"Manovra di bilancio fatta di proposte che arrivano dal centro sinistra. E la questione povertà è stata trattata con superficialità". Demagri attacca la Giunta Fugatti
"Gran parte delle misure presentata ricalcano stimoli e proposte che il centro sinistra autonomista porta avanti da sette anni. La maggioranza ha finito le idee? Abbiamo perso sette anni preziosi: peccato sia servito così tanto tempo, fatto di attese e promesse mancate per arrivarci. E la questione della povertà è stata trattata con superficialità" commenta la consigliera provinciale di Casa Autonomia

TRENTO. Il disegno di legge sul bilancio presentato dalla Giunta Provinciale? (Qui articolo).
"Gran parte delle misure presentata ricalcano stimoli e proposte che il centro sinistra autonomista porta avanti da sette anni. La maggioranza ha finito le idee? Abbiamo perso sette anni preziosi: peccato sia servito così tanto tempo, fatto di attese e promesse mancate per arrivarci. E la questione della povertà è stata trattata con superficialità".
Le parole, dopo che la manovra è stata presentata in Prima Commissione, sono quella della consigliera provinciale di Casa Autonomia Paola Demagri che accusa la Giunta di centro destra di aver "copiato" e preso spunto dalle idee, dalle proposte avanzate da chi, da sette anni, sta all'opposizione.
"Questa mattina, in Prima Commissione - scrive la consigliera autonomista -, abbiamo assistito alla presentazione del disegno di legge di bilancio. Come consigliera che ha seguito da vicino, anche nella scorsa legislatura, le politiche proposte, annunciate e spesso rimaste incompiute dalla maggioranza, non posso esimermi da una prima considerazione a caldo. È difficile non riconoscere alcuni passi positivi contenuti nella manovra. Tuttavia, ciò che emerge con chiarezza è che gran parte delle misure oggi presentate ricalcano stimoli e proposte che noi, come centro-sinistra autonomista, portiamo avanti da oltre sette anni. La domanda è inevitabile: la maggioranza ha esaurito le idee oppure ha finalmente preso atto che la direzione da noi indicata era quella giusta?".
E, allora, ecco l'accusa: sono stati persi sette anni.
"Ai trentini dico con franchezza - prosegue Demagri -: abbiamo perso sette anni preziosi. Nel frattempo le famiglie si sono impoverite, i progetti infrastrutturali sono rimasti sulla carta e il divario con altre regioni si è ampliato. È utile confrontarsi con i territori vicini, ma una legge di bilancio non può limitarsi a celebrare risultati già raggiunti. Deve indicare con chiarezza quali progetti concreti si intendono realizzare per rendere il Trentino davvero attrattivo. La parola "attrattività" è diventata slogan, ma la vera domanda è: siamo già attrattivi o dobbiamo ancora costruire le basi?".
Poi lo sguardo alle voci di bilancio, ad una in particolare, quella riguardante la lotta alla povertà, che è stata trattata con superficialità, secondo l'esponente autonomista. Se il turismo va così bene, chiede Demagri, perché parte delle risorse non può essere dirottata verso priorità sociali più impellenti?
"Grave, inoltre - conclude -, che la questione della povertà sia stata trattata con superficialità. I dati diffusi in questi giorni sono allarmanti, eppure nella presentazione compaiono appena due numeri fugaci e poi il vuoto. Cosa si intende fare per le 25.000 famiglie che vivono in condizioni di povertà? Quali misure per i pensionati che faticano ad arrivare a fine mese? Sarebbe stato doveroso prevedere interventi concreti, come l’eliminazione dell’Irpef sui redditi più bassi o un sussidio provinciale per integrare le pensioni minime. Il turismo cresce e cammina sulle proprie gambe: bene, ma allora parte delle risorse stanziate potrebbe essere destinata a priorità sociali più urgenti. Sul tema casa si intravedono finalmente alcune idee, e questo è positivo. Ma serve continuità e coraggio per trasformare le proposte in soluzioni reali. In conclusione, la maggioranza ha scelto di attingere dalle nostre proposte, quelle del centro-sinistra autonomista, che da sempre ha avuto più contezza dei bisogni concreti dei cittadini e meno propensione al populismo spiccio. È la conferma che la nostra visione era corretta: peccato che siano serviti sette anni di attese e promesse mancate per arrivarci".












