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Suzuki Winter Tour, gli impianti difendono l'evento: "Non saranno un po’ di musica ad alta quota e qualche automobile che gira per San Martino a distruggere l'ambiente''

Valeria Ghezzi, titolare degli impianti di San Martino di Castrozza e presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, risponde alle critiche rivolte verso il "Suzuki 4x4 Hybrid Vertical Tour", evento che si terrà l'1 e 2 febbraio a San Martino di Castrozza e nella Ski Area Tognola

Di Lucia Brunello - 20 gennaio 2020 - 18:25

TRENTO. Valeria Ghezzi, titolare degli impianti di San Martino di Castrozza e presidente dell’ANEF, l’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, risponde all’articolo de ilDolomiti (QUI) riguardo il Suzuki 4x4 Hybrid Vertical Tour, l'evento a quattro ruote che i prossimi 1 e 2 febbraio avrà luogo a San Martino di Castrozza e a monte delle piste da sci della Ski Area Tognola.

 

“Il Suzuki 4x4 Hybrid Vertical Tour è un evento organizzato per accontentare anche quella fetta di turisti a cui interessano i motori - inizia -. Non saranno un po’ di musica ad alta quota e qualche automobile che gira per San Martino a distruggere l'ambiente. I veri danni sono altri. Prima di puntare il dito verso manifestazioni come questa, bisognerebbe pensare all'inciviltà che si incontra frequentando i sentieri di montagna, ormai sempre più inquinati". 

 

“Le automobili ovviamente non possono correre sulle piste da sci, e non andranno neanche su strade forestali, visto che per quello serve un permesso che noi non abbiamo. Proprio per questa ragione i fuoristrada rimarranno nel paese di San Martino di Castrozza e i test si terranno su strade secondarie. La speranza è che i giorni precedenti all'evento si verifichino delle precipitazioni nevose, in modo che gli interessati possano testare le automobili anche su strade innevate”.

 

I veicoli rimarranno quindi (quasi) tutti in paese, mentre il resto della manifestazione si svolgerà nella Ski Area Tognola. “Gli stand e i parterre saranno allestiti a monte degli impianti di risalita - ad un'altitudine di 2.200 metri -. A quella quota non verrà acceso un singolo motore, ma un modello di Suzuki verrà trascinato su con il gatto delle nevi, così da permetterne l'esposizione".

 

Lo scorso settembre, la Stazione Forestale di Primiero ha quantificato i danni causati dal Jeep Camp, evento tenutosi dal 12 al 14 luglio 2019. “Il transito dei mezzi - hanno riportato i forestali - ha danneggiato circa 600 metri quadri di cotico erboso del pascolo, circa 900 metri quadri di suolo forestale e le radici e le chiome di 26 alberi". “Non rispondo io del Jeep Camp 2019, - replica la presidente dell'ANEF - in quanto sono responsabile di un’area differente. Si tratta di un evento totalmente diverso da quello di Suzuki. I danni in questione, inoltre, sono probabilmente basati su stime gonfiate per puro allarmismo”.

 

"Vogliamo proporre un'offerta turistica a 360° che possa accontentare tutti. Ultimamente si critica la presenza e mette in discussione l'utilità degli impianti di risalita, quando è chiaro quanto questi siano essenziali per permettere un turismo efficace. Se non ci fossero, la montagna d'alta quota diverrebbe solo un luogo per pochi intimi con particolari abilità alpinistiche, e le statali e i passi dolomitici sarebbero letteralmente invasi da automobili".

 

Alla luce di queste parole, sapere che sarà un evento interamente basato sulla pubblicità di un fuoristrada a trovare allestimento a San Martino di Castrozza, non può che far storcere il naso. “Lo sponsor è lo sponsor, e che sia uno importante come Suzuki, a noi fa solo che piacere”. 

 

Eventi simili, allestiti massimo tre volte l’anno, sono assolutamente necessari per il benessere del nostro territorio - continua Ghezzi - chi dice il contrario, chiaramente non sa nulla di montagna e di come funzioni la sua economia. Si parla tanto di contrastare lo spopolamento delle valli, ma ad alzare tutte queste proteste sono persone che la montagna la vivono solo durante le vacanze. Si vuole abolire questo tipo di turismo? Bene, così si darà inizio al veloce tracollo dei nostri territori".

 

 

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