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Concerto Moroder all'ombra delle Pale, Futura: ''No a eventi in quota''. Anef: ''Rispetto della natura assicurato e parte del ricavato per la ricostruzione''

La presidente di Anef, Valeria Ghezzi, risponde all'interrogazione di Paolo Ghezzi e Lucia Coppola: "Il patrimonio ambientale è importante anche per noi impiantisti. Si deve collaborare con il parco, non siamo realtà alternative. Le funivie sono presidio e valorizzazione del territorio"

Di Luca Andreazza - 08 febbraio 2019 - 18:26

SAN MARTINO DI CASTROZZA. "Affermare che Giorgio Moroder porti rumori molesti in montagna significa non aver capito nulla. L'idea inoltre è quella di proporre un evento simile ai Suoni delle Dolomiti, se questa manifestazione non è più considerata positiva è un altro discorso", così Valeria Ghezzi, presidente di Anef-Associazione nazionale esercenti funiviari, nel commentare l'interrogazione di Paolo Ghezzi e Lucia Coppola di Futura per dire "No" ai concerti in alta quota.

 

"E' giusto promuovere e sviluppare il parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino - aggiunge Valeria Ghezzi - ma questo non deve essere motivo di scontro, anzi la convivenza tra l'area sciabile e l'ente dovrebbe rappresentare un valore aggiunto. Anche le società impianti cercano di valorizzare un ambiente unico e straordinario. E' sbagliato e preoccupante sostenere il contrario, soprattutto se a portare questi dubbi sono i consiglieri provinciali".

 

La data nel mirino è quella del 7 aprile, quando ai 2.200 mila metri di Cima Tognola, arriva l'uomo degli Oscar, originario di Ortisei, per esibirsi all'ombra delle Pale di San Martino. Una vera e propria leggenda vivente di musica e cinema, Moroder è l'autore delle colonne sonore di Top Gun, Flashdance, American Gigolò e Scarface, senza dimenticare le collaborazioni con tutti i più grandi interpreti e la collezione di 100 dischi d'oro e di platino, tre Oscar, 4 Golden Globe e 4 Grammy award. 

 

"Il curriculum parla per questo artista - continua la presidente di Anef - che ritorna a casa, tra le Dolomiti, un ambasciatore delle nostre montagne nel mondo che ritorna per celebrare la carriera. Interrompe il tour internazionale per proporre grande musica e colonne sonore straordinarie nel rispetto dell'ambiente naturale e puntare più sulle immagini (presente un grande Led da 30 metri per proiettare spezzoni di film e dello stesso Moroder durante l'esibizione) che sui decibel. In Alto Adige una polemica di questo tipo non ci sarebbe nemmeno stata e i nostri cugini ci potrebbero mettere un attimo a cogliere questa opportunità. Nulla è regalato e ogni lasciata è persa".

 

L'Alpe Tognola si trova a pochi passi dalle cime della catena del Lagorai, tra gli scenari della Prima guerra mondiale e zona di pregio storico e ambientale. Un'area patrimonio Unesco e il parco naturale è stato istituito nel 1984 per preservare e valorizzare l'ambiente attraverso la conservazione e il recupero delle caratteristiche naturali e ambientali del territorio.

 

"E' un ambiente montano fragile e dotato di un eco-sistema - dicono Paolo Ghezzi e Coppola - che necessita di una conservazione attiva, già messo alla prova da una forte presenza antropica quale quella degli impianti di risalita: non si comprende la ragione del persistere a considerare la montagna un luogo da sfruttare economicamente, quando sarebbe da proteggere e rispettare".

 

Non manca la risposta della numero uno di Anef. "L'area sciabile - dice Valeria Ghezzi - è arrivata nel 1958 e la prima slittovia nel 1937, quindi molto prima rispetto al parco. Ma parco e sci non sono in contrapposizione, anzi si dovrebbero implementare le sinergie per un volano reciproco. Se vogliono dismettere gli impianti, abbiano il coraggio di dirlo apertamente e assumersi la responsabilità di circa 100 dipendenti lasciati a casa, senza considerare un indotto tra scuole, noleggi, alberghi e tante altre realtà vale sette volte tanto".

 

La presidente di Anef mette in luce inoltre il lavoro a favore del ambiente delle società impianti. "Rispettiamo tutti i regolamenti e siamo i primi a non voler danneggiare l'ambiente - evidenzia la presidente - un paesaggio che è la base della nostra attività. Presidiamo il territorio, ci preoccupiamo della regimazione idrogeologica e della cura delle aree: proprio le piste da sci diventano zone di pascolo in estate. Dopo l'ondata di maltempo, ci siamo rimboccati le maniche, senza proclami e senza chiedere nulla, per agevolare la ripartenza e salvaguardare la biodiversità tra liberare le strade e sistemare i piani sciabili, ma anche manutenzioni varie. Se non ci fossero stati gli impianti, molte zone sarebbero ancora ko".

 

Un modo per mantenere le zone montane abitate. "I piani 4.0 devono arrivare fino in montagna. Se non ci fossero economia e lavoro - conclude Ghezzi - il rischio di spopolamento sarebbe enorme. Quando si mettono in dubbio investimenti e importanza delle aree sciabili per un evento, bisognerebbe pensare veramente a tutte le conseguenze. In questo caso, posso comunque rassicurare tutti: questo appuntamento con Moroder sarà rispettoso di tutti, una manifestazione unica e parte del ricavato viene utilizzato proprio per far fronte all'emergenza maltempo".

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