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Collegamento S. Martino-Passo Rolle, Dallapiccola: ''L'iter autorizzativo concluso ma ancora tutto sembra bloccato. Quali sono le intenzioni della Provincia?''

Dallapiccola: "In piena campagna elettorale per le comunali il presidente Maurizio Fugatti ha relazionato in merito all'allocazione nel bilancio provinciale di oltre 160 milioni di euro. C'è una quota davvero cospicua destinata alla realizzazione di opere pubbliche in ottica anti-crisi ma non si parla del collegamento San Martino-passo Rolle già in stato avanzatissimo"

Di Luca Andreazza - 18 ottobre 2020 - 21:25

TRENTO. "Preoccupa il silenzio della Provincia su un'opera che è riuscita a concludere l'iter organizzativo". Così l'ex assessore Michele Dallapiccola, che aggiunge: "Il collegamento S. Martino-passo Rolle dovrebbe essere in dirittura d'arrivo, però ancora non si conosce il cronoprogramma. Un investimento che potrebbe venire superato da altri impianti che sono molto interessanti dal punto di vista politico-sociale ma ancora molto indietro per quanto riguarda la progettualità".

 

Dopo tanto silenzio e qualche perplessità legata principalmente alla pista di rientro "Panoramica" che da Malga Fosse dovrebbe arrivare a Prà delle Nasse dopo aver attraversato un tratto del torrente Cismon, nei mesi scorsi la Provincia aveva comunque manifestato l'intenzione di portare avanti questo progetto di collegamento, già valutato e approfondito nel corso della Giunta Rossi. Nella passata legislatura i finanziamenti erano stati trovati. Un percorso che però sembra aver subito un rallentamento con l'avvento della Lega in piazza Dante (Qui articolo). 

 

"A inizio ottobre e in piena campagna elettorale per le comunali - dice l'ex assessore - il presidente Maurizio Fugatti ha relazionato in merito all'allocazione nel bilancio provinciale di oltre 160 milioni di euro (Qui articolo). Sono quelle risorse provenienti dal Fondo di riserva, distribuite con la massima discrezionalità da parte della Giunta. C'è una quota davvero cospicua destinata alla realizzazione di opere pubbliche in ottica anti-crisi".

 

In quell'occasione però il collegamento San Martino-passo Rolle non è stato nominato nelle nuove opere finanziate dalla Provincia in ambito funiviario. "E questo ci preoccupa - spiega Dallapiccola - diventa necessaria una rassicurazione da parte della Provincia: un'opportunità per l'esecutivo di aggiornare le imprese locali e non solo. così come spiegare le reali intenzioni rispetto a questa opera attesa e che crea aspettative ormai legittime e importanti sul territorio".

 

Ci sarebbero 70 milioni pronti per essere investiti sul comparto funiviario. "Ma è stato evidenziato che sono riservati alla funivia Trento-Bondone e per il collegamento Brentonico-Malcesine. Ottime progettualità - prosegue il consigliere provinciale autonomista - ma ci sono ancora molti aspetti, non secondari, da valutare attentamente: c'è, infatti, ancora molto da lavorare sul fronte della sostenibilità finanziaria, senza dimenticare la pianificazione della successiva gestione". 

 

E se l'ipotesi del grande impianto Trento-Bondone è un tema ormai circolare da decenni e solo recentemente è stato inserito nel Prg cittadino, quello brentegano sembra aver ripreso un po' di forza solo in questi ultimi anni (Qui articolo). Un piano di massima è stato delineato tra il 2008 e il 2009, una mozione è stata votata all'unanimità in Consiglio comunale nel 2014 ma poi è mancata la decisione di portare avanti questa idea, tanto che sfumata l'opportunità di utilizzare i Fondi europei per progetti interregionali (il piano interessa Trentino e Veneto).

 

Un investimento già valutato all'interno di uno studio di fattibilità, presentato anche nel corso della Giunta Rossi, ma senza grande successo per due ragioni principali: troppe criticità da superare e nessuna risorsa da poter investire per un progetto tanto affascinante quanto impegnativo e dispendioso a livello economico e probabilmente ambientale per la zona di pregio naturalistico, storico e ambientale, si andrebbe a toccare un sistema delicato.

 

Insomma, progetti da valutare e approfondire, mentre quello in stato più avanzato sembra restare sullo sfondo. "La Provincia denota una gravissima mancanza di serietà. Un amministratore - evidenzia Dallapiccola - non dovrebbe illudere i territori per prevedere qualcosa di difficilmente realizzabile e senza disponibilità finanziarie: dovrebbe portare a termine quanto già pianificato".

 

In due anni di governo, l'unica opera certa e realmente a marchio leghista sembra restare l'impianto di Bolbeno: 4 milioni a 575 metri d'altitudine (Qui articolo). Ancora non si è visto per il resto il piano triennale 2020/2022 - Fondo per lo sviluppo dell'economia trentina (Qui articolo) e ormai il 2021 è all'orizzonte. Da qui la decisione del Patt con Dallapiccola, Ugo Rossi e Paola Demagri di chiedere maggiori dettagli, in particolare sul collegamento San Martino di Castrozza-passo Rolle.

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