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Consiglieri incompatibili e nomi secretati, Ghezzi chiede la riforma del regolamento d'Aula: ''Non devono esserci segreti''

Dopo il ''riserbo'' di Paccher sui nominativi esaminati dalla giunta per le elezioni, interrogazione del consigliere di Futura : ''L'attività del parlamento trentino e dei suoi organi dev'essere trasparente''

Foto tratte da Facebook
Pubblicato il - 19 febbraio 2019 - 17:56

TRENTO. A tenere banco negli ultimi giorni era stato il dibattito nato da un'interrogazione sull'Oculistica del consigliere Filippo Degasperi (Cinque stelle) e dalla risposta affidata alla stampa dal direttore generale dell'Azienda sanitaria Paolo Bordon (qui e qui gli articoli). Un episodio a cui ora si collega un nuovo dibattito: vi fa infatti riferimento un'interrogazione di Paolo Ghezzi nella quale il consigliere di Futura 2018 chiede al presidente del consiglio Walter Kaswalder di "tutelare, esattamente come ha fatto nel collega Degasperi, il mio diritto di parola, di intervento e di critica".

 

Per capire la vicenda bisogna fare un passo indietro e tornare alla scorsa settimana. Di allora è la notizia dell'esame da parte della giunta per le elezioni dei nomi dei consiglieri potenzialmente incompatibili. Un'operazione al termine della quale, per volontà del presidente Roberto Paccher (Lega), sui lavori dell'organismo chiamato a pronunciarsi sulle posizioni dei singoli eletti è stato mantenuto il riserbo: il comunicato stampa ufficiale uscito era scarno e, soprattutto, senza i nomi dei consiglieri (qui l'articolo).

 

Un passaggio su cui, dando il la al dibattito, era intervenuto Ghezzi, descrivendo come "curioso che l'informazione sui lavori di un organo importante quale la giunta delle elezioni venga frenata da 'ragioni di riservatezza'". La risposta non si era fatta attendere ed era stata affidata da Paccher a una nota il 14 febbraio.

 

Un messaggio in cui il consigliere della Lega diceva di ritenere che, in quanto presidente della giunta delle elezioni, fosse suo "dovere trovare il giusto bilanciamento tra la tutela della trasparenza dell'attività della pubblica amministrazione e la salvaguardia del diritto alla riservatezza delle parti coinvolte". "Da questa scelta - si leggeva nella nota - volta al rispetto e alla salvaguardia di una figura fondamentale nel sistema democratico provinciale, quale è quella del consigliere provinciale, sono state create da alcuni soggetti - che ancora non hanno capito il loro ruolo istituzionale - polemiche sterili che ottengono come unico scopo quello di ridicolizzare l'istituzione che rappresentiamo".

 

Ancora, Paccher parlava di "un comportamento certamente non consono e irrispettoso non solo della carica dei consiglieri coinvolti, non solo dell'intera assemblea ma in particolar modo dell'incarico che i cittadini hanno affidato a loro. Difatti sembra inopportuno che chi non conosce il regolamento intervenga su questioni così tecniche, sostenendo gravi inesattezze. Concludo quindi invitando il consigliere Paolo Ghezzi a leggere attentamente il regolamento interno del Consiglio provinciale".

 

Parole su cui ora il consigliere Ghezzi ritorna per chiedere al presidente del consiglio provinciale Kaswalder "di tutelare, esattamente come ha fatto nel caso del collega Degasperi, il mio diritto di parola, di intervento e di critica, stigmatizzando nel contempo l'arbitrio compiuto dal collega Paccher nel rivolgermi una nutrita serie di offese, non suffragate da alcun fatto ma solo da una sua libera interpretazione del regolamento, che vale suppergiù quanto la mia, trattandosi di libere e soggettive interpretazioni politiche".

 

Questa la richiesta riportata in una lettera consegnata a mano dal consigliere di Futura 2018 alla presidenza del consiglio e riportata integralmente in un'interrogazione a risposta scritta depositata da Ghezzi.

 

Dopo la ricostruzione del botta e risposta con Paccher, Ghezzi propone un ragionamento sul principio di pubblicità ed un eventuale "bilanciamento con altri princìpi, quale "la salvaguardia del diritto alla riservatezza" di cui il consigliere Paccher si è erto a garante". Un'operazione che, secondo quanto scrive Ghezzi, vede "la prevalenza del diritto all'informazione pubblica sull'aspirazione al rispetto della privacy (malintesa) dei consiglieri potenzialmente incompatibili".

 

Quindi, nell'interrogazione, Ghezzi chiede al presidente Kaswalder "se non ritenga di dover richiamare ad una maggiore correttezza e rispetto i consiglieri provinciali, affinché nella legittima espressione delle proprie opinioni personali e politiche, in Aula e fuori Aula, evitino le offese ai colleghi". Ancora: "Se non ritenga che la trasparenza e la pubblicità di tutto ciò che accade nel consiglio provinciale, parlamento dei trentini, e nei suoi organi, siano princìpi preziosi da osservare e applicare quotidianamente affinché gli elettori possano seguire e verificare puntualmente l'attività dei rappresentanti da loro democraticamente eletti".

 

E se, infine, "non ritenga di promuovere una riforma del regolamento del consiglio provinciale per meglio definire le forme di pubblicità e di comunicazione dei lavori delle commissioni legislative e della giunta delle elezioni, affinché tutto ciò che si compie in nome del popolo trentino non abbia segreti se non in casi specifici, a tutela della privacy di persone terze o per altri gravi motivi".

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