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La Pat stanzia 260.000 euro di fondi pubblici per coprire le spese legali della vicenda Kaswalder-Pruner. Le opposizioni confermano la richiesta di dimissioni del presidente del consiglio

Le opposizioni chiedono a gran voce le dimissioni di Kaswalder, nel frattempo la giunta Fugatti mette a bilancio 260mila euro per coprire gli oneri del contenzioso. Il Consiglio è stato condannato a pagare al dipendente licenziato la retribuzione maturata dal maggio 2019

Di Tiziano Grottolo - 10 giugno 2020 - 11:38

TRENTO. Giusto ieri, 9 giugno, il presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder, incalzato dalle opposizioni che ne chiedono le dimissioni, si era preso del tempo per approfondirne la vicenda giudiziaria (QUI articolo) con la propria difesa legale, in modo da valutare un eventuale ricorso in appello.

 

La vicenda è nota, e riguarda il contenzioso avviato dall’ex segretario particolare del presidente del consiglio, Walter Pruner, ingiustamente licenziato (sentenza di primo grado). Ora che il Consiglio è stato condannato a pagare al dipendente licenziato la retribuzione maturata dal maggio 2019, fino alla durata in carica del presidente Kaswalder, la Giunta è dovuta correre ai ripari dovendo addirittura intervenire sul bilancio provinciale (QUI precisazione).

 

 

Secondo le indiscrezioni che filtrano dall’aula, dove al momento è in corso una seduta, la giunta Fugatti avrebbe stanziato 260mila euro per coprire gli oneri del contenzioso. Si tratta di una stima di massima comprensiva delle spese di giudizio che saranno ripartite su vari anni: 95mila euro per il 2020, 112mila euro saranno suddivisi in parti uguali fra 2021 e 2022, infine 53mila euro cadranno sul 2023.

 

Al momento, Kaswalder non ha ancora fatto sapere quale sarà la sua decisione ma nel mentre si moltiplicano gli attacchi alla sua presidenza. Nei giorni scorsi il capogruppo del Partito Democratico Giorgio Tonini accusava il presidente del consiglio di non essere super partes: “Lei non è uomo di dialogo – ha affermato Tonini rivolgendosi direttamente al presidente del consiglio – lei è uomo di scontro e lo ha dimostrato anche nella vicenda Pruner, per questo le chiediamo di rassegnare le dimissioni”.

 

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