimento al secondo punto dell’interrogazione si precisa che subito dopo l’avvio del progetto (aprile 2017) la Provincia, considerata la natura sperimentale dello stesso, ha chiesto al comune di Trento di fornire le prime valutazioni sull’efficacia del progetto. Il comune di Trento ha evidenziato che l’attività sul territorio era iniziata da troppo poco tempo per poterne valutare compiutamente l’efficacia, ma che il progetto prevede un sistema di valutazione dell’iniziativa attraverso la raccolta di dati relativi all’attività svolta dall’unità antidegrado. Le argomentazioni fornite dal comune sono state ritenute condivisibili''.

 

Quella di Daldoss del 2017 spiegava che ''al fine di conoscere l’efficacia ad oggi e non solo in fase di rendicontazione finale, dello strumento “unità antidegrado”, la Provincia ha chiesto all’amministrazione comunale di esprimersi in tal senso. Dalla risposta fornita emerge la necessità di ulteriore tempo per una rilevazione attenta e in particolare della percezione dei cittadini, in aggiunta ai criteri sopra esposti, considerata in particolare la natura sperimentale dello strumento''. Insomma niente di nuovo sotto il sole il tutto mentre fino a due settimane fa la giunta era riuscita a rispondere soltanto a poco più del 30% delle interrogazioni presentate (QUI ARTICOLO).

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