Zeni: ''Il piano Internet of things di Trentino Digitale? E' un plagio. La Pat leghista prima boccia il progetto, poi cambia il Cda e ora lo copia''
L'ex assessore Luca Zeni ha depositato una dettagliata interrogazione per fare chiarezza sulla piega ambigua che sembra avere preso il progetto Smart Territory di Trentino Digitale. Un piano varato dalla Giunta Rossi nel 2018 per fronteggiare lo spopolamento delle valli trentine e per implementare un’assistenza più capillare. Ora sarebbe stato riproposto con una nuova veste, "Internet of things"

TRENTO. "Non può essere un errore perché il consiglio di amministrazione di Trentino digitale, prima che fosse costretto alle dimissioni, aveva avuto modo di presentare il progetto al presidente Fugatti, così come al direttore Nicoletti, un piano che aveva raccolto grandi apprezzamenti". L'ex assessore Luca Zeni ha depositato una dettagliata interrogazione per fare chiarezza sulla piega ambigua che sembra avere preso il progetto Smart Territory di Trentino Digitale. Un piano varato dalla Giunta Rossi nel 2018 per mettere a servizio la tecnologia e le infrastrutture informatiche per fronteggiare lo spopolamento delle valli trentine e per implementare un’assistenza più capillare.
"Un progetto bollato come inadeguato dall’assessore Spinelli e utilizzato come grimaldello per portare, in modo forzato e illegittimo, alle dimissioni del cda della società. Ora - aggiunge Zeni - si aggiunge la beffa di vedere quello stesso progetto, che nel corso del 2018 aveva già raccolto l’adesione di oltre 100 Comuni trentini, ripresentato in pompa magna dalla Giunta Fugatti come se fosse farina del loro sacco".
E' il 10 gennaio scorso, quando la Giunta lancia un grande progetto che dovrebbe rappresentare la chiave per evitare lo spopolamento delle valli trentine, sfruttare le potenzialità che offrono tecnologia e infrastrutture informatiche. Ecco “Internet of Things: la tecnologia al servizio del territorio”. Tutto corredato da video interviste, in particolare del vicepresidente Mario Tonina.
"Un progetto importante, strategico, che consente alla Giunta di fornire finalmente, dopo mesi di inerzia e di proteste sindacali, un mandato preciso al consiglio di amministrazione fortemente voluto dall’assessore Spinelli. Quello che però la Provincia a trazione leghista omette è che questa innovativa proposta è la stessa che era stata ufficialmente presentata nel 2018 dall'amministrazione ai Comuni", evidenzia il consigliere provinciale in quota Partito democratico.
Un piano che vede Trentino Digitale regista del percorso, "un piano - continua Zeni - oggetto di attacco da parte dell’assessore Spinelli agli amministratori di Trentino Digitale, nella sua azione forzata e illegittima di rimozione. Ho chiesto al presidente Fugatti le ragioni di questo plagio, quando era sufficiente riconoscere che il cda uscente aveva lavorato bene. Chiedo le ragioni di dover fare tabula rasa di un consiglio di amministrazione capace per sostituirlo con quello presieduto da un impegnato dirigente di una società pubblica della Regione Lombardia che è presente in Trentino soltanto saltuariamente, che per redigere il proprio piano industriale ha dovuto rivolgersi, previa generosa consulenza, alla società di consulenza Price Waterhouse. Quel che si dice il cambiamento".
Dalla gestione dei grandi carnivori e la fuga di M49 (Qui articolo) alla querelle sulla scuola di medicina (Qui articolo), dalla norma sulle case Itea (Qui articolo) al ddl caccia ritirato (Qui articolo), dal monitoraggio sui fitofarmaci cancellato (Qui articolo) ai 5 milioni per il dissesto idrogeologico (Qui articolo) oppure i 70 milioni dell'emendamento salva Trentino sfumati (Qui articolo). E ancora cooperazione internazionale, scontro tra Pat e Cassa rurale (Qui articolo) e le tensioni con i sindacati in materia comparto pubblico. Una Provincia che non sembra riuscire a portare a casa grandi risultati dopo un anno di governo e che anche nell'ultima finanziaria non sembra essere riuscita a cambiare passo (Qui articolo). E ormai potrebbe sembrare un modus operandi della Giunta Fugatti quello di cambiare idea repentinamente sulle questioni, come il Festival dello sport (Qui articolo), la sanità (Qui articolo) e mercato del lavoro (Qui articolo) oppure copiare e poi intestarsi nuove soluzioni: l'annunciato ddl sulla riforma del turismo dell'assessore Roberto Failoni (Qui articolo), la realizzazione dell'auditorium di Storo (Qui articolo) e le opere pubbliche che sono in realtà quelle approvate e finanziate nella precedente legislatura (Qui articolo).
Solo alcuni esempi, forse i più grossi, di un lungo elenco. Ora si aggiunge il nuovo piano di Trentino Digitale. "Le aree potenziali d’intervento e i servizi che si potrebbero erogare alle comunità - dice Zeni - sono riassunti nell’allegato 'Sintesi aree d'interesse di smart territory', quanto proposto dalla Giunta è direttamente ripreso dal progetto originario, con qualche perdita per strada di servizi strategico: il progetto originario era più completo e toccava anche l’efficienza energetica dell’illuminazione pubblica, anche se in una successiva intervista l’assessore Tonina ha ripreso in parte anche questo tema".
Un piano ipoteticamente bocciato e rispolverato con un altro nome. "Sembra che il progetto sia stato presentato a gennaio 2019 al presidente, insieme a un altro piano in fase di elaborazione al termine della scorsa legislatura sull’assistenza domiciliare e la messa a sistema per la sostenibilità del terzo settore, sempre utilizzando le tecnologie moderne. Sembra - continua l'ex assessore - che in sede di presentazione sia Fugatti che Nicoletti dichiararono di apprezzare molto l’iniziativa e la lungimiranza progettuale dimostrata dalla società. Qualche mese dopo è iniziata la farsa condotta dall’assessore Spinelli, che aveva deciso di rimuovere senza motivo il cda di Trentino digitale per sostituirlo con uno di sua fiducia: pubblicamente ha scambiato il progetto per il piano industriale, un grave errore tecnico forse voluto perché strumentale all'obiettivo di cambiare i vertici. Si sono registrati interventi contro la società e le dichiarazioni che il piano industriale, cioè il progetto Smart territory, non era in linea con la visione moderna dell'innovazione e delle tecnologie con quella della Giunta e che il Cda era inadeguato".
E non sarebbero gli unici elementi a non tornare. "Il nuovo presidente, impegnato dirigente di una società pubblica di informatica della Regione Lombardia, è presente soltanto saltuariamente in Trentino e sembra abbia richiesto di distribuire ai dirigenti le sue deleghe: un atto quanto meno originale. Si è deciso soltanto ora di avviare la ricognizione per il posto di direttore generale di Trentino Digitale (con il precedente cda era il presidente a svolgere di fatto anche quelle funzioni, con risparmio economico per la società) a cui seguirà, in caso di esito negativo, il relativo bando. Nel documento inviato a tutti i dirigenti e direttori della Pat è stato inserito come 'elemento di valutazione' l’originale requisito di aver ricoperto il ruolo di presidente, amministratore delegato o amministratore unico per un periodo di tempo di almeno tre anni in società private o pubbliche. Non è stato approvato un piano industriale, sarebbe dovuto avvenire entro il 2019 e si prevedeva la liquidazione di una cospicua integrazione allo stipendio del presidente, ma è stata assegnata una consulenza alla società Price Waterhouse perché questa rediga una proposta di piano industriale: formalmente si è proceduto attraverso Consip per una fornitura di servizi, ma è chiaro che di fatto sia una consulenza. Negli ultimi mesi pare che si siano dimessi dalla società 25 dipendenti, quasi tutti tecnici, che evidentemente erano competitivi sul mercato e hanno trovato altra collocazione. Questo dato risulta preoccupante, poiché tali dinamiche sono indicatrici di un clima di marcata incertezza gestionale e strategica".












