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| 03 ott 2019 | 06:01

''Conflitto d'interessi sulla perizia per il campeggio di Dimaro? Perché la Pat non ne ha fatta una sua?'', Degasperi chiede risposte. Rossi: ''Toppa peggio del buco''

La giunta ha approvato lo stanziamento di 12,5 milioni, di questi 9 saranno destinati al campeggio ‘Dolomiti camping’. Rossi (Patt): “Rischiamo di non avere ricadute positive per l’economia del territorio. Degasperi (M5s) solleva dubbi su possibili conflitti d’interesse: ecco le carte e i documenti 

di Tiziano Grottolo

DIMARO. “La toppa è peggio del Buco” non usa mezzi termini l’ex presidente autonomista Ugo Rossi per esprimere un giudizio sulla recente approvazione da parte della Giunta Fugatti dei criteri per la concessione dei contributi per la delocalizzazione di attività e immobili a rischio molto elevato, pesantemente danneggiati dalla tempesta Vaia dello scorso ottobre.

 

“Prima di tutto lasciatemi dire che se non avessi sollevato il tema del reinvestimento in generale e del reinvestimento in Val di Sole in particolare, avrebbero fatto tutto senza mettere vincoli – afferma Rossi – se almeno ci hanno provato è solo perché abbiamo duramente protestato”.

 

Il riferimento riguarda una misura specifica che interessa l’area del Comune di Dimaro Folgarida investita dalla violenta colata di fango e detriti che ha raggiunto il centro abitato ed il campeggio (articoli QUI e QUI).

 

La delibera approvata dalla giunta, in attuazione della legge 7 dello scorso 25 settembre, prevede due tipi di erogazione del contributo previsto per le infrastrutture private destinate ad attività economiche per un totale di 12,5 milioni, di questi 9 saranno destinati al campeggio ‘Dolomiti camping’.

 

Nel caso sia previsto un reinvestimento all’interno del territorio della Val di Sole verrà erogata subito una prima tranche pari al 60% del valore stimato da una perizia asseverata, quindi un altro 30% se entro due anni il privato presenterà un’ipotesi progettuale garantita da eventuale polizza fideiussoria. Infine il restante 10% verrà concesso al riavvio dell’attività economica che dovrà avvenire entro 5 anni.

 

Nel secondo caso, qualora il reinvestimento avvenga in un’altra zona del Trentino, verrà erogata una prima tranche pari al 50% del valore stimato da Perizia asseverata, mentre il restante 50% sarà versato alla ripartenza effettiva dell’attività economica che dovrà avvenire comunque entro i 5 anni.

 

“Meglio di niente – commenta il consigliere del Patt – anche perché la giunta in un primo momento non aveva previsto nessun tipo di vincolo all’erogazione di questi fondi”.

 

Ciò che dice Rossi è corretto, infatti nella primissima proposta (qui sotto in allegato) contenuta nelle modifiche alla legge sulla valutazione d’impatto ambientale si legge: “La Provincia può concedere uno specifico contributo secondo criteri, modalità e condizioni definite con deliberazione della giunta provinciale” e ancora: “Fino al 100% del valore economico dei beni immobili e mobili distrutti o danneggiati a seguito dell’evento, comprese le relative aree di sedime e di pertinenza ed eventuali aree residue”. Il tutto senza che venisse posto alcun vincolo sull’erogazione dei fondi.

 


 

“Con questi criteri si rischia di non aver nessuna ricaduta sul territorio, dal momento che il danno lo ha subito l’economia della valle mi domando perché non si è voluto vincolare la quota di reinvestimento in un’attività economica nella sola Val di Sole?”, l’affondo dell’ex governatore Rossi.

 

Ma come evidenziato dal consigliere del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi, c’è anche dell’altro, se da un lato anche lui accoglie positivamente l’introduzione di un vincolo, parlando però di “minimo sindacale” e sottolineando come “avrebbe avuto più senso prevederlo in Val di Sole”, avanza dei dubbi anche sulla perizia che riguarda la stima dei danni subiti dal campeggio ‘Dolomiti camping’.

 

In tal senso è stata depositata un’interrogazione che vede come primo firmatario lo stesso Degasperi: “L’analisi dei profili economico-finanziari relativi alla perizia per la stima del mancato reddito e della perdita di avviamento del campeggio Dolomiti Camping, distrutto dalla tempesta Vaia dello scorso anno, è stata predisposta da Cassa del Trentino spa – si legge nel documento – il presidente del collegio sindacale di Cassa del Trentino spa è il dottor Giovanni Paolo Bortolotti, titolare dello Studio commercialisti associati Bortolotti & Conci con sede in Trento”. Come dimostrano i documenti pubblicati qui sotto la società ‘Dolomiti di Brenta srl' è legata a diversi associati dello studio Bortolotti & Conci. 

 

 

Questi motivi hanno spinto Degasperi a chiedere alla Giunta se queste relazioni siano state prese in considerazione, alla luce dei rapporti esistenti fra Cassa del Trentino spa e Giovanni Paolo Bortolotti e la stessa ‘Dolomiti di Brenta srl’. 

 

Ma soprattutto se siano state eseguite in merito le opportune verifiche circa l’esistenza di potenziali conflitti di interesse nella redazione dell’analisi dei profili economico-finanziari.

 

Sia chiaro nessuna legge è stata violata, ma “in questi casi sarebbe meglio fare due perizie – afferma Degasperi – invece è stato scelto di prendere la perizia fornita dai diretti interessati e di limitarsi a farla analizzare da Cassa del Trentino spa e questo è quanto meno singolare”. La richiesta di una perizia terza era stata avanzata anche dal consigliere M5s Alex Marini, tramite un ordine del giorno, proposta che venne bocciata dalla maggioranza. 

 

Ricapitolando: la società ‘Dolomiti di Brenta srl’, titolare del campeggio in questione nonché beneficiaria del risarcimento da 9 milioni, risulta legata proprio allo ‘Studio Bortolotti & Conci’, sul sito internet dello studio vengono indicati gli associati, fra questi ci sono il già citato Giovanni Paolo Bortolotti, ma anche Giulio Quaresima e Stefano Angeli. 

 

 

Come riportato dall’analisi effettuata da ‘Cassa del Trentino spa’ la perizia per la stima dei danni al campeggio è stata redatta da Giulio Quaresima pure lui associato dello ‘Studio Bortolotti & Conci’, così come Stefano Angeli commercialista anche per conto della società ‘Dolomiti di Brenta srl’.

Lo ribadiamo, si tratta di professionisti estremamente qualificati e non esiste nessuna legge che vieti loro di agire in tal senso, certo però i dubbi sollevati da Degasperi sono dubbi legittimi e chiamano in causa piuttosto la Pat che forse per la fretta di chiudere questa partita non si è accorta della situazione. “Tutto questo, quanto meno, non è molto elegante – conclude Degasperi – per liberare il campo da qualsiasi dubbio sarebbe stato meglio che la Pat avesse predisposto una sua perizia per poi individuare una parte terza che mettesse a confronto i due documenti in modo da arrivare a un compromesso”.

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