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Futura: “L'attaccamento di Kaswalder alla poltrona ci costa 4667 euro al mese”. Nuovo attacco al presidente del consiglio

Ghezzi sulla sfiducia a Kaswalder: “Non fare tutto il possibile affinché il presidente si dimetta al più presto significa assumersi una responsabilità politica”. La replica di Savoi: “La vicenda giudiziaria finirà tra minimo due anni. Le minoranze verranno in aula per suonare e saranno suonate, che goduria”

Di Tiziano Grottolo - 20 giugno 2020 - 10:27

TRENTO. Si stringe il cerchio intorno al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, messo alle strette dalle opposizioni che ieri, 19 giugno, hanno depositato una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Una richiesta sottoscritta da tutti i consiglieri di minoranza, ad eccezione di Alex Marini del Movimento 5 Stelle che comunque non ha escluso un suo appoggio alla mozione (QUI articolo).

 

Le opposizioni sono determinate a scalzare il presidente del consiglio, fra i più agguerriti c’è Paolo Ghezzi, capogruppo di Futura: “Con la sua decisione di licenziare in modo illecito il suo segretario, Kaswalder ha già causato un danno di 65mila euro al Consiglio provinciale – il riferimento è agli stipendi maturati finora dall’ex segretario e che il giudice ha ordinato di pagare – risorse pubbliche dei trentini e delle trentine”.

 

Il consigliere provinciale snocciola le cifre complessive: “Altri 200mila euro sarebbero il danno complessivo se Kaswalder restasse in sella fino alla fine del suo mandato – esattamente 4667 euro al mese, osserva Ghezzi che poi aggiunge – non fare tutto il possibile affinché il presidente si dimetta al più presto significa assumersi una responsabilità politica da cui Futura si dissocia, pur sostenendo lealmente e convintamente la mozione di sfiducia delle minoranze”.

 

Una stoccata ai colleghi di opposizione ai quali Ghezzi rimprovera di non essersi dimessi dall’ufficio di presidenza che affianca Kaswalder: “Siamo convinti che questo passaggio fosse necessario per dare un segnale chiaro e inequivocabile di distanza rispetto alle scelte nefaste del presidente del Consiglio, che ha creato un danno di immagine oltre che erariale per tutto il Consiglio provinciale. Le dimissioni – spiega il capogruppo di Futura – potevano benissimo avvenire dopo la deliberazione di ricorrere in appello contro la sentenza, a tutela del Consiglio. Ma continuare a stare in quell'ufficio è una scelta che riteniamo sbagliata. Solo la spallata delle dimissioni poteva dare una spallata a Kaswalder”.

 

Nel frattempo a prendere le parti del presidente del consiglio è arrivato il leghista Alessandro Savoi che riferendosi alla mozione di sfiducia ha fatto notare come questa “verrà evidentemente respinta perché la maggioranza, votata dai trentini siamo noi, l’attacco delle minoranze è esclusivamente politico. La vicenda giudiziaria finirà tra minimo due anni e Kaswalder è una persona perbene. Le minoranze verranno in aula per suonare e saranno suonate che goduria. Poi, però, basta commedie”, avverte. Il dibattito politico si surriscalda e in Consiglio, opposizioni e maggioranza, sono sicuramente pronte a dare battaglia. 

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