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Degasperi: ''Le sedi di Trentino Digitale non sono a norma: perché la Provincia non agisce? Via Gilli non è nemmeno proprietà di piazza Dante''

Una realtà, quella di Trentino Digitale che non sembra conoscere pace, l'ultima accusa è quella dell'ex assessore Luca Zeni alla Giunta leghista di aver compiuto un plagio per quanto riguarda il progetto "Internet of things". Questa volta Degasperi accende i riflettori sui lavori di messa a norma per le sedi della società

Di Luca Andreazza - 04 febbraio 2020 - 19:32

TRENTO. "Sono diverse le questioni ancora aperte per quanto riguarda gli immobili di Trentino Digitale", queste le parole del consigliere provinciale Filippo Degasperi, che aggiunge: "L'amministrazione provinciale però riesce anche a prendere tempo per interventi più tecnici. Mi chiedo i costi di adeguamento da chi verranno pagati in via Pedrotti, mentre in via Gilli quale è la road map che dovrebbe portare ai necessari adeguamenti?".

 

Una realtà, quella di Trentino Digitale che non sembra conoscere pace, l'ultima accusa è quella dell'ex assessore Luca Zeni alla Giunta leghista di aver compiuto un plagio per quanto riguarda il progetto "Internet of things" (Qui articolo). Questa volta Degasperi accende i riflettori sui lavori di messa a norma per le sedi della società: "I termini per regolarizzare gli edifici sono scaduti il 30 settembre scorso ma la Provincia ha chiesto una proroga e la nuova scadenza è ormai prossima, senza però che le questioni siano ancora stata affrontata".

 

Un verbale dell'ispezione del lavoro della polizia giudiziaria riporta, infatti, alcune indicazioni in materia sicurezza. la sede in via Pedrotti è di proprietà di Trentino Digitale, ristrutturato per conto di Trentino Network con certificato di agibilità rilasciato dal Comune di Trento il 27 gennaio 2014. "Nonostante i recenti interventi - evidenzia Degasperi - alcuni aspetti non sono a norma, soprattutto per quanto riguarda gli sbarrieramenti e gli accessi per persone disabili".

 

La luce netta delle porte di accesso di ogni edificio deve essere, per esempio, deve essere di almeno 80 centimetri: la porta tagliafuoco posizionata però al piano interrato lungo il passaggio pedonale di ingresso che dalla autorimessa porta ai piani ha una luce netta di 72 centimetri. "Inoltre - si legge nel verbale - la stessa porta e la porta precedente ubicata in prossimità dell'autorimessa, non sono facilmente manovrabili in modo tale da considerare un agevole transito anche da parte di persone su sedia a ruote. Si precisa che le ante mobili devono poter essere usate esercitando una pressione non superiore a 8 chili".

 

Nel piano interrato sono previsti parcheggi per disabili, "ma non è prevista in caso di emergenza - evidenzia Degasperi - la possibilità di raggiungere in breve tempo un luogo sicuro e una via di esodo accessibile come una rampa di adeguata pendenza. Manca poi anche la segnaletica orizzontale per regolamentare in sicurezza i percorsi per pedoni e auto, compreso quelli pedonali larghi almeno 90 centimetri con andamento semplice regolare per persone con ridotte o impedite capacità motorie".

 

Non solo, solo diverse le osservazioni tra auditorium che non presenta spazi di facile utilizzo e pavimentazione che presenta pericoli di inciampi e le pareti divisore in vetro che devono avere un certificato di antisfondamento. "Alcuni passaggi scala - aggiunge Degasperi - non sembrano a norma e mancano anche i corrimano. La Provincia però non si è ancora attivata per prevedere la messa a norma di quanto riportato nel verbale e garantire la piena sicurezza sul posto del lavoro dell'ente strumentale".

 

C'è poi la sede in via Gilli, la proprietà dell'edificio è di una terza società. "Un edificio costruito negli anni '90 e non risultano opere di ristrutturazione che abbiano interessato l'intero fabbricato. Le problematiche - continua il consigliere provinciale - sono simili tra passaggi che presentano pendenze troppo elevate, porte di ingresso che non sarebbero a norma, ascensore troppo stretto, segnaletiche assenti e servizi igienici da rivedere".

 

Non ci sarebbero però novità da parte dell'amministrazione provinciale per spiegare come intende portare avanti gli interventi. "L'immobile di via Pedrotti è stato coinvolto da una recentissima ristrutturazione - conclude Degasperi - ma sembra che si sia tralasciato il pieno rispetto della legge. Responsabilità? Chi paga l'adeguamento? L'edificio in via Gilli non è di proprietà della Pat: immagino che il proprietario debba intervenire a sollevare Trentino digitale dalle spese di ammodernamento e le responsabilità. Gli amministratori e gli organi di controllo risponderanno in qualche modo o si intende far pagare i cittadini come sempre?".

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