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Il tribunale dichiara nullo il licenziamento di Pruner, Maestri: ''Costerà tra i 200 e i 300 mila euro ai trentini, che ci fa ancora lì Kaswalder? Si dimetta''

In Consiglio provinciale potrebbe arrivare una mozione di sfiducia, ma sono diverse le reazioni delle opposizioni tra Patt, Futura e Alex Marini dopo la sentenza pesantissima firmata dal giudice Giorgio Flaim che ha dichiarato nullo "per motivo illecito determinante ed esclusivo" il procedimento di Walter Kaswalder ai danni del segretario particolare. Dura la presa di posizione della segretaria del Pd

Di Luca Andreazza - 05 giugno 2020 - 20:40

TRENTO. "La sentenza costerà ai cittadini trentini tra i 200 e i 300 mila euro". Così Lucia Maestri, segretaria del Partito democratico, che aggiunge: Il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder si deve dimettere subito per il bene del Trentino".

 

In Consiglio provinciale potrebbe arrivare una mozione di sfiducia, ma sono diverse le reazioni delle opposizioni tra Patt, Futura e Alex Marini (Qui articolo) dopo la sentenza pesantissima firmata dal giudice Giorgio Flaim che ha dichiarato nullo "per motivo illecito determinante ed esclusivo" il procedimento di Walter Kaswalder ai danni del segretario particolare (Qui articolo).

 

Finito nel mirino delle minoranze per un atteggiamento considerato filo-governativo e poco super partes nella gestione dell'Aula, ora si aggiunge la vertenza persa sul licenziamento di Pruner. Una vicenda sulla quale il presidente del Consiglio provinciale non è mai voluto scendere nei dettagli tra mezze smentite e un licenziamento poi nei fatti avvenuto (Qui articolo) e procedure che non sono sembrate chiare, come la partecipazione al voto per scegliere un avvocato su una decisione che riguardava lo stesso Kaswalder (Qui articolo).

 

"Manifestamente uomo di parte - commenta Maestri - fino a partecipare alle conferenze stampa della Giunta e palesemente insufficiente nel sostenere, negandone nei fatti i contenuti, le risoluzioni votate dal Consiglio Provinciale sulla delicata e difficile trattativa in tema di rapporti finanziari tra la nostra Autonomia e lo Stato italiano, ora c'è questa vicenda per la quale la Corte dei conti dovrebbe compiere i legittimi passi".

 

I rapporti tra Kaswalder e Pruner si erano incrinati nel maggio 2019, dopo che quest'ultimo aveva partecipato da esterno, quale osservatore, al Congresso di Pergine del Patt. A quel punto il presidente del Consiglio aveva deciso di recedere dal contratto di lavoro quinquennale in corso, adducendo la lesione del rapporto fiduciario necessario per la sua prosecuzione.

 

"E' evidentemente - prosegue le segretaria del Pd - incapace di gestire i rapporti professionali con una persona da lui, per altro, direttamente scelta, se non in termini di totale svuotamento delle libertà personali di quest'ultima. E' stato anche molto determinato nello scegliere, a spese del contribuente, con il suo solo voto e quello di un altro consigliere di maggioranza, un avvocato (a spese dei contribuenti) a cui affidare la pratica del contenzioso sorto da un'inopinata e ingiustificata risoluzione del rapporto di lavoro con la persona da lui stesso assunta".

 

La sentenza rende nullo il recesso e condanna il Consiglio della Provincia di Trento a pagare al dipendente licenziato la retribuzione maturata dal maggio 2019 fino alla durata in carica del presidente Kaswalder, nei limiti della durata dell’attuale legislatura.

 

"Il presidente del Consiglio provinciale è incline a usare le istituzioni, il denaro dei trentini, per chiudere la questione del licenziamento dichiarato nullo dal giudice del lavoro: sentenza che costerà tra i 200 e i 300 mila euro ai cittadini. Ma che ci fa ancora lì Kaswalder? Si dimetta subito per il bene del Trentino. Le minoranze che, giustamente nulla hanno condiviso in quell'ufficio di presidenza, sono chiamate ad aprire una riflessione", conclude Maestri.

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