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Caso Kaswalder-Pruner il Consiglio accantona i fondi per coprire le spese legali. Rossi: “Atto dovuto ma le tempistiche lasciano perplessi”

Dopo la sentenza di condanna, le minoranze chiedono le dimissioni del presidente del Consiglio Kaswalder che però non ha ancora sciolto le riserve. Rossi: “Chi ricopre questo ruolo non può cadere in simili errori”

Di Tiziano Grottolo - 10 giugno 2020 - 21:03

TRENTO. “Nella proposta di assestamento trovano inoltre copertura gli oneri da contenzioso riferiti nello specifico alla sentenza numero 706 del 2019 (Pruner-Kaswalder ndr) del tribunale di Trento, sezione del lavoro, per un importo complessivo massimo stimato di 260mila euro comprensivo delle spese di giudizio”. Questo il documento che il presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder ha presentato ai capigruppo che sono stati chiamati a votarlo. La maggioranza si è espressa favorevolmente, mentre gli altri hanno optato per l’astensione, ad eccezione di Paolo Ghezzi di Futura che ha votato contro.

 

“Si tratta di un atto dovuto – precisa il capogruppo del Patt Ugo Rossi – quando interviene una sentenza è obbligatorio per legge predisporre un fondo per far fronte a un eventuale debito verso terzi, Kaswalder ha adempiuto a quest’obbligo”. L’eventuale debito deriva dalla sentenza di primo grado che ha condannato il Consiglio a pagare al dipendente licenziato la retribuzione maturata dal maggio 2019, fino alla durata in carica del presidente Kaswalder. “L’altro giorno – ricostruisce Rossi – durante l’incontro che abbiamo avuto con Kaswalder ci è stato riferito che la sentenza non è ancora stata notificata anche se oggi – 10 giugno – ci è stato presentato un atto che recepisce gli effetti della sentenza”.

 

Un tempismo che lascia quantomeno perplessi secondo il leader delle Stelle alpine e che tradirebbe un approccio un po’ ingenuo “non si può sfuggire alla questione delle dimissioni dicendo di non aver letto la sentenza”. Kaswalder però deve ancora sciogliere questo nodo e non è chiaro se intenda fare ricorso o comunque, nel frattempo, rassegnare le dimissioni come chiedono le minoranze. “È evidente – punta il dito Rossi – che si è trattato di un’iniziativa personale ma chi ricopre questo ruolo non può cadere in simili errori”.

 

In un passaggio del precedente articolo, dove anticipavamo la cifra stanziata dal Consiglio provinciale, attribuivamo erroneamente la scelta alla Giunta Fugatti, ma come ci è stato fatto notare dal consigliere fassano Luca Guglielmi, si tratta di un’imprecisione dal momento che il Consiglio è un ente autonomo che può contare su un proprio bilancio. Un bilancio che comunque deriva dai fondi che la Pat mette a disposizione, che comunque restano soldi pubblici. Detto questo, prima o dopo, la Giunta sarà chiamata ad intervenire se non altro per ripianare l’ammanco che il Consiglio si troverà nel bilancio per la spesa imprevista. Ringraziamo quindi il consigliere Guglielmi per la precisazione ma allo stesso tempo prendiamo le distanze dall'attacco personale rivolto al suo collega di consiglio provinciale Paolo Ghezzi, piuttosto incomprensibile sia nella forma che nella sostanza e promettiamo di impegnarci a capire quel che ha scritto su di noi nell’ultimo paragrafo. Di seguito riportiamo integralmente il comunicato del consigliere Guglielmi:

 

“Duole constatare che “l’ansia da prestazione” di qualche Essere Umano abbia tratto in inganno anche lo spesso puntuale giornale online “Il Dolomiti”. Infatti, in un recentissimo articolo pubblicato dalla stessa testata si millanta che: “la Pat stanzia 260.000 € di fondi pubblici per coprire le spese legali della vicenda Kaswalder-Pruner. Le opposizioni confermano le richiesta di dimissione del Presidente del Consiglio”.

 

Ora, nel mio semplice ruolo di consigliere provinciale constato che evidentemente qualche collega, più Essere Umano che attento al corretto passaggio di informazioni ad una testata, forse, a lui amica, non vi sia niente di più errato, di più confuso, di più tendenzioso al “surriscaldamento” dell’opinione pubblica. Quanto dichiarato infatti nell’articolo di cui si è citato integralmente il titolo non fa assolutamente riferimento ad affari concernenti alla Giunta Provinciale e/o alla Provincia stessa ma bensì ad affari di assoluto interesse del Consiglio Provinciale; organo indipendente per autonomia decisionale. Il documento fotografato e parte integrante dell’articolo di cui si è detto è uno spezzone della nota integrativa della proposta di assestamento del bilancio di previsione 2020-22 dell’organo Consiglio Provinciale. Tale documento è stato approvato questa mattina nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi Consiliari del Consiglio provinciale di Trento con alcune astensioni ed “un’Essere Umana contrarietà”.

 

Nel concludere, dimostrando la mia personale vicinanza alla testata giornalistica “Il Dolomiti” che accomuna nel suo articolo “il” e nel suo logo un quotidiano che sono avvezzo leggere (Il Giornale), mi permetto di sfatare umilmente quanto riportato nell’articolo, del cui titolo sopra abbiamo parlato, e di dimostrare nuovamente la mia personale stima e il mio personale apprezzamento all’amico autonomista el Presidente del Consiglio Provinciale Walter Kaswalder”.

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