Contenuto sponsorizzato
| 17 feb 2022 | 17:18

Le opposizioni contro la “circolare bavaglio” della Pat: “Un atto di censura, ristabilire le condizioni democratiche”. Il terremoto dopo la fuga di notizie sul concerto di Vasco Rossi

Una circolare d’ora in avanti renderà più complicato per consiglieri di opposizione ottenere informazioni sulle attività della Giunta Fugatti: adesso servirà il “visto preventivo” del dirigente generale del dipartimento interessato, “il quale avrà cura di informare l’assessore di riferimento”. L’appello al presidente del Consiglio Walter Kaswalder affinché intervenga per ristabilire le condizioni democratiche

di Tiziano Grottolo

TRENTO. “Censura”, “intimidazione” e “anti-democratico” sono questi alcuni dei termini utilizzati dai consiglieri di minoranza per stigmatizzare la “circolare bavaglio” che di fatto vorrebbe ostacolare l’accesso agli atti che riguardano la pubblica amministrazione. Per le opposizioni è paradossale che la risposta della Giunta “alle gravi carenze emerse in merito al concerto di Vasco Rossi sia stata la creazione di un ulteriore ostacolo alla trasparenza”. Da qui il forte appello al presidente del Consiglio Walter Kaswalder affinché intervenga per tutelare le prerogative dei consiglieri ripristinando lo status quo.

 

Di fatto come spiega Paola Demagri, consigliera del Patt e Garante delle minoranze, con questa nuova circolare, ogni istanza di accesso agli atti dei consiglieri, dovrà prima ricevere il “visto preventivo” del dirigente generale del dipartimento interessato, “il quale – si legge nel documento – avrà cura di informare l’assessore di riferimento”. Insomma, alla luce di quanto emerso nei giorni scorsi (proprio grazie a una richiesta di accesso agli atti), una modifica della prassi che arriva in maniera un po’ sospetta per credere che si tratti solo di un caso.

 

“Al di là di come la si pensa sui singoli temi – osserva il consigliere del Pd Luca Zeni – viene prima il rispetto delle regole. Tra le nostre funzioni c’è l’attività di verifica che è prevista da leggi statali e provinciali, oltre che dal regolamento interno del Consiglio provinciale”. I consiglieri infatti hanno il diritto di ottenere, in maniera tempestiva, dall’Amministrazione provinciale le informazioni richieste, anche delle società partecipate e pure se coperte da vincoli di riservatezza. “La circolare incide in maniera illegittima, non è possibile modificare con una circolare il regolamento interno del Consiglio. In questo modo i funzionari sono messi in una situazione scomoda subendo una forma di intimidazione”.

 

L’ex presidente della Provincia, oggi esponente di punta di Azione, Ugo Rossi richiama l’attenzione sulla separazione che esiste fra politica e parte amministrativa: “Un dirigente della Provincia ha una sua indipendenza dalla conduzione politica, per questo mi rivolgo anche ai sindacati dei dirigenti e dei funzionari di fronte a una lesione della professionalità di queste figure”.

 

Secondo Lucia Coppola di Europa Verde “la circolare va nella direzione della censura, un’opacità che impedisce ai consiglieri di fare il loro lavoro con una procedura opposta a quella democratica”. Per questo Coppola chiede a Kaswalder di ristabilire le condizioni democratiche.

 

“Per peggiorare la trasparenza ci sono molto modi – commenta Filippo Degasperi di Onda Civica – la circolare è uno di questi. Però sono molte anche le interrogazioni e le istanze di accesso che non hanno mai ottenuto risposta. Senza accesso alle informazioni non possiamo aggiornare i cittadini”. Detto questo secondo Degasperi c’è anche chi, all’interno della macchina provinciale, “ha scelto di non essere indipendente”.

 

Il consigliere Michele Dallapiccola invece, punge la Giunta Fugatti: “Che cosa hanno da nascondere. Qui parliamo di stupidità politica perché la stessa circolare accende l’attenzione proprio su quello che si vorrebbe nascondere. Un provvedimento sbagliato sotto ogni punto di vista”.

 

Il tempismo sospetto della circolare è stato notato anche da Paolo Zanella di Futura che si domanda cosa sarebbe successo se questa circolare fosse arrivata prima: “Forse – dice – non avremmo mai saputo che l’area di San Vincenzo aveva ricevuto un parere negativo in merito alla sicurezza. Questa formula del ‘visto preventivo’ suona più come una censura preventiva”.

 

Ad aspettarsi una reazione forte da parte del presidente del Consiglio provinciale anche il Dem Alessio Manica: “La circolare non è arrivata in modo casuale, durante la seduta in aula Fugatti non ha risposto a tutte le questioni sollevate in merito alla sicurezza dell’area per il concerto”. Dure critiche pure da Alex Marini del Movimento 5 stelle: “In Provincia c’è una grande carenza sulla trasparenza e poca attenzione rispetto a questo importantissimo tema”.

 

Nel frattempo la Provincia ha diramato una nota ufficiale dove sostiene: “L’unica novità apportata dalla circolare in data 10 febbraio 2022 è la richiesta di apporre un visto del dirigente generale di riferimento della struttura che si occupa di rispondere; questo per garantire una gestione coordinata ed uniforme delle istanze. È in tale passaggio che è stato introdotto l’adempimento in capo al dirigente generale il quale avrà cura di informare l’assessore di riferimento”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 15 maggio | 18:02
La zona dove è avvenuto l'incidente è particolarmente difficile da raggiungere e l'intervento dei soccorritori non è stato semplice. L'uomo [...]
Cronaca
| 15 maggio | 17:29
Il passo che collega Merano e il Tirolo austriaco era stato aperto due giorni fa un vero record nella storia della strada. I pompieri di Racines [...]
Cronaca
| 15 maggio | 15:40
Sulla questione si sta dibattendo da tempo in Provincia: per Ora! si tratta di una “scelta industriale necessaria per attrarre capitali, [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato