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Tempi d'attesa della sanità, Degasperi presenta un'interrogazione e Bordon attacca. Kaswalder: ''Fare controlli è un diritto dei consiglieri''

Il dirigente dell'Azienda sanitaria: ''Diffido a diffondere notizie false''. Il presidente del consiglio difende il consigliere: ''È una questione di democrazia''

Pubblicato il - 16 febbraio 2019 - 18:52

TRENTO. Un'interrogazione in cui il consigliere provinciale Filippo Degasperi si riferisce ai tempi d'attesa per alcune prestazioni mediche in Trentino; poi una replica secca del direttore generale dell'Azienda sanitaria Paolo Bordon che ricorda che "sono i più bassi di tutta Italia". E che "diffida a diffondere notizie false e lesive de dell'onorabilità dell'Azienda sanitaria e dei suoi professionisti". Questa la cronaca di una vicenda che ora culmina con una netta presa di posizione del presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder "tutela dei diritti dei consiglieri": "È una questione di democrazia" dice.

 

La posizione del direttore dell'Azienda Sanitaria è stata riportata, in un'intervista, dal giornale l'Adige di sabato. Un testo in cui Bordon fa riferimento all'interrogazione del consigliere Degasperi e, in particolare, all'Oculistica. "Se a seguito del suo contributo a "demolire" la credibilità di una delle migliori unità operative dell'Azienda dovessimo perdere professionisti di valore (...) lo riterremo responsabile" si legge. Quindi, sempre Bordon dice: "Mi auguro che si ravveda, studi la materia e chieda scusa alle persone che lavorano quotidianamente".

 

Un affondo al quale fa seguito una nota ufficiale del presidente del consiglio Kaswalder: "Le dichiarazioni al giornale l’Adige attribuite al direttore responsabile di Apss Paolo Bordon - recita - appaiono inopportune, laddove si riferiscono personalmente al consigliere provinciale Filippo Degasperi. Quest'ultimo ha esercitato le proprie prerogative di componente dell'assemblea legislativa provinciale, presentando un'interrogazione e ricorrendo quindi all'attività ispettiva, che compete appunto ai consiglieri quali strumenti di controllo verso il potere esecutivo e verso l’intero sistema amministrativo connesso all'ente Provincia".

 

Nella nota segue il riferimento diretto all'intervista al dirigente: "Il dottor Bordon nell'intervista al quotidiano ricorre contro il consigliere Degasperi a toni e termini ingiustificati, che non tengono in conto la funzione istituzionale del consiglio provinciale, massima espressione della democrazia in Trentino. Come presidente esprimo quindi solidarietà al consigliere, assicurando che l'assemblea legislativa continuerà a svolgere il proprio dovere di proposta, di controllo, di critica e di produzione legislativa".

 

"È una questione di democrazia - spiega poi Kaswalder raggiunto al telefono - I consiglieri provinciali, indipendentemente che siano di sinistra, destra o centro, hanno diritto di fare controlli e fare interrogazioni. E a rispondere dovrebbe essere la politica. Poi viene eventualmente delegato a parlare un dirigente". "La prassi è questa - continua il presidente del consiglio provinciale - I consiglieri provinciali fanno il loro lavoro, sempre nella correttezza, è un loro diritto".

 

"Qualche affermazione non era competenza del dirigente" ritiene Kaswalder che parla anche di una risposta del direttore "un po' sopra le righe": "Ognuno deve stare nel proprio ruolo. Io come presidente del consiglio devo tutelare i consiglieri. Degasperi ha il diritto di poter fare un'interrogazione".

 

 

"Io esercito il mio ruolo nel modo più corretto possibile - prosegue Kaswalder - che è quello di tutela dei consiglieri provinciali. È chiaro che se ci fossero frasi scorrette o offensive si potrebbe bloccare l'interrogazione. Ma non è questo il caso dell'interrogazione di Degasperi, io l'ho letta. I testi, poi, vengono letti da dei dirigenti laureati e se sono formulati in modo corretto vengono inoltrati. È il compito di un consigliere fare domande, chiedere e avere accesso ai dati e alle informazioni".

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